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Legge 104: spetta la pensione?

29 Luglio 2021 | Autore:
Legge 104: spetta la pensione?

Il lavoratore riconosciuto portatore di handicap in situazione di gravità ha diritto a un trattamento pensionistico?

A seguito della verifica della tua situazione di salute, effettuata dall’apposita commissione medica Asl, ti è stato riconosciuto un handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 104 [1]. Vuoi dunque sapere se per il riconoscimento della legge 104 spetta la pensione.

A questo proposito, devi innanzitutto fare attenzione a non confondere l’handicap con l’invalidità e con la non autosufficienza. L’invalidità, infatti, consiste nella riduzione della capacità lavorativa della persona, derivante da un’infermità o da una menomazione; se la persona non è in età lavorativa (cioè se si tratta di un minorenne o di una persona con almeno 67 anni di età), per valutare l’invalidità non ci si riferisce alla capacità lavorativa, ma alla capacità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

L’handicap, invece, è lo svantaggio sociale derivante da un’infermità o una menomazione; nello specifico, è considerato portatore di handicap chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa. L’handicap può essere riconosciuto non grave, in situazione di gravità o superiore ai due terzi. La disabilità può inoltre essere motoria, sensoriale, intellettiva o psichica; qualora due o più di queste condizioni siano contemporaneamente presenti, si parla di pluridisabilità.

Ancora diversa è la condizione di non autosufficienza, che consiste nell’impossibilità permanente di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza, o di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

La pensione, intesa sia come trattamento di previdenza (che richiede un requisito contributivo minimo), che come trattamento di assistenza (connesso cioè alla situazione di bisogno del disabile), non spetta per il solo riconoscimento dell’handicap, quindi della legge 104. Può spettare, però, in relazione al riconoscimento dell’invalidità o della non autosufficienza.

Inoltre, bisogna osservare che la pensione anticipata per lavoratori precoci, con 41 anni di contributi e l’Ape sociale (un trattamento di accompagnamento alla pensione che è riconosciuto a partire dai 63 anni) spettano, in relazione alla legge 104, ai cosiddetti caregiver, cioè a quei lavoratori che non sono portatori di handicap in prima persona, ma assistono un familiare con disabilità grave (ne abbiamo parlato nella Guida alla legge 104).

Pensione d’invalidità civile

La pensione d’invalidità civile, o più precisamente l’assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, è un assegno di assistenza erogato dall’Inps a chi possiede un’invalidità civile riconosciuta dal 74% al 99%, se è disoccupato e non supera determinati limiti di reddito.

Questo assegno d’invalidità, per il 2021, ammonta a 287,09 euro al mese. Il limite di reddito personale annuo che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 4.931,29 per il 2021.

In presenza di determinate condizioni, sull’assegno spetta una maggiorazione pari a 10,33 euro.

Pensione d’inabilità civile

La pensione d’inabilità civile è un altro trattamento di assistenza, riconosciuto dall’Inps agli invalidi civili totali, cioè con invalidità riconosciuta in misura pari al 100%. La pensione ha lo stesso importo dell’assegno di assistenza, dunque, per il 2021, è pari a 287,09 euro mensili.

Il limite di reddito personale che consente di aver diritto alla prestazione, però, è più alto rispetto al limite valido per l’assegno di assistenza, essendo pari a 16.982,49 euro annui per il 2021. Inoltre, non è richiesto lo stato di disoccupazione.

In presenza di specifiche condizioni, anche in questo caso, spetta una maggiorazione pari a 10,33 euro.

L’importo della pensione d’inabilità civile può inoltre beneficiare dell’incremento al milione, sino a 651,51 euro mensili.

Per avere diritto al beneficio dell’incremento al milione, gli invalidi civili totali devono soddisfare i seguenti requisiti di reddito:

  • redditi propri non superiori a 8.469,63 euro (il valore corrisponde all’importo massimo della pensione con incremento al milione, ossia a 651,51 euro, moltiplicato per 13 mensilità), qualora il beneficiario non sia sposato;
  • redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro e redditi propri cumulati con quelli del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro, qualora il beneficiario sia sposato e non legalmente ed effettivamente separato.

A coloro il cui reddito annuo risulta nella fascia tra 8.469,63 e 16.982,49 euro è garantita comunque la pensione d’inabilità civile da 286,81 euro.

Assegno sociale sostitutivo

L’assegno sociale sostitutivo, o derivante dall’invalidità civile, è concesso ai beneficiari di pensione d’inabilità o invalidità civile che hanno compiuto i 67 anni di età, proprio come l’assegno sociale ordinario. In sostanza, al compimento dell’età pensionabile, il trattamento di assistenza spettante per l’invalidità si trasforma in assegno sociale sostitutivo.

L’importo dell’assegno sociale sostitutivo, per il 2021, è pari a:

  • 374,85 euro mensili per gli invalidi civili parziali, con un limite di reddito personale annuo pari a 4.931,29 euro; a determinate condizioni è possibile ottenere gli aumenti da 85,35 e 12,92 euro mensili;
  • 374,85 euro mensili per gli invalidi civili totali, con un limite di reddito personale pari a 16.982,49 euro all’anno; a determinate condizioni è possibile ottenere la maggiorazione base dell’assegno sociale.

Ricordiamo che l’assegno sociale sostitutivo è maggiorabile sino a 460,28 euro (importo dell’assegno sociale ordinario previsto per il 2021) solo in presenza di determinati requisiti reddituali del pensionato o della coppia.

Qui la tabella Aumento assegno sociale sostitutivo .

Indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento, o accompagno, è una prestazione di assistenza che spetta agli invalidi civili totali, nella misura del 100%, non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza o di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore. L’importo dell’assegno di accompagnamento, per il 2021, è pari a 522,10 euro. Non ci sono limiti di reddito per averne diritto.

Il beneficio economico è riconosciuto per 12 mensilità (non si ha diritto alla tredicesima): l’importo annuale ammonta dunque a 6.265,20 euro. Per approfondire, leggi la Guida all’assegno di accompagnamento.

Assegno ordinario di invalidità

L’assegno ordinario d’invalidità è una prestazione, riconosciuta dall’Inps, che spetta a chi possiede un’invalidità riconosciuta superiore ai 2/3. Ne hanno diritto la generalità dei lavoratori iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria Inps e ad alcuni fondi sostitutivi: ad esempio, l’assegno d’invalidità spetta a chi è iscritto al fondo pensione lavoratori dipendenti, o alle gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti, o alla gestione separata.

L’assegno ordinario d’invalidità non spetta ai dipendenti pubblici ed agli iscritti alle gestioni esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria, che hanno però diritto, al contrario della generalità dei lavoratori, alla pensione per inabilità alle mansioni e a proficuo lavoro.

Perché si possa ottenere l’assegno ordinario d’invalidità è necessario avere:

  • almeno 5 anni di contributi;
  • almeno 3 anni di contributi versati nell’ultimo quinquennio;
  • come esposto, un’invalidità riconosciuta superiore ai 2/3, ossia la riduzione della capacità lavorativa a meno di 1/3: attenzione, non basta il riconoscimento dell’invalidità civile, cioè della riduzione della capacità lavorativa generica, ma è necessario il riconoscimento dell’invalidità al lavoro, valutato sulla base dell’attività svolta in precedenza dall’interessato e di ogni altra occupazione che il lavoratore possa svolgere, in relazione alla sua età, capacità ed esperienza, senza esporre a ulteriore danno la propria salute.

In sostanza, ai fini dell’assegno ordinario di invalidità, si deve rilevare la residua capacità lavorativa in occupazione confacenti alle attitudini dell’interessato.

Per sapere a quanto ammonta l’assegno d’invalidità, bisogna considerare che il trattamento è assimilato alla pensione ed è calcolato allo stesso modo della generalità delle pensioni dirette, cioè:

  • col sistema retributivo o reddituale sino al 31 dicembre 2011 (che si basa sulla media degli ultimi stipendi), poi contributivo (questo sistema si basa invece sulla contribuzione accreditata e sull’età pensionabile), per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col sistema retributivo o reddituale sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: si tratta del cosiddetto sistema misto;
  • col sistema integralmente contributivo per chi non possiede contributi versati alla data del 31 dicembre 1995.

L’assegno ordinario d’invalidità è cumulabile con i redditi da lavoro, ma limitatamente. Per i titolari di assegno di invalidità, difatti, la legge prevede due tipologie di riduzione dell’assegno se il titolare continua a lavorare e supera un determinato limite di reddito. Per approfondire: Guida all’assegno ordinario di invalidità.

Pensione di inabilità al lavoro

Ha diritto alla pensione di inabilità il lavoratore, o il titolare di un assegno di invalidità, che si trova, a causa della sua infermità, nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Non basta, dunque, l’invalidità civile del 100%, né l’inabilità assoluta a una o più mansioni o al proficuo lavoro, ma ci si deve trovare nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa.

Bisogna inoltre possedere almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio: in caso di passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione di inabilità il requisito contributivo nel quinquennio è automaticamente perfezionato.

La pensione di inabilità viene riconosciuta solo in seguito alla cessazione di ogni attività lavorativa ed alla cancellazione da elenchi o albi.

Sino al 31 dicembre 2011, il lavoratore inabile otteneva la pensione sulla base di un’anzianità contributiva, reale o fittizia, massima di 40 anni, qualunque fosse l’età raggiunta alla data della decorrenza della pensione. Ad oggi, la maggiorazione si calcola tenendo come riferimento il limite di 60 anni di età; per approfondire, leggi la guida alla pensione d’inabilità al lavoro.

Pensione di vecchiaia anticipata per inabilità

Per gli invalidi sussiste anche la possibilità di fruire della pensione di vecchiaia anticipata, cioè con un’età pensionabile inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia ordinaria, per i non vedenti e per chi possiede un’invalidità riconosciuta almeno pari all’80%. Oltre al riconoscimento dell’invalidità, però, il lavoratore deve soddisfare diverse condizioni per usufruire dell’agevolazione:

  • possesso di almeno 20 anni di contributi (bastano 15 anni per i beneficiari delle cosiddette deroghe Amato [2]);
  • dal 2019 al 2022, possesso di un’età almeno pari a 61 anni, se uomini, o a 56 anni, se donne; si applica una finestra di 12 mesi;
  • per i non vedenti, i requisiti di età sono pari, rispettivamente, a 56 ed a 51 anni dal 2019 al 2022.

Non sono ammessi al beneficio i lavoratori del settore pubblico ed i lavoratori autonomi.

Pensione, invalidità e legge 104

Abbiamo osservato che le pensioni agevolate, sia nel caso in cui si tratti di prestazioni di assistenza, che di prestazioni di previdenza, sono riconosciute sulla base dell’invalidità dell’interessato, cioè della riduzione della sua capacità lavorativa.

Ma se è riconosciuta la legge 104 è riconosciuta in automatico anche l’invalidità? Spesso, nel concreto, si riscontra che al riconoscimento di un’invalidità totale è accompagnato il riconoscimento dell’handicap in situazione di gravità. Bisogna però osservare che si tratta di due valutazioni differenti e che le due condizioni non devono essere in alcun modo confuse.


note

[1] Art.3 Co.3 L. 104/1992.

[2] D.lgs. 503/1992.

Autore immagine: pixabay.com


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