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Quando scatta l’assunzione del disabile?

18 Luglio 2021
Quando scatta l’assunzione del disabile?

Come funziona l’obbligo di assunzione dei lavoratori disabili. Il collocamento mirato delle categorie protette previsto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68.

La legge prevede l’obbligo, per i datori di lavoro sia pubblici che privati, di avere alle proprie dipendenze lavoratori disabili (rientranti nell’ambito delle categorie protette) in una percentuale che varia a seconda delle dimensioni dell’impresa. Nella pratica, il datore di lavoro è obbligato a concludere il contratto di lavoro con il lavoratore in forza di un vero e proprio ordine di assunzione emesso dall’ufficio di collocamento.  

Di tanto ci occuperemo qui di seguito: spiegheremo cioè quando scatta l’assunzione del disabile. Lo faremo alla luce delle ultime novità introdotte dalla riforma Fornero che, in parte, ha modificato la legge numero 68/1999. Ma procediamo con ordine.

Chi sono i lavoratori disabili da assumere?

L’articolo 1 della legge n. 68 del 1999 individua le categorie di lavoratori cosiddette «protette», ossia la cui assunzione è obbligatoria per i datori di lavoro che superano determinati requisiti dimensionali (che vedremo a breve). In particolare, i lavoratori che vantano il diritto all’assunzione sono:

  • persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e i portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile; 
  • persone la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo; 
  • persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%, accertata dall’Inail;
  • persone non vedenti o sordomute. Si intendono per «non vedenti» coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi, con eventuale correzione. Si intendono per «sordomuti» coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata;
  • persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra;
  • invalidi perché vittime di terrorismo o della criminalità organizzata o loro familiari superstiti.

Le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché il coniuge e i figli superstiti, ovvero i fratelli conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti, dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi godono del diritto al collocamento obbligatorio di cui alle vigenti disposizioni legislative, con precedenza rispetto ad ogni altra categoria e con preferenza a parità di titoli.

Per quanto non indicato espressamente dalla legge, i predetti soggetti devono possedere una capacità lavorativa minima e non essere di pericolo a sé, ad altri soggetti o agli impianti. 

Quali sono le vittime del terrorismo?

Sono considerati vittime di terrorismo:

  • chiunque subisca un’invalidità permanente per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza dello svolgersi nel territorio dello Stato di atti di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, a condizione che il soggetto leso non abbia concorso alla commissione degli atti medesimi ovvero di reati a questi connessi;
  • il coniuge e i figli superstiti, ovvero i fratelli conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti, dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi a seguito di atti di terrorismo e della criminalità organizzata, anche se non in possesso dello stato di disoccupazione. 

Le disposizioni sulle vittime del terrorismo sono state estese:

  • al personale di seguito indicato ferito nell’adempimento del dovere a causa di azioni criminose, ed ai superstiti dello stesso personale, ucciso nelle medesime circostanze: magistrati ordinari; militari dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza, del Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza, del Corpo degli Agenti di custodia; personale del Corpo forestale dello Stato; funzionari di Pubblica sicurezza; personale del Corpo di Polizia femminile; personale civile dell’Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena; vigili del fuoco; appartenenti alle Forze armate dello Stato in servizio di ordine pubblico o di soccorso;
  • agli orfani o, in alternativa, al coniuge superstite di coloro che siano morti per fatto di lavoro, ovvero siano deceduti a causa dell’aggravarsi delle mutilazioni o infermità che hanno dato luogo a trattamento di rendita da infortunio sul lavoro.

Come avviene la visita medica?

L’accertamento del grado di disabilità degli invalidi del lavoro è rimesso all’Inail che si avvale delle commissioni mediche dell’Asp.

Tale accertamento si conclude con una relazione da formulare entro 4 mesi dalla prima visita e da trasmettere all’Ufficio amministrativo della Asl presso cui opera la Commissione stessa.

La Asl deve inviare copia della relazione alla Commissione provinciale per le politiche del lavoro.

La Commissione di accertamento deve in seguito effettuare delle visite di controllo del disabile per verificare lo stato invalidante e la misura della capacità. La periodicità di tali visite è stabilita dalla stessa Commissione. 

La visita di controllo viene effettuata immediatamente in caso di specifica richiesta del disabile o da parte dell’azienda.

Quali aziende sono obbligate all’assunzione del disabile?

I datori di lavoro obbligati ad effettuare tali assunzioni sono tutti quelli (pubblici e privati) che impiegano più di 15 dipendenti. 

Risultano invece completamente esentati i datori di lavoro che occupano un numero di dipendenti non superiore a 15. 

In particolare, per i lavoratori diversamente abili:

  • i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti devono assumere un solo lavoratore disabile;
  • i datori di lavoro che occupano da 36 a 50 dipendenti devono assumere 2 lavoratori disabili;
  • i datori di lavoro che occupano più di 50 dipendenti devono assumere una quota pari al 7% degli occupati.

Invece, per le categorie protette:

  • i datori di lavoro che occupano da 51 a 150 dipendenti devono assumere 1 lavoratore;
  • i datori di lavoro che occupano oltre i 150 dipendenti devono assumere l’1% degli occupati.

Chi accerta l’invalidità? 

L’accertamento delle condizioni di disabilità che danno diritto all’iscrizione negli elenchi del collocamento obbligatorio è effettuato da soggetti diversi a seconda che si tratti di invalidi civili (commissioni mediche dell’Asl), invalidi per lavoro (Inail) e invalidi di guerra e per servizio (D.P.R. 915/ 1978). 

Quali sono i diritti dei disabili assunti?

I disabili assunti obbligatoriamente hanno gli stessi diritti e trattamenti economici previsti dalla legge e dai contratti collettivi per tutti gli altri lavoratori. 

Il datore di lavoro non può richiedere al disabile una prestazione non compatibile con le sue minorazioni. 

Nell’ipotesi in cui vi sia un aggravamento delle condizioni di salute del lavoratore o vi sia una significativa variazione dell’organizzazione del lavoro, il disabile può chiedere che venga accertata la compatibilità delle mansioni affidategli con il proprio stato di salute. Nelle medesime ipotesi, è stabilito lo stesso diritto a favore del datore di lavoro al fine di accertare la possibilità per il disabile di continuare a essere utilizzato in azienda. Qualora venga riscontrato un aggravamento delle condizioni di salute del disabile che sia di per sé incompatibile (o sia reso incompatibile dall’organizzazione del lavoro) con la prosecuzione della prestazione, egli ha diritto alla sospensione non retribuita del rapporto di lavoro fino a quando l’incompatibilità persiste. 

Quando si può licenziare il lavoratore disabile?

Il rapporto può essere risolto quando, anche attuando i possibili adattamenti dell’organizzazione del lavoro, la commissione dell’Asl accerta la definitiva impossibilità di reinserire il disabile nell’azienda. 

Il datore di lavoro può ovviamente procedere alla risoluzione del rapporto nel rispetto delle cause previste per gli altri lavoratori: licenziamento per motivi economici o per riduzione del personale (cosiddetto licenziamento per giustificato motivo oggettivo) e per motivi disciplinari (cosiddetto licenziamento per giustificato motivo soggettivo e licenziamento per giusta causa). 

In particolare, il licenziamento per riduzione del personale è annullabile se, al momento della cessazione del rapporto, il numero dei dipendenti occupato obbligatoriamente è inferiore a quello stabilito dalla legge. 

In caso di risoluzione del rapporto con il disabile, il datore deve darne comunicazione entro 10 giorni ai competenti uffici, per ottenere la sostituzione del lavoratore con un altro avente diritto all’avviamento obbligatorio.

Come si presenta la domanda di assunzione?

I datori di lavoro devono presentare la richiesta di autorizzazione al ministero del Lavoro– Direzione generale mercato del lavoro, e consegnare copia della richiesta a ciascun servizio regionale nel cui ambito territoriale occupano dipendenti. La domanda deve indicare:

  • il provvedimento e la data di trasformazione da ente pubblico in soggetto privato;
  • il numero totale dei dipendenti in servizio a tale data con l’indicazione dei lavoratori assunti ai sensi della normativa in materia di assunzioni obbligatorie (tali notizie devono essere fornite, separatamente, sia per l’intero territorio nazionale che per ciascuna provincia in cui l’impresa occupa dipendenti);
  • i motivi per i quali viene chiesta l’autorizzazione a adempiere gradualmente agli obblighi occupazionali;
  • l’indicazione dei servizi regionali cui è stata consegnata la domanda stessa. Il ministero del Lavoro rilascia l’autorizzazione entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta.

 



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