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Risparmiare con le tasse: portare il denaro in Svizzera non serve

20 Maggio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Maggio 2014



Segreto bancario: “l’effetto cassaforte” non esiste più.

 

Da sempre persone più o meno colte e di qualunque ceto sociale fanno impropriamente riferimento alla Svizzera quale Stato ove depositare con sicurezza i propri risparmi.

Non importa se i risparmi siano di dubbia provenienza … “Se vai in Svizzera hai la certezza di non essere scoperto dall’autorità fiscale-finanziaria e dall’autorità giudiziaria”. Non è assolutamente vero. O meglio, non lo è più.

Per un contribuente italiano, sia esso semplice privato cittadino, professionista o imprenditore, portare il proprio denaro in Svizzera (anche in contanti) non comporta beneficio alcuno.

Quanto sopra, lo si accerta tramite un documento estratto dal Dipartimento Federale delle Finanze DEF della Confederazione Svizzera nonché dalla conseguente cancellazione della Svizzera dall’elenco dei Paesi contenuti nella Black List.

Anche se in Svizzera la sfera finanziaria privata dei cittadini è protetta, per legge, dal segreto bancario, per garantire la trasparenza e l’integrità della sua piazza finanziaria la Svizzera ha recentemente riconosciuto gli standard internazionali contenuti nel modello di convenzione dell’OCSE.

Al fine di combattere l’evasione fiscale e le attività criminali a livello internazionale, le autorità elvetiche, su richiesta, nel rispetto delle perfezionate convenzioni bilaterali, forniscono ad altre autorità di altri Stati, informazioni finanziarie di qualunque natura. Per tale motivo, in Svizzera seppur il segreto bancario sia vincolante per le banche, lo stesso può essere “bypassato” su ordine dell’autorità giudiziaria o dell’autorità di vigilanza.

Tra l’altro, le severissime vigenti leggi svizzere in materia di riciclaggio obbligano le banche a richiedere al cliente anche la provenienza del denaro che s’intende versare: sia esso depositato in contanti, sia esso depositato o trasferito con assegni circolari o bonifici bancari.

Infine, aspetto determinante che dovrebbe tenere alla larga tutti coloro che dall’Italia vogliano esportare denaro oltralpe, si precisa che in Svizzera, seppur la sottrazione d’imposta (contrariamente alla frode fiscale), non costituisca reato e sia punibile con una semplice contravvenzione pecuniaria, nei rapporti con l’estero, questa distinzione è stata abolita e pertanto, in caso di violazione della norma fiscale, l’eventuale contribuente italiano, oltre ad essere punito in Italia, commetterà un reato anche in Svizzera.

note

Autore immagine: 123rf. com


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