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La registrazione delle conversazioni e delle telefonate

12 Luglio 2021
La registrazione delle conversazioni e delle telefonate

È legale registrare o videoregistrare una persona senza che questa abbia dato l’autorizzazione? Che rischia chi pubblica la registrazione video o audio?

Registrare conversazioni e telefonate all’insaputa dei presenti, tramite smartphone o qualsiasi altro strumento, non è solo lecito, ma non richiede neanche l’autorizzazione di un giudice o della polizia. Vi può procedere, in piena autonomia, chiunque partecipi alla conversazione, attivamente o come terzo spettatore. Secondo la Cassazione, infatti, chi parla dinanzi ad altre persone accetta il rischio di essere registrato. La tutela della privacy deve partire dallo stesso interessato: se questi vuol tenere riservate determinate informazioni farà bene a cucirsi la bocca.

La giurisprudenza, però, ha posto alcuni paletti che è bene conoscere per evitare di incappare in una denuncia penale. 

Si può registrare una conversazione all’insaputa degli altri?

È lecito registrare una conversazione all’insaputa dei presenti a due condizioni:

  • bisogna essere fisicamente presenti alla conversazione;
  • non ci si può trovare nella dimora del soggetto registrato.

Pertanto, non è possibile registrare una conversazione lasciando il dispositivo acceso ed allontanandosi. I partecipanti alla discussione devono infatti percepire la presenza altrui e non fare affidamento sul fatto di non essere sentiti da orecchie indiscrete.

Il marito che lascia il registratore acceso in casa, per spiare con chi parla la moglie in sua assenza, commette reato.

La registrazione deve avvenire in un luogo diverso dall’abitazione del soggetto registrato. All’abitazione è assimilato l’ufficio personale, lo studio o l’automobile. Si può quindi registrare una conversazione in un locale pubblico, per strada, in un luogo di lavoro aperto ai clienti.

Si può registrare una conversazione di lavoro?

La registrazione delle conversazioni di lavoro con il proprio capo, con i superiori o i colleghi sono ammesse solo se il file serve per tutelare un proprio diritto in tribunale (si pensi alla vittima di mobbing). Diversamente (ad esempio, se eseguita per puro pettegolezzo), è illecita e può essere causa di licenziamento in tronco.

Si può pedinare una persona e filmarla?

Il pedinamento non costituisce reato, a meno che non sia così insistente da diventare molesto e tale da generare preoccupazione nella vittima. Nell’ambito del pedinamento, è quindi possibile anche effettuare registrazioni video, purché le stesse non si spingano all’interno del domicilio del soggetto registrato. È, del resto, quanto fanno gli investigatori privati.

Si può fare un video all’insaputa dei presenti?

Lo stesso principio vale anche per le registrazioni video: è possibile accendere la telecamera e immortalare una discussione a patto di essere presenti e di non trovarsi nei luoghi di privata dimora altrui.

Si può registrare la polizia mentre fa un controllo?

È possibile filmare la polizia nell’esercizio delle proprie funzioni – ad esempio, durante i controlli – a patto che l’attività non sia coperta da segreto istruttorio.

Si può registrare una telefonata?

Al pari di una conversazione tra presenti, è lecito registrare una telefonata, con chiunque intrattenuta. In questo caso, peraltro, non è necessario accertarsi che l’altro conversante sia al di fuori della propria dimora: la registrazione è ugualmente valida anche se chi è all’insaputa di essere registrato è in casa propria. Ciò vale ovviamente tanto per le telefonate con cellulare che su telefono fisso.

Si può pubblicare il video o l’audio con la registrazione?

Il fatto di poter videoregistrare una conversazione all’insaputa dei presenti non autorizza di certo la pubblicazione della stessa su Internet o tramite altri canali. E ciò vale anche se i soggetti coinvolti stanno commettendo un reato o altro illecito. La privacy va sempre tenuta riservata.

Si può usare la registrazione in un processo?

Di solito, i file contenenti la registrazione video-audio della conversazione vengono utilizzati per far valere i propri diritti dinanzi all’autorità giudiziaria (civile o penale). Essi quindi possono costituire una prova in un processo (si pensi a una causa di infedeltà contro un dipendente). 

Affinché però abbiano tale valore, le registrazioni devono essere chiare e tali da non generare confusione o dubbi nello spettatore (il magistrato). Se così fosse, infatti, basterebbe l’opposizione della controparte a togliere ogni valore probatorio al file. 

 



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