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L’assicurazione deve pagare i danni oltre il massimale? 

14 Luglio 2021 | Autore:
L’assicurazione deve pagare i danni oltre il massimale? 

In caso di sinistro stradale, la compagnia può essere condannata al risarcimento anche oltre il limite massimo previsto nella polizza? E se sì, quando? 

Siamo abituati a pensare che, in caso di sinistro stradale, la copertura assicurativa operi soltanto entro il limite del massimale previsto nella polizza. È vero che questo importo è molto elevato – il limite minimo imposto dalla legge è di svariati milioni di euro – e, di solito, è ampiamente sufficiente per coprire tutti i danni provocati alle persone e ai veicoli coinvolti nell’incidente; ma in alcuni casi gravi questo tetto si può sforare, come quando le vittime sono numerose o i beni danneggiati sono di grande valore. 

Se ciò si verifica, l’assicurazione deve pagare i danni oltre il massimale? In alcuni casi, sì: la regola generale lo esclude, ma ci sono delle importanti eccezioni. Vediamo come e quando è possibile superare le soglie massime previste nel contratto ed ottenere l’indennizzo direttamente dalla compagnia, senza doverci rivolgere al danneggiante, che potrebbe avere un patrimonio limitato e insufficiente a coprire l’ammontare dei danni. 

Massimale di polizza Rca: cos’è e a quanto ammonta?

Il massimale di polizza Rca (conosciuta come responsabilità civile auto, obbligatoria per tutti i veicoli a motore in circolazione) è la somma massima che l’impresa assicuratrice è tenuta a risarcire ai danneggiati coinvolti in un sinistro stradale. 

La legge [1] impone una soglia minima per il massimale di polizza Rca: l’importo al di sotto del quale non si può scendere è attualmente pari a 6.070.000 euro per i danni alle persone e a 1.220.000 euro per i danni alle cose. Limiti maggiori sono previsti per i veicoli a motore adibiti al trasporto di persone con almeno otto posti oltre quello del conducente [2]: qui l’importo minimo di copertura è pari a 15.000.000 euro per i danni alle persone, ed è stato raddoppiato a partire dal 2018. 

È importante osservare che tutti questi massimali operano «per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime»: perciò, in caso di compresenza di danneggiati nel medesimo incidente, la somma si divide. 

Un’autovettura investe e uccide cinque pedoni. Il giudice riconosce un risarcimento per danno parentale di 1.500.000 euro per ciascuna vittima. La somma complessiva supera il massimale e andrà ripartita in proporzione tra gli aventi diritto. L’importo eccedente dovrà essere pagato dal danneggiato di tasca propria.

I contraenti sono liberi di prevedere cifre più elevate per il massimale della loro polizza; ciò comporterà il pagamento di un premio assicurativo più alto, ma terrà indenne l’assicurato dalle conseguenze risarcitorie, che potrebbero essere pesanti se il costo dell’incidente superasse il massimale minimo stabilito dalla legge, oltre il quale, come abbiamo visto, la copertura assicurativa non opera. 

Condanna dell’assicurazione al pagamento dei danni oltre il massimale: è possibile? 

Come ti abbiamo anticipato all’inizio, in alcuni casi, è possibile la condanna dell’assicurazione al pagamento dei danni oltre il massimale. Di regola, il massimale rappresenta il limite oltre il quale l’impresa assicuratrice del danneggiante non è più tenuta a risarcire i danneggiati [3]. Delle somme ulteriori – che saranno riconosciute dal giudice all’esito della causa risarcitoria – dovrebbe rispondere esclusivamente il danneggiante con il suo patrimonio. 

Il Codice delle assicurazioni private [4] al riguardo dispone che: «Il danneggiato per sinistro causato dalla circolazione di un veicolo o di un natante, per i quali vi è obbligo di assicurazione, ha azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile, entro i limiti delle somme per le quali è stata stipulata l’assicurazione». 

Ciò significa che se il danno esorbita dai limiti previsti nel massimale di polizza il danneggiato dovrà rivolgersi direttamente al soggetto che ha causato i danni, perché l’assicurazione non risponde oltre quel limite. Questo è uno dei motivi per cui il danneggiante va citato in giudizio insieme alla sua compagnia assicuratrice (per approfondire questo aspetto leggi: “Incidente stradale: a chi chiedere i danni?“).

Anche la Corte di Cassazione [5] riconosce questo principio, ed afferma che la responsabilità risarcitoria dell’assicurazione è limitata dalla capienza del massimale, mentre quella del danneggiante è illimitata, in quanto deriva dalla commissione di un fatto illecito che obbliga il responsabile a risarcire tutti i danni conseguenti [6]. 

Tuttavia, da questa previsione generale deriva un’importantissima conseguenza pratica: è l’assicuratore che deve provare l’esistenza e l’ammontare del massimale e se non lo fa, o non ci riesce, è tenuto a risarcire il danno per intero. Infatti, il rapporto tra l’assicuratore ed il suo assicurato è di natura contrattuale; siccome l’assicurazione è parte di quel contratto, al quale il terzo danneggiato non ha partecipato, tocca ad essa dimostrare che per quella polizza operava un determinato limite di massimale. 

Una recente pronuncia della Cassazione [7] ha applicato questo criterio, in un caso in cui la compagnia assicurativa aveva omesso di produrre, nel giudizio risarcitorio instaurato dal danneggiato nei suoi confronti, il contratto dal quale sarebbe potuto risultare il massimale di polizza. Il giudice di merito aveva riconosciuto all’infortunato – rimasto paraplegico a tutti e quattro gli arti dopo l’investimento – un ingente indennizzo, superiore ai limiti del massimale, e la Suprema Corte ha confermato la decisione.  

Risarcimento oltre il massimale se il pagamento è ritardato 

Un’altra ipotesi in cui l’assicurazione è tenuta a risarcire oltre il massimale avviene quando ha ritardato, per sua colpa, il pagamento della somma dovuta ai danneggiati, ad esempio perché ha oltrepassato senza valide ragioni i termini per il riconoscimento delle somme dovute: in tali casi, essa deve indennizzare per legge [8] i danni arrecati dal suo ritardo e versare anche gli interessi e la rivalutazione monetaria. Qui il limite del massimale contrattuale non opera e può essere superato, perché si è verificato un danno derivante dall’inadempimento di un’obbligazione pecuniaria. In proposito, leggi “Risarcimento oltre il massimale se l’assicurazione ritarda il pagamento“.


note

[1] Art. 128 D.Lgs. n. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private).

[2] Art. 47 Cod. Strada, veicoli di Cat. “M2” e “M3”.

[3] Art. 1917 Cod. civ.

[4] Art. 144 D.Lgs. n. 209/2005.

[5] Cass. Sent. n. 14357/2013 e n. 3173/2016.

[6] Art. 2043 Cod. civ.

[7] Cass. ord. n. 19989 del 13.07.2021.

[8] Art. 1224, co. 2, Cod. civ.


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