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Lo sai che? Si può rinunciare all’eredità anche subito dopo la notifica di un atto di pagamento

Lo sai che? Pubblicato il 19 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 maggio 2014

Richieste di pagamento da parte di Equitalia o dell’Agenzia delle Entrate: non costituisce abuso di diritto o elusione fiscale il comportamento dell’erede che, solo dopo aver ricevuto la richiesta di pagamento per debiti del defunto, decida di rinunciare all’eredità.

La rinuncia all’eredità è una scelta che, giustamente, viene consentita proprio per evitare di ereditare i debiti del soggetto deceduto. Pertanto, di norma, tale decisione viene formalizzata solo quando si ha un quadro chiaro delle attività e delle passività pendenti sulla massa.

Nell’ipotesi, dunque, in cui l’erede riceva un avviso di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, per un accertamento effettuato a carico del defunto, egli ben potrebbe decidere di non impugnare tale avviso e procedere invece, direttamente, con la rinuncia dell’eredità. Tale comportamento, infatti, non può essere sanzionato come una elusione fiscale (anche detta “abuso di diritto”).

Lo ha detto, di recente, la Commissione Tributaria Provinciale di Genova [1].

Per esempio: viene emesso a carico di Tizio, ormai defunto, un accertamento fiscale. Di conseguenza, l’atto viene notificato all’erede di Tizio, Caio, in data 1.01.2014. Decorsi i termini per impugnare l’accertamento, l’erede procede, invece, a formalizzare la rinuncia all’eredità. Tale comportamento, secondo la sentenza in commento, è perfettamente lecito.

La stessa questione potrebbe farsi, eventualmente, con una cartella di pagamento di Equitalia.

Secondo la CTP di Genova non vale contestare all’erede il fatto che, comunque, l’atto sia divenuto definitivo per mancata opposizione. Tale ragionamento svuoterebbe di ogni contenuto l’istituto della rinuncia all’eredità.

note

[1] CTP Genova, sent. n. 163/10/14.

Autore immagine: 123rf. com


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1 Commento

  1. l’ente inpositore ovvero equitalia, sono tenuti all’actio interrogatoria, all’esito della quale il giudice intima al delato all’eredità di pronunciarsi per l’accettazione, semplice o beneficiata, o rifiuto dell’eredità. il rapporto di sola parentela non implica necessariamente l’apertura di una successione legittima o dei legittimari, per cui il creditore, chiunque esso sia, deve, prima di agire, verificare chi sia il l’erede universale del de cuius.

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