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Il pvc senza contraddittorio rende nullo l’accertamento fiscale


Il pvc senza contraddittorio rende nullo l’accertamento fiscale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 maggio 2014



Verifiche fiscali: sempre obbligatorio il confronto preventivo con il contribuente; necessario rispettare lo Statuto del contribuente.

Quante volte avrete letto la sigla “PVC” in tema di accertamenti fiscali. Si tratta di un acronimo che sta per “processo verbale di constatazione”. Lo stesso, di recente, è stato oggetto di una interessante sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia [1].

Secondo tale pronuncia è nullo l’accertamento se scaturisce da un “pvc” redatto senza contraddittorio con il contribuente. Se quest’ultimo, insomma, viene a conoscenza del processo verbale di constatazione solo con la notifica dell’avviso, l’atto è impugnabile davanti al giudice.

La legge [2] impone all’amministrazione di invitare il contribuente a fornire chiarimenti o a produrre documenti, ad informarlo dell’oggetto della verifica e dell’oggetto che la riguarda, o ancora della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa, nonché di ogni altro diritto e obbligo a lui riconosciuto in caso di verifica. Se non lo fa viola lo Statuto del contribuente.

Ciò, però, solo nel caso in cui il contribuente sia realmente sottoposto a verifiche fiscali.

Se l’amministrazione finanziaria redige un processo verbale di constatazione, rimane sottoposta alla disciplina dello Statuto del Contribuente e, se procede in assenza di qualsiasi forma di contraddittorio, l’avviso di accertamento che ne deriva è inevitabilmente nullo.

La Commissione regionale richiama la sentenza Sopropé della Corte di giustizia Ue [3], secondo la quale “i destinatari di decisioni che incidono sensibilmente sui loro interessi devono essere messi in condizione di manifestare utilmente il loro punto di vista in merito agli elementi sui quali l’amministrazione intende fondare la sua decisione e devono beneficiare di un termine sufficiente”.

Viene anche richiamata una sentenza del 2013 delle Sezioni unite della Cassazione [4], dove si afferma la nullità degli avvisi emessi prima della scadenza del termine dilatorio di sessanta giorni decorrenti dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un’ispezione o una verifica.

Nel caso di specie, il contribuente non aveva avuto alcuna informazione preventiva dell’inizio della verifica, non gli era stata data la possibilità di farsi assistere da un difensore e quindi, prima ancora di vedersi preclusa la possibilità di interloquire sulla verifica, non gli era stato dato nemmeno modo di parteciparvi.

note

[1]CTR Lombardia, sent. n. 492/07/2014.

[2] Art. 12, comma 2 legge 212/2000.

[3] C. Giust. causa n. C-349/07.

[4] Cass. S.U. sent. n. 18184/2013.

Autore immagine: 123rf. com

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2 Commenti

  1. io sono stato raggiunto da avvisi minacciosi di pagamento con in seguito il pignoramento della casa senza essere al corrente di alcuna verifica tanto e’ che quando mi recai presso il comando della guardia di finanza di pescara mi chiesero chi avesse effettuato la verifica e a questo punto risposi di non esserne a conoscenza ………. quindi impugnabile…?

  2. Ma il pvc notificato solo a un socio amministratore di una società di persone è valido anche per l’altro socio amministratore?

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