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Cosa succede se un minore di 14 anni compie un reato?

21 Luglio 2021
Cosa succede se un minore di 14 anni compie un reato?

Minore imputabile e minore non imputabile: le conseguenze penali e il risarcimento del danno; la responsabilità dei genitori. 

La nostra legge, e in particolare l’articolo 98 del Codice penale, stabilisce che il minore di 18 anni, che ha compiuto almeno 14 anni, è responsabile per i reati da questi commessi. La pena viene comunque diminuita rispetto a quella prevista per i maggiorenni. Invece, cosa succede se un minore di 14 anni compie un reato? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cos’è l’imputabilità penale?

Quando si parla di «imputabilità» ci si riferisce alla capacità di un soggetto di poter essere imputato in un processo penale e, quindi, di rispondere penalmente delle proprie azioni. 

Quando si acquista l’imputabilità penale?

Per l’ordinamento italiano l’imputabilità si acquista a partire da 14 anni. Questo significa che il minorenne che ha già compiuto quattordici anni può essere processato e condannato penalmente. 

La responsabilità penale e civile di chi ha compiuto 14 anni

Da quanto appena detto, è chiaro desumere che chi ha compiuto 14 anni è responsabile di tutti i reati da lui stesso commessi.

Attenzione però: egli risponde solo delle sanzioni penali e non delle conseguenze civili. Questo significa che se, dalla sua condotta, sono derivati anche dei danni alla vittima (o ai familiari della vittima), il minore di 18 anni, anche se maggiore di 14 anni, non è tenuto a pagare il risarcimento. Il risarcimento però spetta ai genitori o al tutore. Sono questi ultimi, in quanto esercenti la potestà sul minorenne, a subire le conseguenze civili dei danni da questi commessi.

Tanto per fare un esempio, se un quattordicenne commette atti di bullismo ai danni di un compagno di classe, costringendolo a cambiare scuola pur di non essere perseguitato, il processo penale verrà intentato nei confronti del minorenne mentre il risarcimento del danno per le conseguenze che tale azione ha avuto sulla vittima e sulla sua famiglia ricadono sui genitori del responsabile.

La ragione di tale impostazione va ricercata in due principi cardine del nostro diritto. Il primo principio vuole che la responsabilità penale sia sempre personale: non può quindi essere “scaricata” su altri soggetti, fossero anche i genitori. Il secondo principio sancisce in capo ai genitori una responsabilità oggettiva di tipo civile per gli illeciti commessi dal figlio in quanto tenuti a dargli una corretta educazione: violato quest’obbligo – cosa che si desume quasi in automatico dal fatto che il giovane abbia commesso un illecito – i genitori sono tenuti a risarcire i danni conseguenti alla sua azione. 

Cosa succede se un minore di 14 anni commette un reato?

Occupiamoci ora dei reati commessi da chi non ha ancora compiuto 14 anni. In questo caso, non c’è imputabilità penale. Pertanto, il responsabile non potrà essere processato e non subirà alcuna condanna per eventuali reati da lui stesso commessi. Né la condanna può essere inflitta ai genitori per via del fatto che – in base a quanto già detto anche per i minori con almeno 14 anni – la responsabilità penale è solo personale.

Per stabilire l’imputabilità si guarda l’età che il responsabile aveva al momento della commissione del reato. Pertanto, se questi dopo qualche giorno dall’illecito compie 14 anni non può comunque essere più processato.

Se tuttavia il minore di 14 anni viene ritenuto pericoloso, il giudice, tenuto specialmente conto della gravità del fatto e delle condizioni morali della famiglia in cui il minore è vissuto, ordina che questi sia ricoverato nel riformatorio giudiziario o posto in libertà vigilata.

Se, per il delitto, la legge stabilisce l’ergastolo, o la reclusione non inferiore nel minimo a tre anni, e non si tratta di delitto colposo, è sempre ordinato il ricovero del minore nel riformatorio per un tempo non inferiore a tre anni.

Come nel caso della responsabilità penale del minorenne con almeno 14 anni, le conseguenze civili del reato, ossia il risarcimento del danno, ricadono sempre sui genitori del minore, tenuti pertanto a pagare i danni alla vittima.



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