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Coadiutore familiare: deve iscriversi all’Inps?

30 Ottobre 2021 | Autore:
Coadiutore familiare: deve iscriversi all’Inps?

Coadiuvante: chi è, quali sono le tutele previdenziali spettanti, iscrizione presso le gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Il coadiutore familiare, o coadiuvante, è colui che svolge la propria attività a favore del titolare di un’impresa individuale, di un’impresa familiare o del socio. La figura del coadiuvante, che non deve essere confusa con quella del collaboratore dell’impresa familiare, è dunque prevista sia nell’ambito di un’impresa individuale che di un’impresa familiare o di una società.

Il coadiutore può essere un parente o un affine entro il terzo grado (può far parte dell’impresa familiare, invece, il parente entro il terzo grado o l’affine entro il secondo grado). Ma il coadiutore familiare deve iscriversi all’Inps?

Innanzitutto, bisogna specificare che, a differenza del collaboratore dell’impresa familiare, il coadiutore familiare non necessita di un atto con cui è preposto all’attività svolta, non partecipa alla ripartizione degli utili dell’impresa, non riceve un reddito fiscalmente imponibile e deve svolgere la propria attività in maniera abituale e prevalente.

Ricordiamo, a questo proposito, che l’impresa familiare [1] è un’attività (piccola, media o grande, commerciale, industriale o agricola) alla quale collaborano il titolare ed almeno un suo familiare: ai collaboratori familiari sono riconosciuti diversi diritti, tra cui una quota degli utili dell’impresa, in cambio della prestazione svolta.

È importante evidenziare che la costituzione di un rapporto di lavoro in ambito familiare è ammessa e nulla vieta che il titolare dell’azienda possa avvalersi dell’ausilio di un collaboratore familiare, instaurando un vero e proprio rapporto di lavoro dietro corresponsione di un trattamento economico [2].

Chi può essere collaboratore dell’impresa familiare?

Possono avere la qualifica di collaboratore dell’impresa familiare:

  • il coniuge, l’unito civilmente, il convivente;
  • i figli legittimi, legittimati, adottivi e affiliati;
  • i figli nati fuori dal matrimonio legalmente e giudizialmente riconosciuti;
  • i figli nati da precedente matrimonio del coniuge;
  • i minori regolarmente affidati;
  • i nipoti in linea diretta e in linea collaterale (figli di fratelli e sorelle);
  • i fratelli e le sorelle;
  • gli ascendenti (genitori, nonni, bisnonni) e gli equiparati ai genitori (adottanti, affilianti, genitori naturali di figli legalmente riconosciuti etc.);
  • i parenti entro il terzo grado: sono tali le persone che discendono dalla stessa persona (cosiddetti discendenti: il figlio, il figlio del figlio ed il pronipote), gli ascendenti (il genitore, il nonno) e i collaterali (il fratello o la sorella, il nipote figlio di fratello o di sorella e lo zio);
  • gli affini entro il secondo grado: rientrano in questa categoria il coniuge del figlio (genero o nuora), il coniuge del figlio del figlio, il coniuge del genitore quando non sia anch’egli genitore, il coniuge del fratello (cognato); sono, inoltre, inclusi i seguenti parenti del coniuge: il figlio (solo del coniuge) e il figlio del figlio, il genitore e il nonno, il fratello e la sorella (parenti del coniuge, ad esempio: suoceri, cognati, etc.).

Chi può essere coadiutore familiare?

Possono avere la qualifica di coadiutore familiare:

  • il coniuge, l’unito civilmente, il convivente;
  • i figli legittimi, legittimati, adottivi ed affiliati;
  • i figli nati fuori dal matrimonio legalmente e giudizialmente riconosciuti;
  • i figli nati da precedente matrimonio del coniuge;
  • i minori regolarmente affidati;
  • i nipoti in linea diretta e in linea collaterale (figli di fratelli e sorelle);
  • i fratelli e le sorelle;
  • gli ascendenti (genitori, nonni, bisnonni) e gli equiparati ai genitori (adottanti, affilianti, genitori naturali di figli legalmente riconosciuti etc.);
  • i parenti entro il terzo grado;
  • gli affini entro il terzo grado.

Attività lavorativa del coadiutore familiare

Il coadiutore familiare, per essere classificato come tale, deve collaborare:

  • in modo non occasionale all’attività dell’impresa;
  • in mancanza di una qualsiasi formale proposizione;
  • senza conseguire alcun reddito dal titolare, né sotto forma di reddito da lavoro dipendente né di partecipazione al reddito d’impresa.

Iscrizione Inps coadiutore familiare

Il coadiutore familiare deve essere iscritto all’Inps: la sua iscrizione deriva di regola da quella del titolare, tanto che quest’ultimo è tenuto, per legge [3], al pagamento dei contributi anche per il proprio familiare [4].

L’Inps, a questo proposito, ha chiarito [5] che, se il familiare coadiutore partecipa all’attività d’impresa con carattere di abitualità e di prevalenza e non si può realizzare un rapporto di lavoro dipendente, lo stesso coadiutore ha diritto alla tutela previdenziale prevista per il titolare, quindi all’iscrizione presso la medesima gestione dei lavoratori autonomi dell’Istituto.

Ricordiamo che le gestioni speciali dei lavoratori autonomi sono quelle degli artigiani, dei commercianti, dei coltivatori diretti, Iap (imprenditori agricoli professionali), coloni e mezzadri.

L’iscrizione deve avvenire anche se il titolare non è obbligato a iscriversi all’Inps: in questo caso, l’imprenditore deve iscriversi in qualità di titolare non attivo, al solo scopo di accollarsi l’onere di versare i contributi dovuti per il familiare coadiutore.

Versamenti Inps per il coadiutore familiare

La contribuzione previdenziale del coadiutore deve essere versata dal titolare dell’impresa, che è tenuto al pagamento dei contributi salvo il diritto di rivalsa [3]. Il familiare coadiutore, difatti, non ha un proprio debito contributivo verso l’Inps (né un suo autonomo rapporto con l’Istituto, come abbiamo osservato in merito all’iscrizione), essendone gravato l’imprenditore, titolare del rapporto assicurativo.

A favore del coadiutore familiare, per la precisione, il titolare dell’impresa deve corrispondere alla gestione speciale dei lavoratori autonomi dell’Inps i contributi calcolati sul minimale di reddito, che per il 2021 ammonta a 15.953 euro annui: questo avviene in quanto il coadiutore familiare non consegue un reddito ai fini fiscali, quindi non sussiste un imponibile effettivo su cui calcolare i versamenti previdenziali dovuti.


note

[1] Art. 230 bis Cod. civ.

[2] Circ. Min. Lavoro 10478/2013.

[3] Art. 10, L. 613/1966.

[4] Cass. ord. 8384/2019.

[5] Circ. Inps 78/2006.

Autore immagine: pixabay.com


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