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Per contestare la multa bisogna aspettare la cartella esattoriale?

20 Luglio 2021
Per contestare la multa bisogna aspettare la cartella esattoriale?

Termini e modalità entro cui impugnare una multa per eccesso di velocità fatta con un autovelox illegittimo. 

Un nostro lettore ha ricevuto una contravvenzione stradale, per superamento del limite di velocità, rilevato tramite un autovelox automatico. Questi sostiene che l’autovelox sia stato collocato in modo illegale dal Comune, avendo questo subito già diverse condanne ad opera del giudice, con conseguente annullamento delle relative multe. Recatosi presso la polizia municipale, un agente gli avrebbe detto che, per contestare la multa bisogna aspettare la cartella esattoriale. Il lettore ci chiede pertanto se questa affermazione corrisponde al vero o se non sia frutto di un errore, ritenendo ingiusto dover prima pagare per poi fare ricorso.  

Il lettore ha ragione: il consiglio che gli è stato dato non è affatto corretto. Sarà bene fornire però alcune importanti precisazioni in merito.

La prima questione da considerare è relativa ai termini per fare ricorso. L’automobilista deve agire, dinanzi al giudice di pace, entro 30 giorni da quando gli è stato notificato a casa il verbale. Se intende invece agire dinanzi al Prefetto deve farlo entro 60 giorni.

Scaduto questo termine, non è più possibile impugnare la multa. Pertanto, è del tutto sbagliata l’affermazione secondo cui per contestare la multa bisogna attendere la cartella esattoriale. Anzi, al contrario, poiché la cartella esattoriale interviene di solito non prima di due anni dall’accertamento, e quindi quando già i termini per fare ricorso sono scaduti, contro di essa non è più possibile sollevare eccezioni. Eccezioni che si dovevano sollevare solo contro il verbale e non contro la cartella. In buona sostanza, eventuali vizi di cui sia affetta la contravvenzione vengono sanati dal decorso del tempo e se anche – come nel caso di specie – l’autovelox dovesse essere illegittimo, contro di esso non si potrà più eccepire nulla. 

Il corretto comportamento dell’automobilista che voglia contestare la multa stradale è quindi quello di proporre ricorso non appena gli arriva la raccomandata a.r. contenente la multa. 

Solo se quest’ultima non dovesse mai essere pervenuta presso la residenza dell’automobilista, per un difetto di notifica, si potrebbe proporre ricorso contro la cartella esattoriale entro 60 giorni dal ricevimento della stessa, presso il giudice di pace. In quella sede, basterà contestare il fatto di non aver mai ricevuto il verbale per poter chiedere l’annullamento della cartella. La validità della cartella presuppone infatti l’avvenuta consegna del cosiddetto “atto prodromico”, ossia la contravvenzione.

Peraltro, si sconsiglia di presentare istanze indirizzate alla polizia municipale. Si tratterebbe di ricorsi in autotutela che non avrebbero alcun valore, non imponendo peraltro una risposta e non sospendendo i termini per il ricorso. 

C’è un ultimo aspetto non meno importante da sottolineare. Il fatto che precedenti sentenze abbiano dichiarato illegittime le contravvenzioni elevate in passato con lo stesso autovelox in questione non significa che esso sia automaticamente illegittimo e quindi lo siano anche le successive multe: intanto perché ogni giudice può avere una propria opinione, contraria a quella dei colleghi (e ciò succede ancor più spesso presso i giudici di pace); in secondo luogo, in quanto ogni fatto è caratterizzato da circostanze differenti e autonome. Sicché, non è detto che la decisione presa in una circostanza debba per forza vincolare quelle successive. 



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