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Chi può sospendere un insegnante?

15 Luglio 2021 | Autore:
Chi può sospendere un insegnante?

Quando spetta al direttore scolastico lasciare a casa un docente senza stipendio e quando, invece, è di competenza dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari.

Nelle loro mani hanno il destino dei loro allievi. Ma il loro di destino, nelle mani di chi si trova? Chi può sospendere un insegnante che commette un’infrazione? Spetta al dirigente scolastico oppure a qualche altra autorità?

La risposta potrebbe essere questa: dipende da quello che ha combinato il docente e, quindi, dalla sanzione prevista per l’illecito. Recentemente, diverse sentenze hanno dovuto richiamare la legislazione in vigore per annullare la sospensione di alcuni insegnanti, lasciati temporaneamente a casa dal dirigente scolastico. Il motivo? Il fatto che tale decisione non compete in determinati casi a questa figura ma all’Ufficio per i procedimenti disciplinari, che si occupa dei casi più gravi. Vediamo come sono arrivati i giudici a tale conclusione su chi può sospendere un insegnante.

Sospensione dell’insegnante: la riforma Madia

Torniamo qualche passo indietro. La riforma del 2001 dell’allora ministro della Pubblica istruzione, Marianna Madia [1], stabilì quanto segue: «Per il personale docente, educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, il procedimento disciplinare per le infrazioni per le quali è prevista l’irrogazione di sanzioni fino alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per dieci giorni è di competenza del responsabile della struttura in possesso di qualifica dirigenziale. Quando il responsabile della struttura non ha qualifica dirigenziale o comunque per le infrazioni punibili con sanzioni più gravi di quelle indicate nel primo periodo, il procedimento disciplinare si svolge dinanzi all’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari».

In estrema sintesi: quando l’infrazione commessa comporta una sanzione fino a dieci giorni, il dirigente scolastico può sospendere l’insegnante dal servizio e dalla retribuzione. Se, invece, l’infrazione deve essere punita con una sanzione superiore ai dieci giorni, la sospensione spetta all’Ufficio per i procedimenti disciplinari.

Il dipendente, continua il Testo unico per il pubblico impiego firmato da Madia, «può farsi assistere da un procuratore ovvero da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato. In caso di grave ed oggettivo impedimento, ferma la possibilità di depositare memorie scritte, il dipendente può richiedere che l’audizione a sua difesa sia differita, per una sola volta, con proroga del termine per la conclusione del procedimento in misura corrispondente». L’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari deve concludere il procedimento in uno o nell’altro senso (cioè con l’archiviazione o con la sanzione) entro 120 giorni dalla contestazione dell’addebito.

Sospensione dell’insegnante: la giurisprudenza

Nel corso del 2021, almeno due sentenze hanno richiamato la citata legislazione, ricordando chi può sospendere un insegnante ed annullando altrettanti provvedimenti in tal senso.

A Cosenza, il tribunale, nella veste di Giudice del lavoro, ha invalidato la decisione di un dirigente scolastico che aveva sospeso per sette giorni una docente, con privazione della retribuzione [2]. La diretta interessata contestava l’incompetenza del dirigente all’irrogazione di sanzioni superiori alla censura, circostanza confermata dal tribunale: l’attribuzione della competenza in materia di sanzioni al dirigente della struttura cui appartiene il dipendente o all’Ufficio per i procedimenti disciplinari – si legge nella sentenza – si definisce esclusivamente sulla base delle sanzioni massime stabilite per i fatti indicati nell’atto di contestazione e non sulla base della misura che l’amministrazione possa prevedere di irrogare.

In sostanza: se un dirigente scolastico esamina un illecito che prevede la sanzione massima di un mese di sospensione, la competenza passa all’Ufficio per i procedimenti disciplinari, anche se il dirigente volesse lasciare a casa senza stipendio il docente per meno di dieci giorni.

Così ha ribadito la Cassazione con un’ordinanza ancor più recente [3]. In questo caso, la Suprema Corte ha respinto un ricorso del ministero per l’Istruzione ricordando che «in tema di sanzioni disciplinari nel pubblico impiego privatizzato, al fine di stabilire la competenza dell’organo deputato a iniziare, svolgere e concludere il procedimento, occorre avere riguardo al massimo della sanzione disciplinare come stabilita in astratto, in relazione alla fattispecie legale, normativa o contrattuale che viene in rilievo, essendo necessario, in base ai principi di legalità e del giusto procedimento, che la competenza sia determinata in modo certo, anteriore al caso concreto e oggettivo, prescindendo dal singolo procedimento disciplinare».

Il concetto è lo stesso, quindi: il dirigente scolastico può sospendere un insegnante solo se l’illecito rilevato prevede una sanzione massima inferiore a dieci giorni. Altrimenti, se ne deve occupare l’Ufficio per i procedimenti disciplinari, anche se quest’ultimo decidesse di applicare la sanzione minima.


note

[1] Art. 55-bis co. 9 quater d.lgs n. 165/2001 come modificato dal d.lgs. n. 75/2017.

[2] Trib. Cosenza sent. del 26.02.2021.

[3] Cass. ordinanza n. 20059/2021 del 14.07.2021.


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