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Abitazione principale: tutte le nuove questioni

22 maggio 2014


Abitazione principale: tutte le nuove questioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 maggio 2014



Con l’introduzione dell’Imu cambia anche la definizione di “abitazione principale”: ecco tutte le nuove regole.

Quando la legge parla di “abitazione principale” intende la casa nella quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Rispetto alla normativa varata con l’Ici, la definizione di abitazione principale presenta dei profili di novità. Prima di tutto, l’abitazione principale deve essere costituita da una sola unità immobiliare a prescindere dalla circostanza che sia utilizzata come abitazione principale più di una unità immobiliare distintamente iscritta in catasto.

Con l’introduzione dell’Imu, il legislatore ha collegato i benefici dell’abitazione principale e delle sue pertinenze al possessore e al suo nucleo familiare. Inoltre, è stato unificato il concetto di residenza anagrafica e di dimora abituale, individuando come abitazione principale solo la casa in cui redidenza e dimora abituale sussistono contemporaneamente, ponendo fine alle problematiche applicative che avevano interessato l’Ici.

Su questo aspetto bisogna fare particolare attenzione, perché nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nello stesso Comune, l’agevolazione Imu per l’abitazione principale è comunque unica per nucleo familiare indipendentemente dalla dimora abituale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti.

Questa limitazione non è prevista, invece, se gli immobili destinati ad abitazione principale si trovano in Comuni diversi, poiché questa ipotesi può derivare da effettive necessità di dover trasferire la residenza anagrafica e la dimora abituale in un altro Comune, ad esempio, per esigenze lavorative.

Il trattamento di favore si applica anche alle pertinenze dell’abitazione principale (magazzini, cantine, box e tettorie): si tratta degli immobili classificati nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di una pertinenza per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto insieme all’abitazione.

Anche se non godono dei requisiti per rientrare nella definizione di abitazione principale, alcuni immobili vengono assimilati a quest’ultima. È il caso, ad esempio, delle abitazioni possedute dal personale delle Forze armate, della Polizia, dei Vigili del fuoco, nonché dai Prefetti. I Comuni hanno inoltre la facoltà, per la seconda rata Imu 2013, di equiparare all’abitazione principale le unità immobiliari e relative pertinenze non “di lusso” concesse in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale.

Il concetto di abitazione principale valido ai fini Imu non va confuso con la definizione di “prima casa” che assume rilevanza ai fini dell’imposta di registro e dell’Iva. Chi acquista la prima casa non di lusso nel Comune di residenza può beneficiare, infatti, dell’imposta di registro agevolata del 2% ovvero dell’Iva nella misura ridotta del 4%.

Cosa cambia nel 2014

Dal 2014 cambia radicalmente la tassazione sulla casa. Se da un lato è prevista l’esclusione dell’Imu sull’abitazione principale, dall’altro lato viene introdotta la Tasi per coprire i costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni. Questo tributo, che ha la stessa base imponibile dell’Imu, viene fissato dai Comuni ed è a carico sia dei proprietari degli immobili che degli inquilini (nel caso di immobili diversi dall’abitazione principale concessi in affitto). L’abitazione principale sconta anche la Tari destinata a finanziare i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che verrà determinata dai Comuni ed andrà a sostituire l’attuale tassa o tariffa che grava su questi servizi (Tares o Tia).

note

Autore immagine: 123rf. com

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