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Il convivente può vivere nella casa del compagno dopo la sua morte?

24 Luglio 2021
Il convivente può vivere nella casa del compagno dopo la sua morte?

La compagna di mio padre, anche dopo la morte di papà, continua ad abitare nell’appartamento di proprietà di mio padre (che ora è mio). Può farlo?

Alla sua domanda ha risposto la Corte di Cassazione che, nella sentenza n. 10.377 del 27 aprile 2017, trattò un caso simile a quello da lei esposto.

In sostanza, la sentenza citata stabilì che:

  • il rapporto di convivenza non attribuisce al convivente superstite (cioè al convivente che resta in vita dopo il decesso del compagno) il diritto di possedere o detenere l’appartamento utilizzato come residenza familiare;
  • il rapporto di convivenza non attribuisce nemmeno al convivente superstite il diritto di abitare nella casa familiare (di proprietà comune o di proprietà del coniuge defunto) che l’articolo 540, comma 2° del Codice civile, attribuisce solo al coniuge;
  • pertanto, quando la convivenza cessa a causa della morte del convivente proprietario dell’immobile, si estingue (cioè cessa) il diritto del convivente superstite di detenere l’immobile in cui aveva vissuto con il compagno deceduto e, perciò, il convivente rimasto in vita non ha alcun diritto, nei confronti degli eredi del proprietario, di continuare ad occupare l’immobile.

Quindi, è chiaro che la convivente di suo padre non ha alcun diritto di continuare ad abitare nell’immobile che era di proprietà del suo genitore e che adesso è suo (anche perché questa signora, in base agli elementi forniti nel suo quesito, non ha altri titoli per restarvi, come potrebbe essere un contratto di locazione o di comodato che suo padre o lei avessero sottoscritto e nemmeno risulta istituita come erede da suo padre).

Pertanto, considerato che alla signora è anche stato concesso un congruo termine (fino a luglio) per trovarsi un nuovo alloggio, se non dovesse spontaneamente lasciare l’appartamento nemmeno per quella scadenza, lei dovrà affidarsi ad un avvocato per avviare una causa finalizzata ad ottenere dal giudice la condanna della ex convivente di suo padre a rilasciare a Lei l’immobile in quanto ne è occupante senza titolo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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