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Il reato di violenza sessuale

23 Ottobre 2021 | Autore:
Il reato di violenza sessuale

Atti sessuali: cosa sono? Quando c’è stupro per la legge? Quando c’è violenza anche se il rapporto è consensuale? Come denunciare?

Tra i reati in assoluto più gravi c’è sicuramente quello di violenza sessuale. Sebbene se ne parli spesso in tv e sui giornali, molti non sanno che, per aversi questo crimine, non occorre che si sia consumato un rapporto sessuale vero e proprio. Secondo i giudici, anche un bacio può integrare una violenza. E ciò perché la legge condanna ogni tipo di atto sessuale non voluto. Con questo articolo parleremo diffusamente del reato di violenza sessuale.

Come si vedrà di qui a breve, si può commettere violenza anche se l’altra parte è consenziente: è il caso degli atti sessuali con minore che non abbia compiuto i 14 anni, oppure di chi si spacci per un’altra persona o menta sulla propria identità. È possibile commettere violenza perfino a distanza, senza nessun contatto fisico tra vittima e reo. Insomma: per la legge ci sono molti modi di commettere uno stupro. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando si integra il reato di violenza sessuale.

Quando c’è violenza sessuale?

La violenza sessuale è il reato che commette chi costringe un’altra persona a compiere o subire atti sessuali [1].

Per “atti sessuali” non si intende soltanto il rapporto sessuale completo (la congiunzione carnale, per intenderci), ma qualsiasi coinvolgimento di parti del corpo definibili come “zone erogene”. Sono erogene quelle parti capaci di stimolare l’istinto sessuale (organi genitali, cosce, labbra, collo, seno, ecc.).

Dunque, sono stupro tutti i toccamenti, palpeggiamenti e sfregamenti delle zone erogene, anche se fatti sopra i vestiti, capaci di eccitare chi li compie. Di seguito analizzeremo i casi più frequenti di violenza sessuale.

Un bacio può essere violenza sessuale?

Secondo la Cassazione, anche un solo bacio, se dato su una zona erogena, può costituire violenza sessuale. Si pensi al bacio sulle labbra oppure a quello sul collo, quando sono estorti alla vittima senza il suo consenso [2].

Secondo una sentenza della Cassazione [3], anche il bacio sulla guancia, se dato in maniera subdola e accompagnato da complimenti non graditi, può integrare il reato di violenza sessuale.

C’è violenza sessuale anche se non si usa la violenza fisica?

Per commettere il reato di violenza sessuale non serve costringere la vittima con la forza: è sufficiente qualsiasi condotta che, di fatto, obblighi la persona offesa a subire o a compiere atti sessuali.

E così, il reato scatta anche in presenza di minacce verbali, abusando della propria autorità oppure della debolezza della vittima o sostituendosi ad altra persona. Facciamo degli esempi.

È violenza sessuale costringere una persona a compiere un atto sessuale dietro la minaccia di farle del male (ad esempio, di colpirla con un coltello o di spararle).

È reato indurre la vittima a concedersi sfruttando la propria posizione di superiorità: si pensi all’insegnante o al datore di lavoro, magari quest’ultimo approfittando della minaccia di licenziamento. Ancora, commette violenza sessuale il medico che approfitta del paziente psicologicamente vulnerabile.

Anche l’atto sessuale con persona in condizione di depressione è stato considerato dalla giurisprudenza una violenza sessuale, poiché essa implica una minore resistenza della vittima alle altrui pressioni.

Quando l’inganno è violenza sessuale?

È violenza sessuale spacciarsi per un’altra persona solo per avere un rapporto sessuale. Si pensi all’uomo che finge di essere un importante agente del mondo dello spettacolo e, con questa scusa, riesca ad adescare giovani donne per i suoi scopi illeciti. Oppure, si immagini colui che si presenti alla vittima come la persona che ha conosciuto in chat, mentendo sulla sua vera identità.

Si può commettere violenza sessuale in chat?

È possibile commettere violenza sessuale anche a distanza, ad esempio tramite chat. Secondo la Cassazione [4], c’è violenza sessuale anche quando si costringe la vittima a inviare delle proprie foto a contenuto erotico.

Secondo i giudici, la violenza sessuale non presuppone la presenza contestuale, nello stesso luogo, dell’autore del reato e della vittima. Di conseguenza, minacciare una persona per farsi inviare materiale pornografico è ugualmente reato.

Avere un rapporto sessuale con un minorenne è reato?

Avere un rapporto sessuale consensuale con un minorenne non è reato, a meno che il minorenne non abbia meno di 14 anni. Contrariamente a quanto si crede, dunque, non è violenza sessuale il rapporto tra un uomo di 60 anni e una ragazza di 14, atteso che l’età del consenso inizia proprio da questo momento.

Al contrario, avere un rapporto sessuale con una persona che ha meno di 14 anni è sempre violenza sessuale, anche se c’è il consenso.

Fa eccezione a quanto appena detto il caso del minorenne che compie atti sessuali con un altro minorenne che abbia compiuto 13 anni, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a quattro anni. In pratica, un 17enne può avere un rapporto sessuale con un 13enne, ovviamente se consenziente. Un 18enne, invece, commetterebbe reato.

Un rapporto sessuale consensuale può diventare reato?

Un rapporto sessuale, per essere lecito, deve essere completamente consensuale, dall’inizio alla fine.

Pertanto, c’è stupro anche nell’atto sessuale iniziato con il consenso dell’altro, ma poi revocato nel corso del rapporto, anche per un ripensamento immotivato.

Avere un rapporto sessuale con una persona ubriaca è reato?

È violenza sessuale approfittarsi di una persona che ha bevuto ed è ubriaca o semplicemente brilla, oppure che si è drogata.

Come ricordato, integra il reato di violenza sessuale anche la condotta di chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto.

Com’è punita la violenza sessuale?

La violenza sessuale è punita con la reclusione da sei a dodici anni. Nelle ipotesi di minore gravità, la pena è diminuita in misura fino a due terzi. È il caso, ad esempio, della violenza che sia consistita in un solo bacio oppure in una carezza.

Le pene sono aumentate se la violenza è commessa nei confronti di minorenni, dei propri figli, del coniuge, di donna in stato di gravidanza, con l’uso di violenze gravi, di armi, di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa.

Come si denuncia la violenza sessuale?

La violenza sessuale può essere denunciata dalla vittima entro dodici mesi da quando il reato è avvenuto. Solo la persona offesa è legittimata a segnalare il fatto alle forze dell’ordine: si dice, infatti, che la violenza sessuale è un «reato procedibile a querela di parte».

Al contrario, se la vittima della violenza sessuale è un minore, chiunque potrà procedere a sporgere denuncia, anche una persona che ha casualmente assistito al reato, senza limiti di tempo. In questa ipotesi, infatti, il reato è «procedibile d’ufficio».


note

[1] Art. 609-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 21167/2006 del 25.05.2006.

[3] Cass., sent. n. 6158 del 17 febbraio 2021.

[4] Cass., sent. n. 25266 dell’8 settembre 2020.

Autore immagine: canva.com/


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