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Che significa inquilino di casa?

16 Luglio 2021
Che significa inquilino di casa?

Il significato della parola inquilino: il termine si riferisce al conduttore e mai al condomino. 

Che significa inquilino di casa? Spesso, la parola inquilino viene usata in modo generico, a volte, inappropriato. Per «inquilino» si intende colui che vive in un appartamento, il vicino di casa, il dirimpettaio, il condomino del piano di sopra, l’affittuario e così via. 

Tuttavia, anche se il termine «inquilino» non viene mai citato dalla nostra legge, e quindi non esiste una sua definizione “legale”, esso – anche secondo il vocabolario della lingua italiana – ha uno specifico e ben determinato significato. Ce ne occuperemo qui di seguito: scopriremo cioè che significa inquilino di casa e quando è più corretto usare tale parola.

Chi è l’inquilino?

Nel gergo comune, si sente spesso parlare di «inquilino» con riferimento a colui che vive all’interno di un appartamento, di solito in condominio, sia che si tratti del proprietario dell’immobile che di colui che vi vive in forza di un contratto (locazione, usufrutto, comodato, ecc.). Così, assistiamo spesso all’utilizzo della parola «inquilino» come sinonimo di «condomino». Ma non è questo il corretto significato di inquilino di casa.

L’inquilino è propriamente colui che ha preso in affitto un appartamento e che vi abita in forza di tale contratto. L’inquilino si contrappone quindi al padrone di casa che è, invece, l’altra parte contrattuale e che ha la proprietà della casa. Questa è l’accezione che anche il vocabolario Treccani dà alla parola «inquilino». 

Sappiamo però che, se volessimo parlare in modo tecnico, come avvocati, dovremmo spesso usare termini differenti rispetto a quelli di uso comune. E difatti, anche in questo caso, succede così.

Innanzitutto, la legge non parla di affitto ma di locazione (locazione che può essere a uso abitativo o commerciale). L’affitto invece è un termine riservato ai soli beni produttivi (si affitta un terreno, un’azienda ma non un appartamento a uso abitativo). 

Colui che, per prassi, viene definito «inquilino» viene invece chiamato dalla legge conduttore o anche locatario. Invece, il cosiddetto «padrone di casa» è denominato dalla legge locatore.

Torniamo al gergo comune: l’inquilino è quindi solo e unicamente il conduttore (o locatario); non può essere mai il locatore, l’usufruttuario o il comodatario. Allo stesso modo, non è corretto parlare di «condomino» con riferimento invece all’«inquilino» perché è condomino solo il titolare dell’immobile e non il suo conduttore. 

Chi è l’inquilino in nero?

Si parla poi di inquilino in nero con riferimento al conduttore che abita in un immobile in forza di una locazione non registrata. La registrazione del contratto di locazione è condizione di validità del contratto stesso. Pertanto, se il contratto non esiste, il rapporto non è tutelato dalla legge. Nessuna delle due parti quindi – né locatore, né inquilino – può far valere i propri diritti dinanzi al tribunale. Leggi la nostra guida sull’affitto in nero. 

Chi è l’inquilino abusivo?

«Abusivo» viene di solito denominato colui che, inizialmente titolare di un contratto di locazione, permane forzatamente e illegittimamente nell’appartamento nonostante lo sfratto ricevuto (il che avviene a seguito o della scadenza del contratto o della morosità nel pagamento dei canoni), sia colui che si introduce nell’immobile altrui con la destrezza o la violenza, senza avere alcuna autorizzazione del proprietario, e vi si insedia stabilmente, contro le norme del diritto.  



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2 Commenti

  1. AH ecco, ora è tutto chiaro. Perché c’è chi usa questo termine anche quando si parla del proprietario quindi io da estraneo da questa terminologia giuridica ho sempre pensato che fosse corretto anche perché a dirlo era uno che avrebbe dovuto saperne un po’ più di me essendo amministratore condominiale.

  2. Mi pare scontato che con la parola inquilino si indichi colui che va in affitto. A quanto pare, non è così diffuso il corretto utilizzo di questo termine. Qui non si sta parlando solo di terminologia giuridica, ma è la lingua italiana che molti in realtà non conoscono. Il problema è che non lo ammettono e, anzi, si sentono sempre qualche gradino più su di te

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