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Dove trovare una spiaggia libera?

16 Luglio 2021 | Autore:
Dove trovare una spiaggia libera?

Tra zone a pagamento e divieti di balneazione, diminuisce la possibilità di godersi sole e mare gratis. Ecco le Regioni con più aree a disposizione di tutti.       

Diventa sempre più un miraggio. Di questo passo, trovare un posto in riva al mare in cui piantare il proprio ombrellone e stendere il telo per sdraiarsi a prendere il sole senza pagare un euro sarà un evento straordinario. Le concessioni balneari aumentano a dismisura, il che significa che per molte famiglie, specialmente per quelle che hanno più figli, andare al mare diventa proibitivo oppure tocca scegliere per forza un albergo con spiaggia riservata compresa nel prezzo oppure con una bella struttura interna in cui prendere il sole vicino alla piscina. Dove trovare una spiaggia libera?

Ce ne sono di spiagge libere, non è che sono sparite proprio tutte. Ma si tenga conto anche del fatto che tra l’aumento delle concessioni (+12,5% in tre anni, secondo le ultime stime di Legambiente) e il fatto che molti chilometri di litorale sono fatti di scogli che non consentono di trascorrere comodamente la giornata con la famiglia, le possibilità di godersi una giornata gratis su una battigia si riducono notevolmente.

Vediamo quali sono i luoghi in cui c’è meno «assembramento» di ombrelloni e lettini a pagamento e, quindi, dov’è più facile trovare una spiaggia libera.

Spiaggia libera: quali regole?

Chi cerca una legge che stabilisce un numero minimo di chilometri di spiaggia libera da garantire in Italia ai turisti resterà deluso: non esiste. Le Regioni hanno carta bianca nel rilasciare le concessioni balneari nel proprio territorio, anche se hanno pure il vincolo di intervallare le zone a pagamento con quelle di libero accesso. L’importante – sottolinea la normativa – è che la spiaggia fruibile da chiunque non sia relegata ai punti peggiori del litorale, agli spazi scomodi da raggiungere, dove l’acqua è più fredda e dove c’è qualche scarico fognario. Insomma, non si può creare per decreto una sorta di turista di serie A che paga per avere la spiaggia più bella e un turista di serie B a cui passerebbe la voglia di andare al mare anche gratis.

Equilibrio, dunque. Proporzionalità tra le spiagge libere e quelle a pagamento. Chi pensa che questo giusto rapporto non esiste, può presentare a proprie spese un ricorso al Tar affinché annulli il provvedimento della Pubblica Amministrazione e costringa la Regione a rivedere gli spazi sul litorale di sua competenza.

Ad ogni modo, esistono delle regole che riguardano la fruizione della spiaggia e che devono essere sempre rispettate sia dal bagnante sia dal titolare della concessione balneare. Ecco le più importanti:

  • chiunque, anche se non ha comprato il biglietto d’ingresso, ha il diritto di entrare in uno stabilimento e di attraversarlo per raggiungere la battigia, il mare o una spiaggia libera vicina. Significa che il titolare non può chiedere di pagare solo per passare attraverso lo stabilimento. Se così facesse, l’episodio potrebbe essere segnalato alla Guardia costiera o ai Carabinieri;
  • è tenuto a pagare per entrare in uno stabilimento balneare solo chi usufruisce dei servizi, come ombrellone, lettino o sdraio;
  • il bagnante ha diritto a sostare nella battigia davanti allo stabilimento balneare per prendere il sole o per passare qualche ora in compagnia di altre persone. C’è una regola, infatti, che consente di poter fruire liberamente dello spazio che c’è nei primi 3 o 5 metri dal mare (distanza variabile a seconda delle zone).

Per altri aspetti che riguardano i diritti e i doveri dei bagnanti, puoi leggere l’articolo Quanti metri di spiaggia libera.

Spiaggia libera: dove ce n’è di più?

Chi preferisce stare alla larga da file interminabili di ombrelloni e lettini e vuole godersi il sole e il mare in relativa calma, dove può trovare una spiaggia libera con maggiori probabilità? L’ultimo report di Legambiente, relativo al 2021, elenca quante sono le concessioni balneari Regione per Regione e qual è la percentuale di litorale occupato da esercizi a pagamento, tra stabilimenti, campeggi, circoli sportivi e complessi turistici.

Il dato che emerge da questo studio è che in tutta Italia più della metà delle spiagge sabbiose non è fruibile liberamente dai bagnanti. Ci sono delle zone come i litorali di Liguria, Emilia-Romagna e Campania che hanno quasi il 70% delle spiagge riservato agli stabilimenti balneari. Il che significa prendere il sole a pagamento in quasi tre spiagge su quattro. Ma se si guardano le singole località, si scoprono delle cifre desolanti: a Gatteo, in provincia di Forlì-Cesena, il 100% delle spiagge è in mano ai privati. A Pietrasanta e Camaiore e Montignoso, in Toscana, si supera il 98%. Laigueglia e Diano Marina, in Liguria, restano sopra il 90%. E a Rimini, nel cuore della Riviera romagnola, si trova una spiaggia libera solo nel 10% del litorale: il resto è occupato dagli stabilimenti. Meglio (ma non di tanto), a Riccione, Cattolica e Cesenatico.

Spiagge libere per Regioni

Ecco, allora, Regione per Regione, la percentuale di spiagge libere a disposizione dei bagnanti:

  • Molise: 80,4%;
  • Friuli-Venezia Giulia: 79,7%;
  • Sardegna: 79,3%;
  • Sicilia: 77,6%;
  • Basilicata: 71,8%;
  • Calabria: 70,6%;
  • Puglia: 60,9%;
  • Veneto: 60,5%;
  • Lazio: 59,2%;
  • Abruzzo: 51,9%;
  • Toscana: 47,3%;
  • Marche: 38,1%;
  • Campania: 31,9%;
  • Emilia-Romagna: 30,5%;
  • Liguria: 30,1%.

Queste sono le percentuali di spiaggia non occupata da stabilimenti, campeggi o altre strutture turistiche. Il che non vuol dire che corrispondano alle zone sempre accessibili per il bagno: occorre tenere conto, infatti, delle aree dichiarate non balneabili a causa dell’inquinamento. Il numero è in calo rispetto agli anni scorsi ma, comunque, ancora importante in alcune Regioni. Basti pensare che solo in Sicilia ci sono 55 degli 87 chilometri interdetti a livello nazionale.

In altre parole: tra stabilimenti a pagamento e divieto di balneazione per inquinamento, le spiagge libere veramente fruibili in Italia sono circa il 40% del totale.

Per approfondire la situazione delle spiagge italiane, puoi scaricare in pdf il Rapporto spiagge 2021 di Legambiente.


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1 Commento

  1. Friuli 79,7 % ??? Ho la leggerissima impressione che la cifra sia un tantino esagerata. Comunque a Grado nella spiaggia principale, si paga l’ingresso, cosa se non unica ma molto rada.

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