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Ammissione medici scuola di specializzazione: ultime sentenze

18 Settembre 2021
Ammissione medici scuola di specializzazione: ultime sentenze

Le pronunce della giurisprudenza su: scuola di specializzazione sanitaria; graduatoria; ammissione di medici in soprannumero.

Borse di studio a medici specializzandi: riconoscimento

In tema di riconoscimento dI borse di studio a medici specializzandi, il mancato inserimento di una scuola di specializzazione in medicina e chirurgia, attivata presso una università , nell’elenco delle specializzazioni di tipologia e durata conformi alla norme comunitarie – previsto dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 257 del 1991 – non è di ostacolo al riconoscimento, in favore dello specializzando, del diritto alla borsa di studio, quando si tratti di specializzazione del tutto analoga a quelle istituite in almeno altri due Stati membri.

Corte appello Bari sez. III, 22/03/2021, n.546

Remunerazione per gli anni di frequenza della scuola di specializzazione

La pretesa dei medici specializzati di pagamento della adeguata remunerazione per gli anni di frequenza della scuola di specializzazione nelle diverse discipline mediche è assoggettata al termine di prescrizione ordinaria decennale, perché diretta all’adempimento di un’obbligazione ex lege (di natura indennitaria), riconducibile come tale all’area della responsabilità contrattuale.

Corte appello Roma sez. I, 17/06/2020, n.2941

Scuole di specializzazione: attuazione direttive comunitarie e risarcimento del danno

Principio generale in tema di risarcimento del danno patrimoniale è ovviamente quello di causalità, in virtù del quale in tanto si può predicare l’esistenza d’un “danno” in senso giuridico, in quanto sia possibile affermare che, se il responsabile avesse tenuto una condotta diversa da quella effettivamente tenuta, il danneggiato si sarebbe trovato in una diversa e più favorevole condizione patrimoniale.

Nel nostro caso, pertanto, un credito risarcitorio (o indennitario, se si preferisce) dell’odierno ricorrente in tanto sarebbe predicabile in iure, in quanto potesse affermarsi che, se lo Stato italiano avesse dato attuazione alle direttive comunitarie entro il termine da quelle previsto, egli avrebbe beneficiato d’un incremento patrimoniale che invece ha perduto. Ma, per quanto detto, il ricorrente ha frequentato la scuola di specializzazione tra il 1987 ed il 1990. Pertanto, nel periodo compreso tra la scadenza del termine per lo Stato italiano di dare attuazione alle direttive comunitarie (1982), e il completamento del corso di specializzazione da parte dell’odierno ricorrente (1990), non esisteva alcuna norma che sancisse la “equipollenza” della specializzazione da lui conseguita a quelle previste in almeno altri due Stati membri.

Né, ovviamente, il diritto comunitario imponeva all’Italia di sancire l'”equipollenza” della specializzazione in medicina legale. È, di conseguenza, giuridicamente insostenibile che il corso di specializzazione frequentato dal ricorrente debba ritenersi equipollente a quelli previsti in almeno altri due Stati membri, in virtù di norme che non esistevano all’epoca in cui quel corso venne frequentato. E se può imputarsi allo Stato italiano di avere dato tardiva attuazione alla Direttiva 75/363 (come modificata dalla Direttiva 1982/76), nella parte in cui imponeva agli Stati membri l’obbligo di remunerare i frequentati le scuole di specializzazione in medicina, certamente non gli si può rimproverare a titolo di “illecito comunitario” di non avere ampliato il novero delle specializzazioni equipollenti, dal momento che tale ampliamento per gli Stati membri costituiva una facoltà, e non un obbligo loro imposto dalla normativa comunitaria, come già ritenuto da questa Corte, proprio con riferimento alla specializzazione in medicina legale.

Cassazione civile sez. III, 29/04/2020, n.8377

Medici iscritti alle scuole di specializzazione: l’adeguata remunerazione

Ritiene il Collegio doveroso ricordare che l’obbligo di “adeguata remunerazione” dei medici iscritti alle scuole di specializzazione, imposto agli Stati membri dall’art. 1 dell'”Allegato” Direttiva 75/363/CEE, aggiunto dall’art. 13 della Direttiva 82/76/CEE del Consiglio, del 26 gennaio 1982, è subordinato alla circostanza non già della mera corrispondenza nominale tra la scuola di specializzazione frequentata e quelle previste dalla suddetta direttiva 75/363/CEE, ma dalla loro equipollenza sostanziale. E tale equipollenza va accertata in punto di fatto, ad es. comparando il contenuto concreto degli insegnamenti impartiti (…) Da ciò discende, per l’attore, l’onere di allegare e provare i fatti giustificativi del requisito della equipollenza; e per l’amministrazione convenuta l’onere di contestare la sussistenza di essa.

La relativa eccezione, per le ragioni appena esposte, non costituisce dunque soltanto una difesa in iure, ma una eccezione mista di fatto-diritto, e come tale non prospettabile per la prima volta in sede di legittimità. La questione della equipollenza deve pertanto considerarsi “nuova”, e come tale non ammissibile in sede di legittimità, laddove parte ricorrente non comprovi come e quando sia stata posta nei precedenti gradi del giudizio.

Cassazione civile sez. III, 29/04/2020, n.8375

La rinuncia al diritto alla retribuzione

La rinuncia al diritto alla retribuzione, quando sia anteriore alla maturazione del diritto, è viziata da nullità assoluta (nel caso di specie, il ricorrente aveva chiesto di essere ammesso con riserva alla Scuola di Specializzazione di Medicina, con rinuncia alla retribuzione).

Consiglio di Stato sez. VI, 24/02/2020, n.876

Ammissione con riserva alla Scuola di Specializzazione

In caso di ammissione con riserva alla Scuola di Specializzazione (nella specie, in Medicina), a seguito di un provvedimento cautelare — ontologicamente instabile sino all’esito del giudizio di merito — non vi è l’obbligo per l’Amministrazione di erogare la borsa di studio.

Consiglio di Stato sez. VI, 24/01/2020, n.252

Iscrizione scuola di specializzazione: incompatibilità

La clausola del bando 2017/2018, di cui al decreto del Direttore Generale del MIUR – Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca, prot. n. 1208 del 17 maggio 2018, come in parte rettificato con D.D.G. prot. 1210 del 17 maggio 2018, che prevede che “1.

L’iscrizione ad una scuola di specializzazione è incompatibile con l’iscrizione al corso di formazione specifica in Medicina generale ed altro corso universitario di qualsiasi tipo ad eccezione del dottorato di ricerca secondo quanto previsto dall’art. 7 del DM 8 febbraio 2013, 45″ ha carattere escludente, essendo sufficiente ad inibire l’iscrizione ai corsi 2017/2018 a tutti coloro che, a termine di scadenza per effettuare tale adempimento, siano ancora iscritti ad altro corso di specializzazione. Dal carattere escludente discende l’onere di immediata impugnazione della stessa.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 05/12/2019, n.13935

Riconoscimento del diritto alla borsa di studio

In tema di trattamento economico dei medici specializzandi, il mancato inserimento di una scuola di specializzazione in medicina e chirurgia, attivata presso un’Università, nell’elenco delle specializzazioni di tipologia e durata conformi alle norme comunitarie, previsto dall’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 275 del 1991, non è di ostacolo al riconoscimento, in favore dello specializzando, del diritto alla borsa di studio quando si tratti di specializzazione del tutto analoga a quelle istituite in almeno altri due Stati membri.

(Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di merito che aveva riconosciuto il diritto alla borsa di studio in favore di medici iscritti ad una scuola di specializzazione in “Igiene mentale” sul rilievo della equipollenza di detta scuola a quella in psichiatria stabilita, seppur ai fini degli esami di idoneità del personale di ruolo sanitario, dal d.m. 27 luglio 1990).

Cassazione civile sez. III, 23/07/2019, n.19730

Immatricolazione al corso di specializzazione

Va dichiarata la cessazione della materia del contendere, a seguito dell’immatricolazione al corso di specializzazione, del candidato che ha proposto ricorso avverso il bando di concorso per l’ammissione dei medici alle scuole di specializzazione e avverso il provvedimento di decadenza dello stesso dalla graduatoria della scuola di specializzazione.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 08/09/2016, n.9600

Scuole di specializzazione di medicina interna: ammissione in soprannumero

In tema di ammissione in soprannumero alle scuole di specializzazione di medicina interna, l’art. 35, comma 4, del d.lg. 17 agosto 1999, n. 368 non ha inteso restringere il titolo di ammissione alla scuola di specializzazione ad una categoria determinata di medici operante in strutture sanitarie, stante l’assenza nella disposizione di puntuali riferimenti normativi a chiarificazione del suo contenuto; la connotazione come “di ruolo” del rapporto di lavoro del personale preso in considerazione sta, invece, a indicare che costituisce requisito per poter aspirare all’ammissione alla scuola di specializzazione in posizione soprannumeraria la sussistenza di un rapporto stabile con la struttura sanitaria, condizione che ricorre sia nel caso di inserimento del sanitario nella pianta organica dell’ente o della struttura da cui dipende, sia in presenza di temporaneo distacco o comando presso altra struttura del S.s.n. o alla stessa equiparata.

Consiglio di Stato sez. I, 07/04/2014, n.3039

Corsi teorici di perfezionamento e indennità di rischio radiologico

L’indennità mensile di rischio radiologico, contenuta nell’art. 1 l. 27 ottobre 1988 n. 460 e il congedo biologico previsto in favore del personale esposto al rischio di radiazioni ionizzanti, non possono essere riconosciuti ai medici iscritti alla scuola di specializzazione in radiologia, in quanto non assimibilabili alla posizione del personale dipendente che, in assolvimento agli obblighi professionali previsti dal contratto collettivo di lavoro, è impegnato in zone in cui vi sia il pericolo di esposizione, trattandosi, invece, dello svolgimento di un’attività che, pur implicando la partecipazione alla totalità delle attività mediche, non comporta la costituzione di un rapporto d’impiego pubblico a tempo indeterminato come richiesto dalla legge per l’applicazione dei benefici sopra elencati, considerato anche che l’ammissione alla scuola di specializzazione prevede la frequenza di corsi teorici di perfezionamento che richiedono un notevole dispendio di tempo e si svolgono in ambienti non esposti alle radiazioni ionizzanti.

Cassazione civile sez. lav., 06/07/2011, n.14850

Limitazione ad una categoria di medici operante in strutture sanitarie

L’art. 35 comma 4, d.lg. 17 agosto 1999 n. 368 non ha inteso restringere il titolo di ammissione alla scuola di specializzazione ad una categoria determinata di medici operante in strutture sanitarie, stante l’assenza nella disposizione di puntuali riferimenti normativi cui viene fatto richiamo a chiarificazione del suo contenuto.

La connotazione come “ di ruolo ” del rapporto di lavoro del personale preso in considerazione sta, invece, ad indicare che costituisce requisito per poter aspirare all’ammissione alla scuola di specializzazione in posizione soprannumeraria la sussistenza di un rapporto stabile con la struttura sanitaria, condizione che ricorre sia nel caso di inserimento del sanitario nella pianta organica dell’ente o della struttura, sia in presenza di assunzione senza fissazione di termine di durata del rapporto.

L’art. 35 comma 4, citato, pertanto, nel riferirsi al “ personale medico di ruolo ” ha dato rilievo, quale requisito di ammissione, alla durata a tempo indeterminato del rapporto di lavoro, escludendo quindi ogni altro rapporto di lavoro di carattere discontinuo, precario o con fissazione di limite di durata.

Consiglio di Stato sez. VI, 08/04/2011, n.2187

Personale medico in servizio in strutture pubbliche

L’art. 35, comma 4, d.lg. 17 agosto 1999 n. 368 nella parte in cui prevede l’autorizzazione da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca di concerto con il Ministero della Sanità all’ammissione alle scuole di specializzazione di medici in soprannumero, individua quali beneficiari della disposizione in esame sia il personale dipendente in servizio presso strutture ospedaliere pubbliche del servizio Sanitario Nazionale sia i medici dipendenti da strutture accreditate, senza che possa ritenersi operante tra i due alcuna discriminazione.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 28/09/2010, n.32541

Corsi di specializzazione

Il comma 4 dell’art. 35 d.lg. n. 368 del 1999, che prevede che “Il Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, su proposta del Ministro della sanità, può autorizzare, per specifiche esigenze del S.s.n., l’ammissione alle scuole, nel limite di un dieci per cento in più del numero di cui al comma 1 e della capacità ricettiva delle singole scuole, di personale medico di ruolo, appartenente a specifiche categorie, in servizio in strutture sanitarie diverse da quelle inserite nella rete formativa della scuola”, fa espressamente riferimento al personale di ruolo, e riguarda, quindi, esclusivamente i medici dipendenti pubblici; l’ammissione alle scuole di specializzazione “in soprannumero” è subordinata a specifiche esigenze del S.s.n., ed a personale medico che sia dipendente di strutture sanitarie che fanno parte di detto servizio e che quindi, presumibilmente, continuerà ad espletare il proprio percorso formativo e professionale nell’ambito del S.s.n.

Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd., 18/11/2009, n.1102

Ammissione nel limite del dieci per cento in più del numero dei posti prestabiliti

A norma dell’art. 35, comma 4, d.lg. 17 agosto 1999 n. 368, il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, su proposta del Ministro della sanità, per specifiche esigenze del S.s.n., può autorizzare l’ammissione alle scuole di specializzazione attinenti alla facoltà di medicina, nel limite del dieci per cento in più del numero dei posti prestabiliti, di personale medico di ruolo, appartenente a specifiche categorie, in servizio in strutture sanitarie diverse da quelle inserite nella rete formativa della scuola; pertanto, è legittima l’esclusione da tali posti soprannumerari dei medici dipendenti da strutture private ancorché accreditate.

T.A.R. Pescara, (Abruzzo), 18/11/2006, n.725

Ammissione alle scuole di specializzazione odontoiatrica

L’art. 1 l. 24 luglio 1985 n. 409, che ha istituito la professione sanitaria di odontoiatra, prevede che questa venga esercitata dai laureati in odontoiatria e protesi dentaria con abilitazione all’esercizio professionale, conseguita mediante apposito esame di Stato, nonché dai laureati in medicina e chirurgia con relativa abilitazione all’esercizio professionale e diploma di specializzazione in campo odontoiatrico: disposizione non eliminata dalla direttiva n. 78/686/Ce, che consente solo in via transitoria l’accesso alla professione di dentista a persone prive della specifica preparazione professionale, né dalla direttiva n. 78/687/Ce, che esige una specifica preparazione dentistica durante gli studi universitari, trattandosi di direttive generiche, necessitanti della mediazione di atti normativi interni diretti a realizzare il risultato pratico indicato dalla normativa comunitaria di concorrenza, mentre è legittima l’ammissione dei laureati in medicina e chirurgia alle scuole di specializzazione odontoiatrica, è invece illegittima la limitazione dell’iscrizione alla scuola di specializzazione in ortognatodonzia ai soli medici già iscritti all’albo degli odontoiatri.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 31/03/2004, n.449

Medici già iscritti all’albo degli odontoiatri e ammissione alla scuola di specializzazione in ortognatodonzia

L’art. 1 l. 24 luglio 1985 n. 409 – che ha istituito la professione sanitaria di odontoiatra e prevede che questa venga esercitata da coloro che sono in possesso del diploma di laurea in odontoiatria e protesi dentaria e della relativa abilitazione all’esercizio professionale, conseguita a seguito del superamento dell’apposito esame di Stato, nonché dai laureati in medicina e chirurgia che siano in possesso della relativa abilitazione all’esercizio professionale e di un diploma di specializzazione in campo odontoiatrico – non è venuto meno per effetto della direttiva 78/686/Cee, che consente solo in via transitoria l’accesso alla professione di dentista a persone prive della specifica preparazione professionale, e della direttiva 77/687/Cee, che esige una preparazione specifica di dentista nel corso degli studi universitari, trattandosi di direttive a contenuto generico, necessitanti della mediazione di atti normativi interni diretti a realizzare il risultato pratico indicato dalla normativa comunitaria; pertanto, tale sistema normativo postula l’ammissione dei laureati in medicina e chirurgia alle scuole di specializzazione in campo odontoiatrico, con conseguente illegittimità della determinazione amministrativa che limita l’iscrizione alla scuola di specializzazione in ortognatodonzia ai medici già iscritti all’albo degli odontoiatri.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. I, 12/02/2002, n.492

Posti aggiuntivi per la frequenza ai corsi di specializzazione

L’Università degli Studi può richiedere alla Regione l’attivazione di posti aggiuntivi per la frequenza a corsi di specializzazione (che la Regione ha la facoltà di finanziare); ma i posti complessivamente messi a disposizione degli aspiranti alla specializzazione, non possono eccedere quelli previsti, nel numero massimo dello statuto dell’ateneo e ciò anche quando il piano nazionale preveda un numero maggiore di posti; il numero dei candidati specializzandi da ammettere ai relativi corsi di specializzazione, va, infatti, determinato tenuto conto delle capacità ricettiva delle strutture di pertinenza di ciascuna scuola, sussistendo una stretta e imprescindibile correlazione tra i posti attivabili e le capacità recettive della scuola, nel rispetto delle norme della direttiva 93/16/Cee in materia di libera circolazione dei medici in ambito comunitario e di reciproco riconoscimento dei diplomi conseguiti in ciascuno Stato.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. I, 04/04/2002, n.568



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