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Le Guide Agibilità casa: cosa cambia dal 2014

Le Guide Pubblicato il 18 maggio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 18 maggio 2014

Con il decreto del fare viene introdotta la agibilità parziale e la possibilità, in alternativa alla domanda di rilascio del certificato, della dichiarazione del direttore dei lavori o di un professionista abilitato.

Per abitabilità (o, più correttamente, “agibilità”) si intende l’idoneità di un fabbricato ad essere utilizzato. Essa, normalmente, viene attestata da un certificato reso da parte del Comune, dove si trova l’immobile.

Il certificato di agibilità attesta, dunque, la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo la normativa vigente.

Il certificato deve essere richiesto per tutte le nuove costruzioni, le ricostruzioni, le sopraelevazioni, totali o parziali, nonché per gli interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli stessi, da parte

del titolare del permesso di costruire o di altro titolo edilizio.

Come funziona

La richiesta di rilascio del certificato va presentata allo sportello unico del Comune entro quindici giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento.

Alla richiesta vanno allegati la domanda di accatastamento dell’edificio, la dichiarazione di conformità dell’opera rispetto al progetto, nonché in ordine alla avvenuta prosciugatura dei muri e della salubrità degli ambienti e la dichiarazione dell’impresa installatrice circa la conformità degli impianti negli edifici adibiti ad uso civile, o il certificato di collaudo degli stessi, se previsto.

Il dirigente o il responsabile dell’ufficio comunale, previa eventuale ispezione dell’edificio e verificati il certificato di collaudo statico, il certificato regionale di conformità inerente alle opere eseguite in zone sismiche, la dichiarazione di conformità alla normativa in materia di superamento delle barriere architettoniche e l’ulteriore documentazione presentata, rilascia il certificato entro 30 giorni dalla ricezione della domanda.

L’agibilità, nel caso in cui sia stato rilasciato il parere dell’Asl, si intende comunque attestata per silenzio-assenso nel termine di 30 giorni.

La mancata presentazione della domanda per ottenere il certificato di abitabilità/agibilità da parte del titolare del permesso di costruire o di altro titolo fa scattare una sanzione pecuniaria da 77 a 464 euro.

Cosa cambia dal 2014

Il “Decreto del fare” [1] ha introdotto rilevanti novità in materia di agibilità, che sono scattate già dal 21 giugno 2013. Da quella data è possibile il rilascio dell’agibilità parziale delle costruzioni. Può essere richiesto per singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzionalmente autonomi, solo dopo che siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria (strade, reti di acqua, luce e gas e fognature) funzionali rispetto alla parte.

È necessario anche il collaudo degli impianti.

Non solo. Il decreto del fare ha previsto la possibilità che l’interessato, in alternativa alla domanda di rilascio del certificato, possa presentare una dichiarazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un professionista abilitato, con la quale si attesta la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità.

La dichiarazione deve essere corredata dalla richiesta di accatastamento dell’edificio e dalla dichiarazione circa la conformità degli impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico valutate secondo la normativa vigente.

note

[1] DL n. 69/2013 convertito dalla legge 98/2013

Autore immagine: 123rf. com


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2 Commenti

  1. Se il mio immobile non é piu´raggiungibile in quanto é franata la strada per raggiungerlo , si puo´dire che é inagibile , almeno parzialmente? Che conseguenze ha per l’IMU? Cordiali saluti.

  2. purtroppo per te nessuna .
    L’IMU è dovuta in quanto casa esistente accatastata (in catasto) .
    Per inagibilità parziale, a seconda dei comuni e dei loro regolamenti, puoi avere una riduzione del 50% della IMU per un massimo di tre anni

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