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Cos’è il catasto e come funziona

22 Giugno 2014
Cos’è il catasto e come funziona

La guida completa: con funzioni fiscali e civilistiche, il catasto non ha funzioni di prova; per tale finalità è invece necessaria una ispezione ipotecaria.

Il catasto è l’inventario di tutti i beni immobili, siano essi terreni o fabbricati, esistenti sul territorio dello Stato, appartenenti a soggetti privati e pubblici. Tra i beni registrati, sono comprese anche le superficie occupate da strade ed acque.

Come funziona

In origine era costituito da documenti, mappe, atti che permettevano di individuare la superficie ed altre caratteristiche tecniche dei beni immobili ed i loro possessori, registrando informazioni sullo stato attuale, ma anche la cronistoria delle mutazioni.

Attualmente gli atti catastali sono stati acquisiti in formato digitale e sono confluiti in un sistema informativo elettronico in grado di colloquiare con altre banche dati dell’amministrazione Finanziaria ed anche esterne.

Il catasto assolve essenzialmente a funzioni fiscali, ma è di notevole utilità anche per fini civilistici quali supporto del servizio di pubblicità immobiliare, progettazioni, analisi studi, ecc. e di governo del territorio sia per l’attuazione delle politiche economiche fiscali e sia per la tutela ambientale.

Nel nostro Paese il catasto è articolato in due archivi autonomi:

catasto dei terreni;

catasto edilizio urbano.

Sono presenti alcuni elementi di continuità e collegamento tra i due archivi, tra i quali, quello fondamentale, della mappa catastale e dell’elenco degli intestati.

Per gli immobili urbani, il censimento (operazione di registrazione dei beni) è stato eseguito per unità immobiliare, ossia per ogni parte di immobile autonomamente utilizzabile atta a produrre un reddito proprio.

In un edificio possono essere presenti più unità immobiliari (abitazioni, negozi, magazzini, autorimesse, ecc.) e, di contro, più edifici possono costituire una medesima unità immobiliare (complessi scolastici, industriali, alberghieri, ecc.).

Per ogni unità immobiliare sono riportati in catasto i suoi elementi di identificazione: Comune, Sezione (eventuale), Foglio, Particella, Subalterno, consistenza, categoria, classe di redditività e rendita catastale; i soggetti titolari di diritti reali sull’immobile o comunque possessori. Sono inoltre depositate le planimetrie.

Le informazioni catastali sono di libera consultazione. Le chiavi di accesso alle informazioni possono essere l’identificativo catastale del bene e/o i dati anagrafici (e/o codice fiscale) del soggetto titolare di diritti reali.

La consultazione può essere eseguita online o presso gli sportelli degli uffici provinciali dell’Agenzia delle Entrate (organo cui è attualmente affidata la gestione del catasto), presso alcuni Comuni o mediante privati.

L’esito della consultazione può essere richiesto anche sotto forma di certificazione.

Il catasto nazionale (salvo in alcune zone ove vige il catasto fondiario) non ha carattere di prova, anche se la normativa catastale impone che non si può dare luogo a voltura della intestazione da un soggetto ad un altro in assenza di un atto legittimante.

Per avere certezza della titolarità di un bene in capo ad un determinato soggetto deve essere eseguita una ispezione ipotecaria presso il servizio di pubblicità immobiliare, gestito dagli stessi uffici dell’Agenzia delle entrate (leggi “Cos’è una visura catastale e come funziona”).

 

Cosa cambia dal 2014

Nella legge delega per la riforma catastale, in discussione al Senato, le modifiche sono radicali: il valore patrimoniale medio dovrà essere stabilito sulla base del valore di mercato, espresso in metri quadrati e determinato con funzioni statistiche; la rendita catastale andrà determinata anch’essa in metri quadrati; il contribuente potrà ricorrere in autotutela sull’attribuzione delle nuove rendite catastali.


note

Autore immagine: 123rf. com


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