Diritto e Fisco | Articoli

Quando il pagamento di una somma evita il carcere? 

20 Luglio 2021 | Autore:
Quando il pagamento di una somma evita il carcere? 

Quando si applica la conversione delle pene detentive in pene pecuniarie? Come si calcola il ragguaglio tra la detenzione e la corrispondente multa o ammenda?

Se qualche volta hai sfogliato il Codice penale o hai semplicemente letto un articolo di cronaca giudiziaria, avrai scoperto che per molti reati le pene sono alternative: è prevista la reclusione o la multa per i delitti, l’arresto o l’ammenda per le contravvenzioni. Si tratta di un’opzione, prestabilita dalla legge, tra il carcere e il pagamento di una somma, che è pur sempre una sanzione; in concreto, spetta al giudice penale stabilire il tipo e l’entità della pena da irrogare per il reato commesso ed accertato. Ma precisamente quando il pagamento di una somma evita il carcere? E, innanzitutto, esiste davvero questa possibilità?

Il meccanismo italiano di applicazione della pena non ha niente a che vedere con la cauzione tipica dei sistemi americani, dove l’imputato, anche per reati molto gravi, può versare subito un determinato importo di denaro (di solito, cospicuo) per non andare a finire dietro le sbarre.  

Nel nostro ordinamento, però, esiste la conversione della pena detentiva in pena pecuniaria: la sostituzione è stabilita dal giudice, ma è ammessa soltanto quando la pena detentiva non supera un determinato limite. E comunque bisogna operare un ragguaglio: quanto vale, in denaro, un giorno di carcere? Infine, c’è chi versa in condizioni disagiate e preferirebbe stare in prigione, o fruire di una misura alternativa alla detenzione, anziché dover sborsare dei soldi; ma non è un suo diritto e il giudice può respingere tale richiesta.

Quando non si va in carcere nonostante una sentenza di condanna?

Iniziamo con lo sgombrare il campo dai casi in cui non si va in carcere nonostante sia stata pronunciata una sentenza di condanna a una pena detentiva. Le possibilità concrete sono le seguenti: 

  • ottenere la sospensione condizionale della pena, che è prevista quando la pena detentiva non supera i due anni di reclusione (che diventano due anni e mezzo per gli infraventunenni e gli ultrasettantenni e tre anni per i minori di 18 anni); il giudice la concede a chi non era già stato condannato in passato per un delitto, se «presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati» [1]; 
  • beneficiare di una misura alternativa alla detenzione [2], come la detenzione domiciliare, l’affidamento in prova ai servizi sociali, la semilibertà e la liberazione anticipata; queste misure vengono applicate dal tribunale di sorveglianza per limitare il carcere ai soli casi in cui esso è indispensabile per la rieducazione del condannato.  

Sostituzione pena detentiva in pena pecuniaria: condizioni 

Al di là dei casi che abbiamo esaminato, è possibile operare la sostituzione della pena detentiva in pena pecuniaria quando la pena irrogata non è di durata superiore a sei mesi di reclusione (se invece arriva fino ad un anno, il carcere può essere sostituito con la libertà controllata e, fino a due anni con la semidetenzione). 

La legge [3] dispone che il giudice ha un «potere discrezionale» (dunque, non un dovere) di sostituire la pena detentiva e tra le tre opzioni che abbiamo indicato – pena pecuniaria, libertà controllata o semidetenzione – sceglie «quella più idonea al reinserimento sociale del condannato».

Inoltre, il giudice: 

  • non può sostituire la pena detentiva «quando presume che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato» [4]; 
  • deve sempre motivare, nel provvedimento adottato, le ragioni della sua scelta.  

Sostituzione pena detentiva in pena pecuniaria: il ragguaglio 

Per determinare l’ammontare della pena pecuniaria in sostituzione della pena detentiva il giudice opera un ragguaglio delle pene. La formula di calcolo stabilita dalla legge [5] prevede che 250 euro equivalgono ad un giorno di pena detentiva.

Quindi, se la pena detentiva è quella della reclusione, si convertirà nella corrispondente multa, che è la pena pecuniaria stabilita per i delitti; se la pena detentiva è l’arresto (e dunque il reato è contravvenzionale) la conversione avverrà nell’ammenda. 

Durante una lite, Giovanni ha dato un pugno ad un ragazzo ed è stato condannato ad un mese di reclusione per il reato di lesioni personali [6]. Il giudice converte questa pena detentiva in una multa di 7.500 euro (250 euro al giorno per 30 giorni).

Come beneficiare dell’oblazione?

C’è ancora un altro modo per evitare il carcere pagando una somma di denaro: è l’oblazione penale, una facoltà rimessa alla scelta dell’imputato, ma solo per le contravvenzioni e mai per i delitti. Esistono due tipi di oblazione:

  • obbligatoria, per i reati puniti solo con la pena dell’ammenda: qui l’imputato può estinguere il reato pagando una somma pari ad un terzo del massimo della pena edittale; il giudice deve concedere il beneficio se la domanda è presentata prima dell’apertura del dibattimento o dell’emissione del decreto penale di condanna;
  • facoltativa, per i reati puniti con le pene congiunte dell’arresto e dell’ammenda. In questo caso, il giudice può (con valutazione discrezionale) ammettere il contravventore a pagare una somma corrispondente alla metà del massimo dell’ammenda stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa.

Marco è imputato del reato di inosservanza di un provvedimento dell’autorità [7] per non aver ottemperato all’ordine di chiusura del suo locale emesso dal sindaco per motivi di igiene. Prima dell’inizio del processo, deposita la domanda di oblazione facoltativa. Il giudice gliela concede e lo ammette a pagare 103 euro (la metà del massimo edittale dell’ammenda di 206 euro).

Pena pecuniaria: che succede se il condannato non può pagare? 

Per prevenire possibili insolvenze nel pagamento della pena pecuniaria stabilita, la legge [8] impone al giudice, quando decide di applicare la conversione, di tenere conto della «condizione economica complessiva dell’imputato e del suo nucleo familiare». Inoltre, se il soggetto si trova in difficoltà economiche, il giudice può disporre il pagamento della multa o dell’ammenda in rate mensili, da un minimo di tre a un massimo di trenta; le rate non possono essere inferiori a 15 euro ciascuna [8].

In un singolare caso deciso di recente dalla Corte di Cassazione [10], un condannato aveva reclamato perché il giudice gli aveva irrogato la pena pecuniaria, ma lui avrebbe preferito la libertà controllata, essendo in condizioni di povertà. La Suprema Corte, però, ha respinto il ricorso, affermando che «la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria è consentita anche in relazione a condanna inflitta a persona in condizioni economiche disagiate». 

Il Collegio ha poi sottolineato che il giudice, quando dispone la sostituzione di una pena detentiva breve nella pena pecuniaria corrispondente, deve valutare, per legge [11], solo le «condizioni di vita individuale, familiare e sociale dell’imputato», ma non anche le sue condizioni economiche.


note

[1] Art. 164 Cod. pen.

[2] L. n. 354 del 26.07.1975.

[3] Artt. 53 e ss. L. n. 689/1981.

[4] Art. 50 L. n.689/1981.

[5] Art. 135 Cod. pen.

[6] Art. 582 Cod. pen.

[7] Art. 650 Cod. pen.

[8] Art. 53, co. 2, L. n. 689/1981.

[9] Art. 133 ter Cod. Pen.

[10] Cass. sent. n. 27889 del 19.07.2021.

[11] Art. 133 Cod. pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube