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Calabroni in condominio: l’inquilino chi deve chiamare?

19 Ottobre 2021 | Autore:
Calabroni in condominio: l’inquilino chi deve chiamare?

Va avvertito il proprietario della casa? Va sentito l’amministratore? Oppure è possibile interpellare direttamente la ditta di disinfestazione? Chi paga?

Ci sono delle stagioni in cui gli insetti sono particolarmente fastidiosi. Finché si tratta delle zanzare estive, uno ci mette una retina sulle finestre e ripara il danno in qualche modo. Il problema è quando gli insetti sono assai più pericolosi delle zanzare estive o delle fastidiose mosche, cioè quando si tratta di vespe o, peggio ancora, di calabroni. Se capita in una casa di proprietà, non c’è molto da pensarci: si chiama un’azienda specializzata nel rimuovere il nido ed il problema è risolto. Ma se capita un’invasione di calabroni in condominio, l’inquilino chi deve chiamare? Se gli insetti si annidano su una parte comune, l’affittuario può prendere l’iniziativa di testa sua oppure deve sentire prima il proprietario della casa o l’amministratore?

Una cosa è quello che l’istinto dice quando si è nel panico perché i calabroni minacciano la casa e un’altra ben diversa è quello che dice la normativa sui rapporti in condominio. Passato lo spavento, bisogna ragionare sul fatto che l’inquilino ha il rapporto contrattuale con il proprietario, certo, ma che è l’amministratore ad avere la responsabilità sulle parti comuni del condominio e che se quello che rappresenta una minaccia per uno può essere una minaccia per più condòmini, tocca a lui intervenire. Vediamo, a questo punto, chi deve chiamare l’inquilino in caso di invasione di calabroni in condominio.

Nido di calabroni: come si può riconoscere?

Chi non ha dimestichezza con gli insetti, perché li fa fuori a priori, a prescindere di che cosa siano, può confondere un nido di vespe con un nido di calabroni. Se si ha il tempo e l’occasione per approfondire la conoscenza, si noterà che il calabrone non solo è più grande rispetto alla vespa ma ha anche un colore bruno-rossiccio, oltre alle tipiche striature gialle e nere. Chiunque si trovi davanti a questo insetto, l’ultima cosa che farà sarà sicuramente quella di entrare nei dettagli di com’è fatto un calabrone: piuttosto si mette al sicuro. Sappia, comunque, così per curiosità, che ha il vertice della testa più ampio rispetto a quello della vespa e che il pungiglione non ha una forma ricurva come quello delle api. Il veleno sprigionato provoca forti infiammazioni per l’alta concentrazione di acetilcolina, dolore molto acuto e, talvolta, anche la morte.

Il nido dei calabroni è a forma di favo e per questo contiene tante celle esagonali. La regina stabilisce il luogo adatto in cui realizzarlo, di solito nei giardini, sui balconi, nei sottotetti oppure nei cassonetti delle tapparelle o nelle canne fumarie dei camini. Viene costruito di solito quando arriva la primavera, con il primo caldo, dopo un anno di letargo. Il colore può essere diverso in base ai materiali utilizzati. Le dimensioni possono arrivare fino a quasi un metro di circonferenza. Negli alveari del nido avverrà la riproduzione.

Nido di calabroni: chi interviene?

Mai affrontare un nemico come questo di propria iniziativa. Come detto in precedenza, infatti, il calabrone è in grado di uccidere, pertanto il nido va toccato solo da mani esperte, che siano quelle di una ditta specializzata, dei vigili del fuoco o – come già successo in alcuni Comuni – della Protezione civile. Considera che i normali insetticidi acquistabili al supermercato potrebbero non bastare ad eliminare tutti gli insetti che si trovano nel nido e che quelli sopravvissuti, quando si sentono aggrediti, impazziscono e attaccano senza pietà.

Ecco perché la scelta migliore è quella di chiamare un esperto che conosca le reazioni dei calabroni, che sappia come affrontarli ed eliminarli in totale sicurezza con l’utilizzo di tute protettive, di strumenti e di prodotti approvati dal ministero della Salute e adatti alla completa disinfestazione, evitando così che qualche calabrone possa tornare a quello che era il suo nido.

La telefonata ai vigili del fuoco o alla Protezione civile è opportuna solo in certi casi di emergenza, come quello in cui un nido di calabroni di dimensioni notevoli richieda l’isolamento del locale in cui si trova, non si riesca a far transitare le persone in una determinata zona per la presenza del nido oppure sia necessario l’impiego dei mezzi di cui solo i pompieri sono dotati.

Il costo della disinfestazione parte da un minimo di circa 60 euro. Incidono diversi fattori, come il tipo di trattamento utilizzato (uno ecologico e termico costa di più rispetto a uno chimico), il luogo in cui si trova il nido di calabroni (se si tratta di un punto agevole oppure difficile da raggiungere) oppure l’eventuale prevenzione successiva alla disinfestazione in modo da evitare che l’inconveniente si ripeta.

Nido di calabroni: chi deve chiamare l’inquilino?

Poniamo che un bel giorno un inquilino apra la finestra che dà sul giardino condominiale e scopra che in un albero, esattamente davanti al suo balcone, c’è un nido di calabroni. Chiaramente, richiuderà la finestra al doppio della velocità con cui l’ha aperta, prima che gli insetti entrino in casa. Non potrà, però, stare sigillato a lungo, quindi occorre intervenire quanto prima. Cosa deve fare affinché il problema venga risolto? Deve chiamare il proprietario della casa in cui abita per chiedergli di intervenire? Deve sentire l’amministratore del condominio? O può telefonare direttamente la ditta della disinfestazione? E in quest’ultimo caso, la fattura la paga solo lui per aver chiamato la ditta? Deve scalare il costo dall’affitto? Deve consegnarla all’amministratore?

Troppe domande, certo. Ma quando ci si trova ad affrontare una situazione così straordinaria (non è che uno si trova davanti un nido di calabroni tutti i giorni) e si abita in affitto, è facile essere disorientati.

Va detto, intanto, che quando la minaccia arriva da una parte comune del condominio, come può essere il giardino, il cortile o il tetto, interpellare il padrone di casa è piuttosto inutile, se non per tenerlo al corrente per pura cortesia di ciò che succede. Trattandosi di un problema sorto in una parte comune che può interessare non solo quell’inquilino ma anche chi abita negli altri appartamenti che si affacciano sul giardino condominiale, la persona da sentire è l’amministratore.

In capo all’amministratore, ci sono tra le altre cose la conduzione dell’edificio limitatamente alle parti comuni e la vigilanza sulla loro manutenzione e integrità. Pertanto, dovrà essere lui ad occuparsi di eliminare qualsiasi minaccia sorta in uno spazio comune del condominio che possa mettere a rischio le persone o i beni privati dei condòmini.

Oltretutto, bisogna ricordare che l’amministratore può e deve intervenire e provvedere alle opere di manutenzione straordinaria, anche senza previo mandato dell’assemblea, nel caso in cui ci sia un grave e imminente pericolo per l’edificio o per le proprietà private. E un nido di calabroni, specialmente quando è di dimensioni considerevoli, può effettivamente rappresentare un grave e imminente pericolo per l’incolumità dei vicini. La disinfestazione, quindi, rientrerebbe nei cosiddetti lavori urgenti in condominio, per i quali c’è un obbligo di immediata attivazione.

Solo se l’amministratore non si attiva, l’inquilino può chiamare direttamente la ditta specializzata affinché rimuova il nido ed il conseguente pericolo. In questo caso, però, paga lui?

Sia che l’inquilino si veda costretto a chiamare di sua iniziativa la ditta per la disinfestazione, sia che lo faccia l’amministratore, se la minaccia di un nido di calabroni sorge in una parte comune del condominio (il cortile, il giardino, il vano dell’ascensore), la spesa dovrebbe essere ripartita tra tutti i condòmini, visto che è interesse di tutti rimuovere il nido pericoloso. O, quanto meno, tra quelli direttamente minacciati dai calabroni perché le finestre e i balconi delle loro case si affacciano verso il luogo in cui si trova il nido e dove, tendenzialmente, sono concentrati gli insetti. Ad ogni modo, il costo dell’intervento verrà spalmato nelle spese condominiali che ognuno paga mensilmente in base alla sua proprietà.

Quello che l’inquilino non può fare è pretendere di scalare la spesa per la chiamata alla ditta di disinfestazione dal canone di affitto, a meno che il nido di calabroni si trovi nel cassonetto di una sua tapparella o in altro punto della singola proprietà anziché in un luogo comune del condominio ed il padrone di casa si sia disinteressato del problema o abbia concordato con l’inquilino questa soluzione.



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