Diritto e Fisco | Articoli

Pc e messaggi intercettati dalla polizia: ecco quando

18 Luglio 2021 | Autore:
Pc e messaggi intercettati dalla polizia: ecco quando

Intercettazioni: cosa sono e quando sono autorizzate dal giudice? Cosa sono i trojan horse che utilizza la polizia? Come si intercetta WhatsApp?

Alle forze dell’ordine è consentito fare cose che ai comuni cittadini non solo sono proibite, ma costituiscono perfino un reato. Quante volte hai pensato, anche solo per gioco o per curiosità, di spiare i tuoi amici o la tua fidanzata per sapere cosa dicono di te in tua assenza? Ebbene, una condotta del genere è assolutamente vietata e costituisce un reato punito con la reclusione fino a quattro anni. Al contrario, la polizia può fare una cosa del genere, ma solo al ricorrere di determinate condizioni. Con questo articolo vedremo quando la polizia può intercettare pc e messaggi.

L’intercettazione rappresenta un potente mezzo di ricerca della prova e, allo stesso tempo, una violazione della propria libertà: secondo la Costituzione, infatti, la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione è inviolabile. Ecco perché le intercettazioni sono possibili solo nei casi stabiliti dalla legge e dietro autorizzazione del giudice.

Con la diffusione di Internet, oggi la comunicazione passa per la Rete: la maggior parte delle conversazioni avviene tramite chat o chiamate che sfruttano il web anziché la vecchia linea telefonica. Per questa ragione, anche le forze dell’ordine hanno dovuto aggiornarsi per poter spiare il traffico Internet, magari avvalendosi di software che, un tempo, erano un’esclusiva degli hacker. Sto parlando dei virus. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando la polizia può intercettare pc e messaggi.

Intercettazioni: cosa sono?

Le intercettazioni consistono nella captazione di una conversazione da parte di chi non è presente. Mi spiego meglio.

L’intercettazione è quel mezzo di ricerca della prova che consiste nell’ascoltare (e registrare, ovviamente) una conversazione che avviene tra altre persone, senza che queste sappiano nulla. Diciamo che intercettare è un po’ come spiare dal buco della serratura oppure origliare alla porta.

Intercettazioni: quanti tipi?

Le intercettazioni sono di tre tipi:

  • telefoniche, consistenti nel registrare le conversazioni che avvengono a distanza, mediante apparecchio telefonico o strumento analogo;
  • ambientali, che servono a captare tutto ciò che viene detto in un determinato ambiente. È il classico caso della cimice messa sotto il tavolo di un ufficio o nascosta nel sedile di un’auto;
  • informatiche, usate per captare segretamente il flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici. È ciò che avviene per intercettare le comunicazioni che passano per pc e smartphone, come le e-mail e le telefonate tramite Internet (chiamate VoIp).

Intercettazioni: quando sono legali?

Come anticipato in apertura, poiché le intercettazioni costituiscono una grave violazione dei diritti costituzionali alla libertà e segretezza delle comunicazioni, è possibile procedervi solamente nei casi stabiliti dalla legge.

Per la precisione, le intercettazioni sono legali solamente quando:

  • richieste dal magistrato del pubblico ministero;
  • autorizzate dal giudice;
  • effettuate dalla polizia giudiziaria, con la propria strumentazione.

L’autorizzazione è concessa dal giudice quando vi sono gravi indizi di reato e l’intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini.

Il decreto del pubblico ministero che dispone l’intercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni. Tale durata non può superare i quindici giorni, ma può essere prorogata dal giudice con decreto motivato per periodi successivi di quindici giorni, qualora permangano i presupposti.

Solo eccezionalmente, nei casi di estrema urgenza e gravità, il pm può ordinare alla polizia di procedere all’intercettazione senza l’autorizzazione del giudice. In questa evenienza, però, il permesso del giudice non è escluso, ma solo posticipato: entro ventiquattro ore, bisognerà trasmettere il decreto del pm al giudice, il quale ha 48 ore di tempo per convalidare le operazioni.

Intercettazioni: per quali reati si può procedere?

La legge [1] dice che le intercettazioni sono consentite solo nei procedimenti relativi ai seguenti reati:

  • delitti dolosi puniti con pena massima superiore ai cinque anni di reclusione;
  • delitti contro la Pubblica Amministrazione per i quali è prevista la pena massima non inferiore a cinque anni. È il caso, ad esempio, del peculato, punito con un massimo di dieci anni e mezzo;
  • spaccio di droga;
  • delitti concernenti le armi e gli esplosivi;
  • delitti di contrabbando;
  • reati di minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo alle persone col mezzo del telefono;
  • pedopornografia e adescamento di minorenni;
  • commercio di sostanze alimentari nocive, contraffazione e commercio di prodotti falsi, vendita di sostanze alimentari non genuine, invasione di terreni o edifici commesso da più di cinque persone o se il fatto è commesso da persona palesemente armata;
  • stalking;
  • associazione per delinquere di stampo mafioso.

Dunque, solo al ricorrere di gravi indizi sulla commissione di uno di questi reati il giudice può autorizzare l’intercettazione.

Nel solo caso di intercettazione ambientale (cioè, intercettazione di comunicazioni tra persone presenti nello stesso ambiente) all’interno di un domicilio privato (la propria casa, il proprio ufficio, ecc.), è possibile procedere solo se vi è fondato motivo di ritenere che in quel luogo si stia svolgendo l’attività criminosa.

Si tratta di un’ulteriore precauzione adottata dalla legge per tutelare il domicilio privato da indebite intrusioni.

Intercettazione pc e messaggi: come funziona?

L’intercettazione di pc e messaggi rientra nelle ipotesi di intercettazione informatica. Come fa la polizia a captare le comunicazioni che ci si scambia sul computer o con lo smartphone?

Pc e messaggi vengono intercettati dalla polizia mediante l’istallazione di un captatore informatico, cioè di un virus che prende il nome di trojan horse (“cavallo di Troia”), in grado di nascondersi negli altri programmi apparentemente innocui.

In pratica, la polizia utilizza un vero e proprio virus che, una volta fatto il suo ingresso nel pc o nel cellulare dell’indagato, consente di captare le comunicazioni, sia tra presenti che a distanza (ad esempio, quelle effettuate mediante Skype, ecc.).

Per favorire il trojan, la polizia postale si avvale di “esche”, come ad esempio di link (in un commento pubblico, in un messaggio privato o in una chat) che, una volta aperti, scaricano automaticamente il virus, metodo molto efficace anche nelle intercettazioni di comunicazioni criptate (WhatsApp, Skype, ecc.).

Le forze dell’ordine usano spesso dei “siti civetta” creati appositamente per attirare i malintenzionati i quali, pensando di visionare e scaricare contenuti in tutta sicurezza, in realtà consentono l’accesso a file trojan nel proprio pc.

Insomma: il trojan può insinuarsi all’interno di qualsiasi dispositivo (smartphone, tablet, computer) attraverso una semplice app, una mail, una foto, un file, ecc.

Una volta installato, il virus è in grado di:

  • attivare il microfono, la fotocamera e la webcam del computer;
  • accedere al gps e captare l’esatta posizione della persona in tempo reale;
  • accedere alla posta elettronica, ai messaggi e ad ogni altro file presente nel dispositivo.

Per farla breve: un trojan fa vedere alla polizia che cosa c’è nel computer, prendendo di fatto il controllo del dispositivo.

Come sapere se la polizia intercetta pc e messaggi?

Come spiegato nell’articolo “Trojan: come sapere se sono spiato dalla polizia?“,  ci sono una serie di “indizi” che possono svelare se il dispositivo è intercettato. Ad esempio, può accadere che:

  • il dispositivo non funzioni bene, ad esempio si riavvia o si spegne senza motivo;
  • il cellulare restituisce strani rumori o voci estranee durante le chiamate;
  • si ricevano messaggi con simboli o sequenze numeriche indecifrabili;
  • la batteria del dispositivo si esaurisca velocemente;
  • si assista a un riscaldamento anomalo ed eccessivo del dispositivo anche quando è inattivo.

La polizia può intercettare WhatsApp?

La polizia incontra più difficoltà ad intercettare i messaggi scambiati tramite WhatsApp. Ciò perché l’app di messaggistica istantanea è dotata di un particolare sistema che impedisce di intercettare le comunicazioni tra utenti. Si tratta della nota crittografia.

La crittografia è quella tecnica che permette di cifrare un messaggio rendendolo incomprensibile a tutti, fuorché al suo destinatario e al mittente.

In poche parole, la crittografia delle chat impedisce a chi è estraneo alla conversazione di leggere i messaggi che gli utenti si scambiano. Ciò non significa che sia impossibile risalire alle comunicazioni mediante WhatsApp. E, infatti, la polizia può sempre procedere al sequestro dello smartphone ed estrarre dal dispositivo tutte le conversazioni, anche quelle che si ritenevano cancellate.

In questo caso, peraltro, la Cassazione [2] ha stabilito che questi dati informatici (anche se telefonici) abbiano natura di documenti e, pertanto, non siano sottoposti ai limiti previsti per le intercettazioni.

Per approfondire l’argomento, si consiglia la lettura dell’articolo “Si possono intercettare i messaggi WhatsApp?“.


note

[1] Art. 266 cod. proc. pen.

[2] Cass., sent. n. 1822/2018.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube