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20 cose che deve sapere il proprietario di un animale

28 Ottobre 2021 | Autore:
20 cose che deve sapere il proprietario di un animale

Guida completa con tutti i doveri e le responsabilità dei padroni di animali d’affezione.

Avere con sé un animale domestico comporta delle responsabilità. Lo sanno bene i tanti italiani che accolgono nelle proprie case cani, gatti e altri animali d’affezione. Non tutti, però, sono a conoscenza dei doveri che sorgono dal possedere un animale. Ad esempio, chi vive in condominio deve fare attenzione affinché non sia arrecato disturbo ai vicini. La legge prevede poi numerose sanzioni per chi non ha cura dei nostri amici a quattro zampe. Con questo articolo vedremo quali sono le 20 cose che deve sapere il proprietario di un animale.

Sin da subito, va detto che le responsabilità che provengono dall’avere un animale domestico sono essenzialmente di due tipi: civili e penali. Ebbene sì: il proprietario o anche il semplice detentore di un animale rischia non solo di dover pagare il risarcimento dei danni, ma anche di finire coinvolto in un processo penale in piena regola. Su questo non ci sono dubbi: la Cassazione [1] stabilisce a chiare lettere che il possessore di un animale risponde delle lesioni che questo può provocare ad altre persone. Insomma: se il cane sfugge per un attimo al controllo e morde un passante, scatta il reato. Vediamo dunque quali sono le 20 cose che deve sapere il proprietario di un animale.

Si possono tenere animali in condominio?

Il condominio non può mai vietare di tenere animali, salvo che il regolamento approvato all’unanimità disponga diversamente. Il divieto, ove previsto, riguarda sia i proprietari che gli inquilini (cioè, coloro che vivono in affitto).

Il proprietario dell’animale è comunque tenuto a rispettare la normativa sui rumori e ad evitare che gli strepiti disturbino il riposo o le occupazioni delle persone.

Si possono portare gli animali in ascensore?

Non si può vietare ai condomini di portare gli animali in ascensore, sempre che siano accompagnati dai proprietari o da altre persone a cui siano stati momentaneamente affidati.

L’eventuale divieto può essere però disposto nel regolamento o con delibera dell’assemblea approvata con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti, in rappresentanza di almeno 500 millesimi.

Si possono tenere animali esotici in casa?

La legge consente di detenere animali in condominio, purché siano domestici. Questo significa che il regolamento o una semplice delibera può vietare animali di altro tipo, come quelli esotici (si pensi ai serpenti).

Per legge, poi, è vietata la detenzione degli esemplari di mammiferi e rettili selvatici o provenienti da riproduzioni in cattività che, in particolari condizioni ambientali o comportamentali, possono avere effetti mortali o invalidanti per l’uomo. Sono vietati anche gli animali che, se non sottoposti a controlli sanitari o a trattamenti di prevenzione, possono trasmettere malattie infettive all’uomo. Fra questi rientrano scimmie, topi, leoni, tigri, pantere, vipere.

Chi contravviene al divieto commette un reato, punito alternativamente con l’arresto o l’ammenda. Si può ottenere l’autorizzazione prefettizia alla detenzione di questi animali pericolosi, purché in possesso di idonee strutture di custodia (gabbie, ecc.).

Si può avere un animale se si abita in affitto?

In caso di affitto, il proprietario non può impedire all’inquilino di portare con sé un animale, a meno che non sia vietato con apposita clausola nel contratto di locazione. L’inquilino è chiaramente responsabile dei danni provocati all’immobile dall’animale.

Escrementi animali: cosa deve fare il padrone?

Il padrone ha l’obbligo di raccogliere gli escrementi lasciati dal cane portando con sé gli strumenti necessari alla raccolta e allo smaltimento (sacchettino di plastica). Diversamente, potrebbe anche essere denunciato per il reato di getto pericoloso di cose.

Chi è responsabile dei rumori degli animali?

Per quanto sia stato affermato il “diritto del cane ad abbaiare” e i regolamenti di condominio non possano inserire clausole che limitino l’accesso di animali nelle case private, il proprietario deve fare in modo che il proprio animale non dia fastidio agli altri condomini, specie nelle ore del riposo.

In caso contrario, la sua responsabilità si estende, in via civile, al risarcimento del danno nei confronti dei vicini e, qualora i latrati dovessero arrecare pregiudizio a un numero di persone indeterminato, scatterebbe anche la responsabilità penale per disturbo alla quiete e al riposo altrui. Il giudice penale potrebbe disporre perfino il sequestro dell’animale rumoroso.

Se si prova che l’animale è molesto, se ne può chiedere l’allontanamento al giudice, se del caso con richiesta di provvedimento d’urgenza, con divieto assoluto di ritorno nell’edificio condominiale.

Quando non c’è responsabilità del proprietario del cane?

La responsabilità del proprietario del cane viene meno nell’ipotesi di caso fortuito, come in presenza di comportamenti della vittima imprevedibili e/o eccentrici. Si pensi a una persona che tira la coda al cane o gli dà un pugno sul muso.

Si deve dunque trattare di un evento impensabile che si inserisce all’improvviso nell’azione dell’animale, superando ogni possibilità di resistenza o contrasto da parte dell’uomo. Non basta quindi la prova dell’uso della normale diligenza nella custodia dell’animale o della mansuetudine dello stesso.

Così, è stato ritenuto responsabile il proprietario di un cane che ha morso dei bambini dopo che questi gli avevano tirato la coda. L’animale, infatti, doveva portare la museruola o, in alternativa, il padrone era tenuto a evitare che i minori – inesperti delle reazioni degli animali – entrassero in contatto con il quadrupede.

Cosa succede se il cane provoca un incidente stradale?

Se il cane scappa dalle mani del padrone e, attraversando la strada, provoca un incidente stradale, il proprietario dovrà risarcire tutti i danni causati dall’animale.

Lo stesso dicasi per il cane che invade la sede stradale e fa cadere un motociclista o un ciclista procurando loro delle lesioni. In caso di danni alla salute delle persone coinvolte, può scattare anche il reato di lesioni personali, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Morso del cane: è reato?

Se il cane, scappato di casa o dalla custodia del padrone, morde un passante, allora scatta il reato. In particolare, il proprietario – o colui che lo aveva in custodia in quel momento – è responsabile penalmente per il reato di lesioni personali colpose. Oltre a ciò, la vittima può chiedere il risarcimento di tutti i danni fisici ed economici riportati a seguito dell’aggressione.

Non viene meno la responsabilità del proprietario se il cane scappa rompendo la catena o il guinzaglio al quale è legato.

La Cassazione ha precisato che l’obbligo di custodia del cane non è limitato soltanto agli animali feroci, ma si estende anche agli animali domestici o di compagnia, quale è il cane di solito mansueto, nei cui confronti ugualmente il padrone è obbligato ad adottare le cautele (quali il guinzaglio e la museruola) idonee a proteggere i terzi dalle sue reazioni prevedibili.

Cosa succede se un animale ne aggredisce un altro?

Cosa accade se la vittima di un’aggressione non è una persona ma un altro animale? Classico esempio è quello del cane che azzanni un suo simile mentre sta a passeggio. In questa ipotesi, il padrone dell’animale ferito o, addirittura, ucciso potrà sporgere denuncia, rispettivamente, per il reato di maltrattamento o uccisione di animali. Si ha inoltre diritto al risarcimento dei danni.

Chi è responsabile dell’animale domestico?

A rispondere di tutte le lesioni provocate dal cane non è solo il suo proprietario ma anche il detentore, colui cioè che lo tiene in custodia anche provvisoriamente (si pensi al partner che porta a passeggio l’animale, al dog sitter, al vicino di casa che accetta di accudire l’animale quando il padrone è assente).

È reato se il cane scappa di casa?

Far scappare il cane di casa o dal giardino, per non averlo assicurato a una corda o a una catena, è un semplice illecito amministrativo e non un reato. Ciò però vale solo se il cane è di grosse dimensioni o comunque ritenuto pericoloso. Non opera quindi nel caso di cani di piccola taglia. La sanzione va da 25 a 258 euro.

È obbligatorio il microchip per gli animali?

Il microchip è obbligatorio solo per i cani, non per gli altri animali d’affezione. L’animale va poi registrato all’anagrafe canina al fine di combattere il randagismo.

Il proprietario deve procedere alla registrazione tramite microchip entro i 2 mesi di vita dell’animale. Si può procedere anche successivamente a tale termine, attraverso il proprio veterinario o l’Asl, ma pagando la sanzione per il superamento dei limiti di età.

È possibile registrare anche altri animali da compagnia, come ad esempio i gatti, per i quali tuttavia non c’è un preciso obbligo di legge (salvo particolari previsioni a livello regionale).

Guinzaglio e museruola sono obbligatori?

Tra i comportamenti richiesti al proprietario del cane vi è l’obbligo del guinzaglio – che non può essere più lungo di un metro e mezzo – ogni volta che si porta a passeggio l’animale in luoghi pubblici o aperti al pubblico, salvo nelle aree apposite per cani individuate dai comuni.

La museruola va portata con sé ed applicata solo qualora vi sia il rischio per l’incolumità di persone o di altri animali oppure su richiesta delle autorità competenti.

A chi si può lasciare in affidamento il proprio animale domestico?

Se, in propria assenza, si vuole affidare l’animale domestico a terzi, come ad esempio ai propri figli, è necessario assicurarsi che tali persone siano dotate delle competenze necessarie per assumere le responsabilità conseguenti alla gestione dell’animale. In caso contrario, dei danni provocati dall’animale risponderebbe sempre il proprietario, anche se al momento del fatto non ne aveva la custodia.

È obbligatorio vaccinare gli animali domestici?

La legge italiana non obbliga a vaccinare i propri animali domestici, salvo il caso del vaccino contro la rabbia, nel caso in cui l’animale debba andare all’estero.

Questo argomento può essere approfondito leggendo l’articolo dal titolo “Vaccinazioni obbligatorie cane“.

È possibile portare gli animali in auto?

È consentito trasportare il proprio animale in auto a condizione che non ve ne sia più di uno sulla stessa vettura e che lo stesso venga allocato in modo da non costituire impedimento o pericolo per la guida.

Quando c’è il reato di maltrattamento di animali?

Si può parlare di animali maltrattati ogni volta che questi siano tenuti in condizioni tali da ledere la loro salute: si va dalla denutrizione alle cattive condizioni igieniche; dallo stato di abbandono alle punizioni corporali; dall’allontanamento dei cuccioli dalla madre in età prematura all’uso della catena (corta e stretta) per un periodo di tempo eccessivo; dall’assenza di cuccia o riparo dalle intemperie alle cattive condizioni fisiche.

È reato di maltrattamenti anche fornire una “casa“ inadeguata all’animale: è il caso del cane costretto a vivere in una cuccia di dimensioni troppo ridotte rispetto alla propria taglia.

Quando c’è abbandono di animali?

Secondo la legge, l’abbandono di animali non consiste solamente nella condotta tipica (e deprecabile) del disfarsi di un animale, lasciandolo sul ciglio della strada oppure in un luogo ove non possa trovare la via di casa, ma anche in quella che si concreta nel non curarsi affatto di lui, lasciandolo in balia di sé stesso, anche se in un luogo chiuso come può essere una cuccia oppure la propria abitazione. Pensa ad un cane lasciato per giorni sul balcone, senza acqua sufficiente né cibo.

Per quanto riguarda l’utilizzo del collare elettrico antiabbaio, secondo alcuni giudici questa condotta integra il reato di abbandono di animali, mentre secondo altri quello di maltrattamenti.

Maltrattamenti o abbandono animali: a chi rivolgersi?

Cosa fare in caso di maltrattamenti o abbandono di animali? Semplice: bisogna recarsi dalle forze dell’ordine e denunciare il fatto. Tutti i delitti contro gli animali sono procedibili d’ufficio, nel senso che chiunque vi assista può segnalare il fatto alle autorità competenti (carabinieri, polizia o direttamente alla Procura della Repubblica).

In alcuni casi, poi, è possibile rivolgersi anche ad altri soggetti: è l’ipotesi, ad esempio, dell’animale abbandonato da diverso tempo all’interno di un appartamento, dal quale promanano cattivi odori. Ebbene, in casi come questi, si potrà anche allertare l’Asl territorialmente competente se c’è pericolo per la salute pubblica; saranno i dipendenti di quest’ultima a segnalare l’abbandono o il maltrattamento alle autorità competenti.

Esistono poi altri organismi speciali che si occupano specificamente della tutela e della protezione degli animali, come ad esempio le associazioni ambientali e le guardie zoofile.

Può diventare guardia zoofila il cittadino che fa parte di un’associazione animalista o ambientalista riconosciuta e al quale, in seguito ad una selezione e alla frequentazione di un corso di formazione, dopo il superamento di un esame, viene conferito direttamente dal prefetto l’incarico di tutelare gli animali e l’ambiente.

La guardia zoofila è considerata dalla legge come un pubblico ufficiale a tutti gli effetti, e gli viene attribuita, nell’ambito specifico della tutela svolta, la funzione di polizia giudiziaria, ossia l’attività di prevenzione e repressione dei reati. Pertanto, in presenza di maltrattamenti o abbandono di animali da affezione, si potrà segnalare l’accaduto anche alle guardie zoofile.

Il proprietario di un animale maltrattato o ucciso, oltre a poter sporgere denuncia, potrà anche costituirsi parte civile nel procedimento penale che verrà eventualmente intrapreso nei confronti dell’autore del fatto. Questo significa che potrà chiedere il risarcimento del danno patito.


note

[1] Cass., sent. n. 13464/2020.

Autore immagine: pixabay.com


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