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Eredità: c’è concorso tra fratelli, cugini e zii?

24 Luglio 2021
Eredità: c’è concorso tra fratelli, cugini e zii?

Mio fratello è deceduto e non ha lasciato eredi prossimi, non essendo mai stato sposato. Il parente più stretto dovrei essere io che sono la sorella. Vorrei sapere se nell’asse ereditario debbono rientrare anche gli zii e i vari cugini o se sono l’unica erede?

Gentile cliente, non essendoci un testamento, l’attribuzione del patrimonio di suo fratello viene disciplinata in base alle regole della cosiddetta successione legittima.

In particolare, a proposito dei fratelli o delle sorelle, la legge dedica un apposito articolo del codice civile [1], in cui si precisa che i predetti collaterali subentrano a titolo ereditario nei beni del defunto solo se questi muore senza lasciare, figli, coniuge, genitori o nonni (cosiddetti ascendenti).

Se ciò dovesse accadere, il patrimonio sarebbe diviso, in parti uguali, tra i vari fratelli. Ovviamente, se ci fosse un unico fratello, questi subentrerebbe nell’intero asse.

La descritta disposizione si coordina, inevitabilmente, con tutte le altre, ivi compresa quella che, riguardo la successione a favore dei familiari più lontani [2] (per ipotesi una zia o un cugino, rispettivamente, parenti di terzo e quarto grado). In questo caso, essa può avvenire, ma solo a condizione che non vi siano consanguinei più stretti e, precisamente:

  • figli e loro discendenti [3];
  • coniuge;
  • genitori o altri ascendenti;
  • fratelli o sorelle e loro discendenti.

Pertanto, solo se non esiste nemmeno un soggetto rientrante tra quelli appena descritti, è ammessa la successione ereditaria a favore dei parenti più lontani dell’estinto.

Perciò, alla luce di quanto le ho descritto, rispondendo alla sua domanda, posso affermare che lei è l’unica erede di suo fratello e che sua zia e/o i suoi cugini non hanno alcun titolo per subentrare, nemmeno in parte, nel patrimonio del defunto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 570 cod. civ.

[2] Art. 572 cod. civ.

[3] Art. 468 cod. civ.


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