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Si può rifiutare un pagamento in assegni?

18 Luglio 2021
Si può rifiutare un pagamento in assegni?

Assegno postdatato, assegno bancario e circolare: il creditore può rifiutare questi mezzi di pagamento?

Pagare in contanti è sempre più difficile: a partire dal 1° gennaio 2022, la legge pone come nuovo limite all’uso del cash la soglia di 1.000 euro. Certo, ci sono sempre i pos e i bonifici bancari, ma chi non dispone né di una carta bancomat, né di un sistema di home banking come fa? Può sempre ricorrere al vecchio assegno. Ma il creditore è tenuto ad accettare questo strumento di pagamento? Si può rifiutare un pagamento in assegni? La questione è stata affrontata più volte dalla giurisprudenza della Cassazione. 

Proprio di recente, la Suprema Corte ha avuto modo di ritornare sul tema, facendo una distinzione tra assegni bancari, assegni circolari e assegni postdatati. Cominciamo da questi ultimi.

Si può rifiutare un pagamento con assegno postdatato?

Il problema dell’assegno postdatato si pone solo per l’assegno bancario essendo questo un titolo che compila il correntista (l’assegno circolare invece gli viene consegnato già completo di ogni elemento dalla stessa banca che prima ha ricevuto la somma riportata sul titolo). 

La legge stabilisce che l’assegno bancario deve essere emesso dal debitore e consegnato al creditore completo di tutti i suoi elementi, nonché con data corrispondente a quella della sua emissione. 

Tuttavia, sempre secondo la giurisprudenza della Cassazione, anche l’assegno postdatato non perde le sue caratteristiche di titolo di credito: in realtà, esso è un metodo di pagamento regolare. Tuttavia, ciò non esclude il fatto che il creditore possa legittimamente rifiutarlo. Il creditore quindi non è tenuto ad accettare un assegno postdatato, specie se gli accordi prevedono il pagamento immediato.

A ben vedere, l’assegno postdatato è uno strumento utilizzato illegittimamente al posto di una cambiale: è quest’ultima infatti il corretto mezzo, previsto dalla legge, per garantire un pagamento futuro. Senonché, all’atto dell’acquisto della cambiale, si paga il bollo, non invece con l’assegno bancario. Sicché, si può dire che l’assegno postdatato, pur essendo valido, integra un’evasione fiscale. Tant’è vero che il creditore che voglia incassarlo subito, prima cioè della data in esso riportata, potrebbe farlo ma dovrebbe prima assolvere all’imposta di bollo. 

Si può rifiutare un pagamento con assegno circolare?

Sempre secondo la Cassazione, il debitore ha facoltà di pagare, a sua scelta, in moneta o mediante assegno circolare (quello cioè emesso direttamente dalla banca previo deposito del denaro a copertura di esso). Ma mentre nel primo caso il creditore non può rifiutare il pagamento in contanti (salvi i limiti di legge di cui si è parlato in apertura), può farlo nel secondo caso, ma solo per giustificato motivo.  

Quindi, il creditore può rifiutare un assegno circolare solo se ha una valida ragione, cosa difficilmente da ipotizzare atteso il fatto che quest’ultimo offre sempre la garanzia di copertura. 

Si può rifiutare un pagamento con assegno bancario?

L’assegno bancario, a differenza di quello circolare, potrebbe non essere coperto e andare in protesto. Proprio per questo, anche in tal caso, la Cassazione ha detto che il creditore può rifiutare il pagamento con assegno bancario se c’è una valida giustificazione. Giustificazione che potrebbe risiedere, ad esempio, nelle difficili condizioni economiche del debitore o nel fatto che questi, già in passato, non abbia adempiuto ai propri obblighi contrattuali o che precedenti assegni siano stati richiamati una prima volta della banca. Tanto precisato, la Cassazione conclude osservando come l’assegno bancario non costituisca un mezzo di pagamento di sicura copertura e ciò rileva sul piano della giustificazione del rifiuto del creditore di accettarlo. 


note

[1] Cass. sent. n. 9490/2021.

[2] Cass. S.U., sent n. 26617 del 18.12.2007, Cass. sent. n. 24402/2010.

[3] Cass. S.U. sent. n. 13658/2010.


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