Diritto e Fisco | Articoli

Figlio vive a turno con entrambi i genitori: c’è mantenimento?

15 Luglio 2021
Figlio vive a turno con entrambi i genitori: c’è mantenimento?

Collocamento paritetico: si può evitare di pagare il mantenimento se il figlio vive un po’ col padre e un po’ con la madre?

Ci scrive il figlio di una coppia separata. Il padre è stato condannato dal giudice a pagare, in favore dell’ex moglie, un assegno di mantenimento mensile per il figlio. 

Il giovane però vorrebbe vivere un po’ col padre e un po’ con la madre, alternando i tempi in perfetta equivalenza: 50% con un genitore e 50% con l’altro. Ci chiede se, in una situazione del genere, il padre possa essere ancora obbligato a versare il mantenimento.

Quello a cui fa riferimento il lettore è il cosiddetto «collocamento paritetico», una soluzione non prevista dalla legge ma di recente adottata da qualche tribunale. 

Cerchiamo di fare il punto della situazione e vediamo se c’è mantenimento nel caso in cui il figlio viva a turno con entrambi i genitori.

La regola generale vuole che il figlio venga dato in affidamento a entrambi i genitori, salva la possibilità per il giudice di disporre l’affidamento esclusivo nel caso in cui uno dei due genitori si dimostri completamente inadatto al compito. Oltre a ciò, il figlio deve essere collocato prevalentemente presso uno dei due genitori, secondo il suo prevalente interesse; a tale genitore viene pertanto assegnata la casa coniugale (anche se di proprietà dell’ex). L’altro genitore avrà il diritto-dovere di vederlo secondo un calendario concordato dai genitori o, in caso contrario, fissato dal giudice. 

Tale assetto mira a realizzare il cosiddetto «diritto alla bigenitorialità» del figlio, consentendo a questi di mantenere solidi rapporti tanto con il padre, quanto con la madre.

Nel caso di collocazione del figlio presso un genitore, il tempo che questi passa col padre e con la madre non è mai diviso in modo perfetto: è chiaro, infatti, che dovrà stare maggiormente col genitore presso cui vive. E ciò perché è proprio lì che si svolge la sua quotidianità, dove mangia, studia e dorme. 

Dicevamo però che, alcune sentenze, riconoscono la possibilità di un collocamento paritetico: sostanzialmente, il tempo del giovane verrebbe in tal caso diviso in due parti uguali. Per metà egli vivrebbe col padre e l’altra metà con la madre. Ad esempio, 15 giorni con un genitore e gli altri 15 con l’altro oppure un mese con uno e l’altro mese con l’altro. 

Premettiamo innanzitutto che la decisione sul collocamento può essere adottata solo nei confronti dei minorenni: una volta compiuti i 18 anni, infatti, il giovane può decidere da chi stare.

In secondo luogo, si tenga conto che la collocazione paritaria o paritetica può essere disposta solo se c’è un provvedimento del giudice. Dunque i genitori, pur avendo trovato un accordo, dovranno comunque rivolgersi al tribunale prima di attuare i propri intenti.

In ogni caso, un’ipotesi del genere non è ritenuta, da numerosi giudici, confacente agli interessi del minore. Non tutti i tribunali sono disposti ad accettare un accordo di questo tipo. L’affidamento paritetico resta quindi, al momento, solo una rarità nel vasto campionario della giurisprudenza italiana.

La collocazione paritetica potrebbe comunque comportare l’esclusione dal pagamento dell’assegno di mantenimento, in quanto i genitori sarebbero tenuti a provvedere al figlio, economicamente e non, con una forma di mantenimento diretta e alternata. Ma non è così scontato. Se infatti uno dei due genitori non dovesse disporre delle risorse economiche per badare al figlio nel tempo durante il quale questi è con lui, potrebbe comunque rivendicare il diritto al mantenimento. Si pensi a una coppia di genitori in cui il padre è titolare di un reddito mentre la madre no: se così fosse quest’ultima, quando il figlio va a stare da lei, non saprebbe come mantenerlo.

Dunque, sarà sempre il giudice a valutare se e come ripartire l’assegno di mantenimento anche in caso di collocamento paritetico. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube