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Quanto costa mettere un ascensore in condominio?

29 Luglio 2021 | Autore:
Quanto costa mettere un ascensore in condominio?

I tipi di impianto, le caratteristiche obbligatorie per legge ed i costi di installazione e delle opere murarie. Come deve decidere l’assemblea.

Chi lo usa per salire al primo piano viene accusato di essere pigro. Chi non lo usa pur dovendo arrivare al settimo piano viene applaudito come un eroe. Quando arriveranno ad una certa età, però, quello del primo piano continuerà con la vecchia abitudine mentre quello del settimo piano si arrenderà all’evidenza e si fermerà nell’androne di casa per prendere l’ascensore insieme al vicino. Mai condannare quello che oggi non serve, mai pensare che sarà una spesa inutile: prima o poi, la vecchiaia passa il conto e si renderà necessario un aiuto. In questo caso, per evitare pesanti rampe di scale. Ma quanto costa mettere un ascensore in condominio? Davvero vale la pena farsi tentare ogni volta che si arriva a casa e rischiare di scegliere sempre la comodità anziché un po’ di esercizio?

Il vantaggio di installare un apparecchio di questo tipo in un edificio con più unità immobiliari, oltre a quello di arrivare davanti alla porta di casa con il minimo sforzo, è quello di poter dividere la spesa tra tutti i condòmini. Ciò non vuol dire, però, che si tratterà di qualche centinaio di euro: a seconda del tipo di ascensore, del tipo di cabina e del lavoro materiale da fare si può arrivare a superare i 20mila euro. Che in un edificio con 10 appartamenti significherebbe almeno 2.000 euro a testa. Come si raggiunge questa cifra? Ci sono delle agevolazioni fiscali? Quanto costa mettere un ascensore in condominio? Vediamo.

Ascensore in condominio: quali tipi?

La funzione è sempre una sola: portare su e giù chi sale sulla cabina e schiaccia il tasto del piano da raggiungere. Ma non tutti gli ascensori sono uguali. Ci sono delle differenze non soltanto a livello di design ma anche per quanto riguarda il meccanismo che li fa funzionare.

Quelli più utilizzati sono gli ascensori elettrici che, come si può ben immaginare, funzionano grazie alla corrente elettrica. Meno utilizzati, invece, gli ascensori oleodinamici, che si muovono grazie alla pressione generata da un liquido. Se il costo di installazione è più basso rispetto al primo, sono la manutenzione e la gestione dell’ascensore a penalizzare questa scelta, oltre al fatto che la velocità lascia un po’ da desiderare e che il numero delle corse è limitato a causa del possibile riscaldamento del liquido.

Ascensore in condominio: cosa dice la legge?

Elettrici o idraulici che siano, gli ascensori in condominio devono rispettare le più elementari regole di sicurezza.

La normativa impone che gli ascensori abbiano:

  • un rischio minimo di caduta della cabina;
  • l’accesso agevole per i disabili;
  • dispositivi in grado di evitare la caduta libera della cabina in caso di mancanza di corrente elettrica;
  • strumenti capaci di favorire l’evacuazione in caso di pericolo o di guasto;
  • dispositivi per comunicare con l’esterno in situazione di emergenza o di necessità.

Inoltre, chi fabbrica o installa l’ascensore deve seguire alcune indicazioni obbligatorie, ovvero:

  • i fabbricanti sono tenuti a garantire che i componenti di sicurezza siano conformi, altrimenti devono provvedere al loro ritiro;
  • gli installatori hanno l’obbligo di verificare la conformità dell’ascensore ai requisiti di salute e di sicurezza e di conservare tutta la documentazione tecnica;
  • gli importatori e i distributori devono controllare che il fabbricante abbia eseguito la necessaria procedura di valutazione di conformità prima di introdurre un componente di sicurezza sul mercato.

Negli edifici residenziali di nuova edificazione, l’ascensore deve avere:

  • una cabina di almeno 1,30 metri di profondità e 0,95 metri di larghezza;
  • una porta con luce netta minima di 0,80 metri posta sul lato corto;
  • una piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 1,50 x 1,50 metri.

In caso di adeguamento di edifici preesistenti, se non ci sono alternative migliori, l’ascensore può avere:

  • una cabina di almeno 1,20 metri di profondità e 0,80 metri di larghezza;
  • una porta con luce netta minima di 0,75 metri posta sul lato corto;
  • una piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 1,40 x 1,40 metri.

Le porte di cabina e di piano devono essere a scorrimento automatico. Nel caso di adeguamento, la porta di piano può essere del tipo ad anta incernierata purché dotata di sistema per l’apertura automatica. Deve rimanere aperta per almeno 8 secondi. Il tempo di chiusura non può essere inferiore a 4 secondi.

C’è, poi, l’aspetto legato alla verifica obbligatoria dell’ascensore. Escludendo il guasto improvviso che costringe a chiamare il tecnico, i controlli vanno fatti secondo questi criteri:

  • una volta l’anno per quanto riguarda la manutenzione periodica eseguita da personale specializzato e munito di abilitazione oppure da una ditta specializzata;
  • ogni due anni (manutenzione biennale), per quanto concerne il controllo svolto dagli enti competenti (l’Arpa, l’Asl, il ministero del Lavoro, ecc.). Il proprietario (in questo caso, il condominio) deve ricevere dalla persona che ha eseguito la verifica il verbale dell’ispezione. Se l’esito della verifica è negativo, l’impianto viene bloccato fino alla piena messa in sicurezza dopo aver risolto il problema rilevato.

Da aggiungere, infine, che tutti gli ascensori devono riportare la marcatura CE ben visibile all’interno della cabina, dove ci deve essere anche la targa che indica:

  • chi effettua la manutenzione;
  • il nome dell’installatore;
  • il numero di matricola;
  • la portata massima in termini di peso e di numero di persone.

Ascensore in condominio: quanto costa?

La forbice tra il costo minimo e massimo di un ascensore in condominio è piuttosto aperta. In linea generale, si può dire che l’installazione di un ascensore elettrico può andare tra gli 8mila ed i 20mila euro, mentre per un impianto oleodinamico ci vogliono dai 6mila ai 14mila euro. Il tutto senza i costi dell’opera muraria, che possono viaggiare tra i 4mila e i 10mila euro.

Questa variabilità tra il minimo e il massimo dipende da diversi fattori: dall’estetica ai materiali utilizzati fino al numero di piani da raggiungere.

Tuttavia, c’è da ricordare che i lavori per mettere un ascensore in condominio beneficiano della detrazione fiscale del 50% in quanto opere di ristrutturazione dell’edificio. Lo sconto si recupera in dieci quote annuali di pari importo.

L’installazione deve essere approvata dall’assemblea del condominio con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.



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