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Quando si dovrà cambiare l’auto

15 Luglio 2021 | Autore:
Quando si dovrà cambiare l’auto

Il nuovo piano Ue a difesa dell’ambiente eliminerà tra qualche anno le macchine a benzina o a diesel. Come verrà gestito il cambiamento?

Prepariamoci ad un’autentica rivoluzione. I giovani di oggi potranno raccontare un domani in stile Alberto Angela ai propri nipoti che, ai loro tempi, si fermavano con l’auto in un’area chiamata «distributore di benzina», per poter riempire il serbatoio con una cosa conosciuta come «carburante». Era un liquido ricavato dal petrolio che alimentava i motori dei veicoli in modo da farli funzionare. I nipoti probabilmente sgraneranno gli occhi pensando a com’eravamo antichi, perché loro le auto a benzina e a gasolio non le avranno mai viste se non da qualche collezionista. Spariranno in tempi relativamente brevi, secondo quanto previsto dal piano europeo sulla sostenibilità. Quindi, quando si dovrà cambiare l’auto?

Come per altri passaggi cruciali (chi appartiene ad una certa generazione ricorderà l’addio alla benzina «super» con l’avvento della «verde»), anche l’eliminazione dei veicoli a benzina e diesel avverrà gradualmente. Si partirà dal 2035. Una data che sembra lontanissima ma che, in realtà, è quasi dietro l’angolo. Considerata la vita media di una macchina, chi l’acquista oggi rischia di doverla cambiare quando il carburante tradizionale non ci sarà più.

La rivoluzione in arrivo non interesserà, però, solo gli automobilisti. C’è da chiedersi, infatti, come cambieranno i distributori di benzina e le aree di servizio delle autostrade, con le pompe di benzina e di gasolio ormai obsolete e la necessità di avere a disposizione l’energia che muoverà le auto del futuro, ovvero l’elettricità. Si dovrà dire addio ai viaggi lunghi con rifornimento ogni 700-800 km perché l’autonomia garantita dal «pieno» sarà inferiore? Quanto cambieranno le nostre abitudini? Alcune di queste domande troveranno risposta soltanto fra qualche anno. Per ora, vediamo quando si dovrà cambiare auto.

L’auto del futuro: stop a benzina e diesel

Il piano della Commissione europea, che punta alla sostenibilità e alla difesa dell’ambiente e alla cosiddetta «neutralità climatica» entro il 2050, prevede che dal 2035 non si possa più immatricolare un veicolo alimentato a benzina o a diesel. Prima, però, ci saranno state altre iniziative per arrivare a ridurre l’emissione di gas nocivi di almeno il 55% entro il 2030.

Quindi, secondo quanto proposto dal Governo comunitario, dal 2035 non si potranno più vendere delle macchine a carburante tradizionale. Già cinque anni prima, cioè dal 2030, le auto dovranno essere predisposte ad emettere meno della metà di CO2 e di altri gas nocivi rispetto ad oggi. Significa, in sostanza, che nel 2030 non potrà essere venduta buona parte delle auto che si trovano oggi in concessionaria a disposizione dei clienti.

Questo non significa dover cambiare auto per forza, cioè buttare via una macchina comprata due, tre, quattro anni prima ed alimentata a benzina o a diesel per acquistarne una elettrica: significa che dal 2035 le auto che conosciamo oggi non si troveranno più sul mercato.

L’auto del futuro: quali alternative?

Sappiamo, dunque, che, secondo i piani della Commissione europea, dal 2030 le nuove auto inquineranno la metà e che dal 2035 non si venderanno più auto a benzina o diesel. Il che comporterà un «effetto domino» non indifferente. Bisognerà, prima di tutto, capire con quale tipo di veicoli verranno sostituite. Si dà per scontato che la maggior parte delle macchine saranno elettriche, ma ci sarà anche un’avanzata delle auto a idrogeno.

E questo pone un altro problema: come cambierà la rete dei distributori per fare rifornimento? È vero che grazie alle agevolazioni fiscali, soprattutto al superbonus 100%, è più facile installarsi in casa una colonnina di ricarica elettrica e che, in questo modo, chi utilizza l’auto per andare al lavoro o per spostamenti di breve o di media distanza può partire da casa la mattina con il «pieno» fatto. Il problema si pone per chi viaggia spesso per lavoro, per chi va in vacanza in macchina o per chi acquista un’auto a idrogeno. Il piano della Commissione Ue chiede ai Paesi membri di prevedere l’allestimento di una rete con una centralina di ricarica elettrica almeno ogni 60 km ed almeno ogni 150 km in caso di veicoli a idrogeno.

Tuttavia, i vecchi distributori non potranno sparire del tutto. L’indicazione arrivata da Bruxelles, infatti, parla di un divieto di vendita di auto a benzina e diesel dal 2035, non (o non ancora, perlomeno) di un divieto di circolazione delle vecchie macchine. Ciò significa, per chi si chiede quando si dovrà cambiare l’auto, che si potrà ancora guidare il veicolo alimentato a carburante tradizionale anche dopo il 2035. Semmai, quando sarà il caso di sostituirlo perché troppo vecchio, occorrerà acquistare un’auto di nuova generazione.

A questo proposito, viene in mente un altro aspetto su cui si attendono chiarimenti: che succederà con le revisioni obbligatorie? Cambieranno a breve i parametri per far circolare un’auto a benzina o diesel, visto che dal 2030 dovranno emettere il 55% in meno di gas nocivi? Oppure questa regola sarà valida solo per le auto di nuova immatricolazione a partire da quella data?



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1 Commento

  1. Fumo. Aria fritta: Finirà come il famoso Protocollo di Kyoto che doveva raggiungere i suoi obbiettivi (20/20/20) entro il 2012: a quella data le emissioni erano superiori del 50% di quelle del 1990: E il trasporto su strada? Si rendono conto costoro della potenza necessaria per trascinare 200 e passa quintali di merci? Con un motore elettrico? Ed alla sera, quando decine di migliaia di autoarticolati dovranno allacciarsi alla rete per il rifornimento, chi fornirà loro l’energia necessaria, se il fotovoltaico non funziona perché il sole è tramontato e magari non c’é una bava di vento? Sanno che l’energia necessaria per produrre un litro di idrogeno è di molto superiore all’energia che lo stesso litro di idrogeno può sviluppare? E mi fermo qui per non infierire:

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