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Come tutelarsi da un amministratore incompetente e molesto?

24 Luglio 2021
Come tutelarsi da un amministratore incompetente e molesto?

Il nuovo amministratore mi chiede insistentemente di pagare somme senza che si sia svolta alcuna assemblea e non ha una condotta professionale (ad esempio non presenta il bilancio). Come posso tutelarmi anche penalmente?

Nei fatti che lei ha descritto assai difficilmente possono riscontrarsi condotte integranti reato.

Lo stalking (per meglio dire gli atti persecutori, così come li definisce il Codice penale all’articolo 612 bis) richiede:

  • condotte reiterate (cioè una serie di condotte continuate nel tempo, mentre invece nel suo caso sono descritti  episodi isolati),
  • condotte che costituiscano minacce o molestie
  • e che siano tali da causare o un perdurante e grave stato di ansia o di paura oppure un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona legata da relazione affettiva oppure un’alterazione delle proprie abitudini di vita.

Allo stato attuale non emerge, da ciò che lei mi riferisce, che le richieste del nuovo amministratore (anche se irricevibili ed immotivate) siano tali da aver causato a lei un perdurante e grave stato di ansia o di paura oppure un fondato timore per l’incolumità sua o di un suo prossimo congiunto o di persona legata a lei da relazione affettiva oppure un’alterazione delle sue abitudini di vita (elementi che andrebbero tutti dimostrati in sede di indagine).

Nemmeno si tratta di violenza privata (articolo 610 del Codice penale) perché la violenza privata richiede l’uso di violenza o di minacce (cioè minacciare di procurare un danno ingiusto) con lo scopo di costringere a fare, tollerare od omettere qualcosa (mentre nei fatti descritti non emerge che le richieste di pagamenti siano state fatte in modo violento o usando minacce).

Per quanto riguarda il file audio occorre dire che gran parte della registrazione è incomprensibile, mentre la parte comprensibile contiene frasi che non costituiscono una minaccia sia per le parole utilizzate, che anche per il tono usato.

La minaccia, così come prevede il Codice penale all’articolo 612, c’è solo se viene minacciato un danno ingiusto (ad esempio se ti dico: “Ti do uno schiaffo” oppure “Ti ammazzo” oppure “Ti rigo la carrozzeria dell’auto”).

Infine, se nell’atto del legale avversario sono citati dei testimoni, i reati da lei indicati si consumeranno e si verificheranno solo quando effettivamente i testimoni si presenteranno in aula a testimoniare ed affermeranno, dopo aver prestato giuramento, delle falsità.

L’indicazione nell’atto del legale avversario dei capitoli di prova sui quali i testimoni saranno chiamati a rispondere non costituisce reato perché i testimoni potrebbero non presentarsi affatto, oppure dichiarare anche cose diverse da quelle indicate nella comparsa dell’avvocato.

Per quanto riguarda la revoca dell’amministratore, l’articolo 1129, 11° comma, del Codice civile stabilisce che l’amministratore:

  • può essere revocato dall’assemblea in ogni momento e senza necessità di una particolare motivazione (cioè è sufficiente per la revoca che sia raggiunta la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno 500 millesimi);
  • oppure può essere revocato dal giudice, su ricorso presentato anche da un solo condomino, se non rende il conto della gestione oppure nel caso di gravi irregolarità di gestione (alcune di queste irregolarità sono descritte dallo stesso articolo 1129, 12° comma, del Codice civile e sono, ad esempio, l’omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio, l’omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei propri dati anagrafici e professionali, del proprio codice fiscale, del locale dove si trovano l’anagrafe condominiale ed il registro dei verbali di assemblea, di nomina e revoca dell’amministratore e di contabilità, nonché dei giorni e le ore in cui ogni interessato può prendere visione di questi registri).

Come potrà notare, alcune delle irregolarità che lei ha citato nel suo quesito sono già previste dalla legge come irregolarità che autorizzano il singolo condomino a chiedere al giudice la revoca dell’amministratore e che sarebbero comunque più che sufficienti per la revoca dell’amministratore anche da parte dell’assemblea.

Ma anche le altre irregolarità da lei indicate, soprattutto se sommate a quelle che corrispondono ad irregolarità previste direttamente dalla legge, sono sicuramente tali da poter portare alla revoca dell’amministratore (con delibera dell’assemblea oppure a seguito di ricorso al tribunale anche di un solo condomino).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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