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Si può registrare di nascosto l’avvocato? 

20 Luglio 2021 | Autore:
Si può registrare di nascosto l’avvocato? 

È consentito registrare un colloquio a voce, o una conversazione telefonica, con il proprio legale a sua insaputa? Si può usare il contenuto contro di lui? 

Il tuo avvocato ti sta chiedendo una parcella più alta di quella concordata. Tu ritieni che questo ulteriore compenso non sia dovuto; non sei soddisfatto del suo operato e contesti il modo con cui ha espletato il suo incarico professionale. Così hai chiesto un colloquio chiarificatore. La tua idea è quella di “incastrarlo” facendogli fare ammissioni compromettenti, che un domani potresti utilizzare contro di lui. Ma si può registrare di nascosto l’avvocato? Questo problema coinvolge aspetti delicati, come quello della privacy e dell’inviolabilità degli studi legali.

Di recente, la Corte di Cassazione, in una nuova sentenza resa a Sezioni Unite [1], ha dato una risposta abbastanza permissiva: la registrazione della conversazione è lecita anche quando avviene clandestinamente, all’insaputa dell’avvocato, purché l’interlocutore sia presente all’intero colloquio e utilizzi il contenuto per far valere un proprio diritto in sede giudiziaria, senza divulgarlo a terzi. 

Registrare di nascosto una conversazione con l’avvocato è lecito?

Per la Cassazione [2] la registrazione di una conversazione effettuata da un soggetto che partecipa ad essa non costituisce un’intercettazione, neppure se è fatta in modo clandestino, cioè di nascosto, perché è una «forma di memorizzazione fonica di un fatto storico». Quindi, se l’interlocutore è stato presente al colloquio, la registrazione fatta di nascosto è lecita.

La conseguenza pratica più importante è che tale registrazione può essere veicolata in un documento (ad esempio, il file audio viene trasfuso su un cd e il contenuto viene trascritto) e così diventa utilizzabile in un processo civile o penale, quando serve per far valere un diritto in giudizio. Sono però salvi i divieti di divulgazione del suo contenuto all’esterno, quindi la conversazione non può essere diffusa, come vedrai tra poco. 

Quando si può usare una conversazione registrata di nascosto?

Le condizioni essenziali per la legittima utilizzabilità delle registrazioni di conversazioni sono, quindi, due: 

  • che l’autore della registrazione abbia «effettivamente e continuativamente partecipato o assistito alla conversazione registrata» [3]: deve avervi preso parte per tutto il tempo del suo svolgimento; 
  • che il contenuto del dialogo venga utilizzato dall’autore della registrazione in un processo, civile o penale, «con la specifica finalità di precostituire una prova da far valere in giudizio» [4]; dunque, deve servire ad esercitare un proprio diritto in sede giudiziaria. 

Quando registrare una conversazione di nascosto è reato?

Il significato di questi limiti è evidente: non potrai, ad esempio, iniziare una conversazione con l’avvocato e poi allontanarti, lasciando il microregistratore o lo smartphone acceso, in modo da continuare a captare il prosieguo del colloquio al quale tu non partecipi e ascoltare i dialoghi del professionista con altri in tua assenza; tantomeno potrai collocare una microspia nel suo studio. Se lo facessi, commetteresti il reato di interferenze illecite nella vita privata [5], punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. 

Quindi, devi essere costantemente presente alla conversazione che stai registrando all’insaputa del tuo interlocutore. Inoltre, puoi registrare esclusivamente per acquisire la prova di un tuo diritto che intendi far valere davanti al giudice; altrimenti, in qualsiasi altro caso e per qualunque motivo, registrare una conversazione di nascosto è reato.

La conversazione registrata di nascosto fa prova?

Cosa può fare colui contro il quale la conversazione è prodotta, cioè chi si vede esibire in tribunale la registrazione di un nastro o un cd contenente le parole che ha pronunciato? Il mezzo tecnico con cui il colloquio è stato raccolto e trascritto è un documento costituito da una «riproduzione meccanica» e, perciò, secondo le regole sulla formazione della prova nel processo civile [6], chi vuole contestare quella prova documentale deve disconoscerla espressamente, altrimenti essa avrà pieno valore.

Il disconoscimento può essere compiuto in vari modi: ad esempio, sostenendo che la conversazione non è mai avvenuta, o si è svolta in una data diversa, che la voce dell’interlocutore era di un’altra persona, o che le espressioni pronunciate sono state tagliate, distorte e manipolate. Ma tutti questi elementi devono essere dedotti, afferma la Suprema Corte «in modo chiaro e circostanziato», perciò la contestazione non potrà essere generica. 

Anche nel processo penale la conversazione è assimilata ad un documento [7], ma il suo contenuto è liberamente apprezzabile dal giudice e l’imputato potrà contestarla nelle proprie difese con qualsiasi mezzo, ad esempio facendone valere l’inattendibilità e il modo in cui le frasi sono state pronunciate e carpite, oppure inserendo quelle espressioni in un contesto diverso, per attribuire ad esse un altro significato plausibile.

Registrazione colloquio con l’avvocato e limiti privacy 

Abbiamo visto che registrare di nascosto una conversazione con il proprio avvocato è tendenzialmente lecito, se rispetta le basilari condizioni che ti abbiamo indicato. Ma l’utilizzo del contenuto così acquisito soggiace anche ai limiti imposti dalla normativa sulla privacy. Il file registrato, e la sua trascrizione testuale, può essere utilizzato solo in una causa per far valere un proprio diritto, ma non può essere mai divulgato a terzi, neanche diffondendolo a mezzo stampa, via WhatsApp o sui social network, rendendolo così conoscibile a una pluralità di persone. 

In sostanza, gli unici soggetti legittimati ad apprendere il contenuto delle registrazioni dei colloqui con il proprio legale sono l’autorità giudiziaria e le forze di Polizia, che hanno l’obbligo di riferire al giudice. La diffusione ad altre persone delle frasi pronunciate nelle conversazioni carpite all’insaputa dell’interlocutore è sempre illecita ai sensi della normativa sulla protezione dei dati personali, tranne nel caso in cui sia necessaria per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca [8], e chi la compie è anche tenuto al risarcimento dei danni.

È interessante notare che, nella nuova sentenza che abbiamo commentato, la Cassazione non si è posta il problema della liceità della captazione di una conversazione avvenuta all’interno di uno studio professionale, che per legge è equiparato ad un luogo di privata dimora. In passato, la giurisprudenza aveva ritenuto illegittime queste registrazioni, come ti abbiamo spiegato nell’articolo “Vietato intercettare quello che dice l’avvocato“.


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 20384 del 16.07.2021.

[2] Cass. S.U. n.36747/2003.

[3] Cass. sent. n. 13810/2019.

[4] Cass. sent. n.12347/2021 e n. 3851/2016.

[5] Art. 615 bis Cod. pen.

[6] Art. 2712 Cod. civ.

[7] Art. 234 Cod. pen.

[8] Art. 13 e art. 26 D.Lgs. n. 169/2003 (ora Reg. UE n. n. 2016/679); art. 617 septies Cod. pen.


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1 Commento

  1. Il mio avvocato voleva fare il furbetto. L’avevo capito sib da subito, ma ho voluto fidarmi di lui senza fare il malizioso sulle sue intenzioni. All’inizio avevamo pattuito un prezzo per il suo compenso. Gli avevo dato un acconto. Poi, al momento di chiusura dei nostri accordi ha detto che non aveva mai ricevuto alcun anticipo e la somma da pagare era così lievitata. Un giorno, disperato per òa situazione, sono andato al suo studio ed ho registrato la conversazione perché volevo tutelarmi e non potevo permettermi di cacciare e regalargli altri soldi, quindi ho provato a fargli sputare il rospo e lui era senza scrupoli, uno di quelli che venderebbe anche sua madre al miglior offerente. Però, sono riuscito a trovare una prova a mio favore visto che all’inizio, cioè al momento di conferimento dell’incarico, aveva scritto su una carta le somme da versare e quindi c’era la sua grafia. quando gliel’ho mostrata lui ha sgranato gli occhi perché non ricordava quella vicenda avendo sempre a che fare con tanti clienti. Così ha fatto dietro front senza che lo portassi in tribunale

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