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Aborto: diritti e risposte

23 Luglio 2021
Aborto: diritti e risposte

Come e quando abortire: i diritti della minorenne, quando abortire senza il permesso dei genitori. 

Come tutti sanno, l’aborto è l’interruzione della gravidanza. 

Qui di seguito risponderemo ad alcune delle domande più frequenti sull’aborto: ecco i diritti e le risposte per la gestante che intende portare a termine spontaneamente la gravidanza, quando si può abortire, a partire da quale età, come rivolgersi a un consultorio, quali eventuali autorizzazioni sono necessarie. Ma procediamo con ordine.

Quante forme di aborto esistono?

L’aborto può essere di tre tipi: «spontaneo», «provocato» o «terapeutico».

L’aborto spontaneo è quello determinato non già dalla volontà della gestante ma da fattori clinici, ossia da una problema nella gestazione che porta alla morte del feto prima del termine necessario alla vita.

L’aborto provocato, invece, è quello che dipende dalla volontà della donna. 

L’aborto terapeutico è quello praticato ove sussista un grave rischio di vita per la donna che dovesse portare a termine la gravidanza.

Chi può decidere di abortire?

Solo la donna ha il potere di scegliere se abortire o portare a termine la gravidanza. Il padre non ha alcun diritto in proposito: la sua volontà, eventualmente diversa da quella della sua compagna, non rileva.

Quindi, l’uomo non può impedire alla donna di abortire così come non può obbligarla a farlo.

Quando l’aborto è reato?

Prima della legge 22 maggio 1978, n. 194, l’aborto era sempre considerato un crimine. Oggi, abortire non è più reato purché la scelta venga eseguita entro un certo termine, scaduto il quale continua ad essere vietato, sia per la donna che per il medico che procede all’intervento. 

Entro quanto tempo si può abortire?

La legge ammette l’aborto purché praticato entro 90 giorni dal concepimento. 

L’aborto volontario, effettuato oltre i 90 giorni previsti dalla legge o con modalità diverse da quelle che indicheremo a breve, è ritenuto reato ma la pena è diversa a seconda che si tratti del medico o della madre. In particolare:

  • per il medico scatta la reclusione fino a 3 anni per la persona che lo provoca;
  • per la madre scatta l’ammenda fino a 516 euro. 

Se tuttavia la madre è minorenne, non è punibile. 

Come si fa l’aborto spontaneo?

La donna che intende abortire deve rivolgersi a un consultorio pubblico o a una struttura sociosanitaria abilitata dalla regione o a un suo medico di fiducia i quali, dopo aver valutato il caso e fatti gli opportuni accertamenti, rilasceranno, eventualmente, un certificato idoneo all’interruzione della gravidanza. 

Dove si può abortire?

L’aborto deve necessariamente avvenire nelle strutture ospedaliere indicate dalle Asl. Al momento dell’intervento, deve sussistere chiaramente il consenso della donna che non deve essere frutto di una minaccia o di una coazione psicologica da parte dell’uomo. L’aborto senza il consenso della madre è ritenuto invece un reato molto grave ed è punito con la reclusione da 4 a 8 anni.

La donna che decide di non abortire può restare anonima e abbandonare il bambino?

La donna può decidere di portare avanti la gravidanza ma di abbandonare il figlio poi alla struttura ospedaliera senza riconoscerlo. Tale diritto le è consentito dalla legge che ne tutela anche l’anonimato: finché cioè la madre non muore, il figlio non ne potrà conoscere l’identità.

Come funziona l’aborto terapeutico?

L’aborto terapeutico è consentito solo quando la prosecuzione della gravidanza comporta un grave rischio di vita per la madre o quando sono accertate anomalie o malformazioni del bambino. 

Esiste un termine per l’aborto terapeutico?

Anche per l’aborto terapeutico la legge prevede un termine massimo anche se molto più ampio rispetto all’aborto volontario. In tale ipotesi, l’interruzione di gravidanza può essere eseguita anche dopo 90 giorni purché entro il quinto mese dal concepimento. 

Se una minorenne vuole abortire è necessario dirlo ai genitori?

Se la richiesta di aborto è fatta da una ragazza minorenne (ossia di età inferiore ai 18 anni) è necessario il consenso di chi esercita sulla donna stessa la potestà genitoriale o la tutela. Quindi, la ragazza deve dirlo ai genitori che dovranno autorizzare l’aborto. 

Se manca l’autorizzazione dei genitori o del tutore, l’aborto costituisce un reato solo per il medico ma non per la giovane.  

Quando abortire senza il permesso dei genitori?

Sono previste delle eccezioni alla regola secondo cui la minore deve ottenere l’autorizzazione dei genitori. 

Innanzitutto, nei primi novanta giorni, in presenza di seri motivi che sconsiglino la consultazione dei genitori, oppure questi, interpellati, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio, la struttura socio-sanitaria o il medico di fiducia presso cui si è rivolta la donna può partorire anche senza il consenso dei genitori, previa però autorizzazione del giudice tutelare. Il giudice, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli dal consultorio o dalla struttura medica, può autorizzarla ad abortire. 

In sostanza, se la minorenne ritiene non opportuno informare il padre e la madre di essere incinta oppure se già sa che questi ultimi non la faranno abortire può procedere da sola presentando un’istanza al giudice del tribunale dov’è residente. 

Inoltre, se il medico accerti l’urgenza dell’intervento a causa di un grave pericolo per la salute della minore di diciotto anni, indipendentemente dall’assenso dei genitori e senza adire il giudice tutelare, certifica l’esistenza delle condizioni che giustificano l’interruzione della gravidanza. 

Sull’aborto esiste la privacy?

La legge prevede un obbligo di riservatezza per il medico e la struttura sanitaria che esegue l’interruzione di gravidanza: chi rivela il nome della donna che ha abortito è punito con la reclusione fino a 1 anno.  



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9 Commenti

  1. La scelta di abortire non è una decisione che la donna prende a cuor leggero, specialmente se è in gioco la vita della donna e se dovessero essere riscontrate delle malformazioni al feto. Che poi la gente è brava a giudicare, ma non sa le ragioni che ci sono dietro determinati episodi

  2. Ci sono donne che non sono pronte a diventare madri, che non vogliono diventarlo proprio o che non hanno la possibilità di mantenere un figlio, quindi in questi casi hanno la possibilità di abortire perché la legge tutela la loro scelta. Ovviamente, questo deve accadere entro 90 giorni, altrimenti più in là devono verificarsi ulteriori casi più gravi che possano consentire il ricorso a questa procedura di aborto terapeutico

  3. Io non so con che coraggio certe donne possano minimamente pensare ad uccidere al principio ogni possibilità di diventare madri e di mettere al mondo un bambino. Avere un figlio è un miracolo. C’è chi ci prova, lo vorrebbe e non ha la possibilità di dare la vita ad un bebè e c’è chi li butta nella spazzatura. Lo dico perché oltre ai casi di cronaca in cui si leggono vicende raccapriccianti in cui quei poveri neonati sono lasciati a loro stessi nei bidoni dell’immondizia, i feti degli aborti vengono considerati rifiuti speciali e non tutti desiderano riservare neppure una degna sepoltura

  4. Una mia collega ha saputo di essere incinta. Non ha detto nulla a nessuno a parte me perché questo bambino potrebbe essere del suo amante e così ha pensato di abortire. Il suo compagno ha iniziato a fare domande sui suoi ritardi mensili e quindi teme che potrebbe sospettare qualcosa e, allora, ha deciso di ricorrere all’aborto terapeutico così può evitare situazioni complicate. Anche se il suo amante avrebbe voluto un figlio da lei e avrebbe voluto approfittare di questa occasione per stabilizzare il loro rapporto e iniziare una vita insieme. Ma non sapendo chi potrebbe essere il padre allora diventa tutto molto complicato. Quindi, ha deciso di evitare situazioni contorte e prendere questa drastica decisione

  5. Quando è una minorenne a scoprire di essere incinta, la decisione da prendere è complessa. Questo va ad incidere sulla sua crescita, sul suo futuro. Quindi, un genitore può immaginare che la scelta più saggia sia evitare che possa complicarsi la vita e spingerla ad abortire.

  6. La mia ex ragazza ha scoperto di essere incinta. Io sono stato immaturo e sciocco. Lo ammetto. Ero giovane e spaventato. L’ho convinta ad abortire e non l’ho accompagnata neppure dai medici proprio per farle capire che non avevo alcuna intenzione di starle vicina. Infatti la volevo già lasciare da prima e questa vicenda mi ha dato il coraggio di prendere questa decisione. Tutto sommato, però, riconosco che avrei potuto agire diversamente e mostrare un po’ di sensibilità ed essere meno egoista anche perché era lei a doversi sottoporre all’aborto

  7. Appena ho detto al mio ragazzo che aspettavo un bambino lui è scappato a gambe levate. Sapevo che la vita sarebbe stata difficile e che crescere un figlio senza il suo papà avrebbe comportato non pochi pettegolezzi e complicanze. ma per nessuna ragione al mondo avrei abortito anche perché chi sono io per decidere della vita che il destino ha voluto concedermi? e di questo miracolo? La mia famiglia mi ha sostenuta nonostante fossi appena diciottenne e mi ha aiutato anche perché avevo intenzione di costruirmi un futuro. Poi, dopo un periodo molto triste, ho trovato l’amore di un uomo che mi è stato accanto anche avendo un figlio ed ha compreso e apprezzato la mia decisione di tenere il bambino e non abortire

  8. Diventare genitori è un grande passo ed è un dono dal cielo. Con che coraggio si arriva ad impedire la nascita di una nuova vita? Cioè capirei che nei casi gravi come il pericolo di vita per la donna e le malformazioni possano essere giustificazioni valide, ma tutte le altre ragioni sono solo forme egoistiche di una donna che magari non vuole “impicci” e responsabilità nella sua vita, non vuole rovinarsi il fisico che si è costruita in palestra, non vuole cambiare le sue abitudini di movida. In questi casi, fatemelo dire, sono proprio contrariata all’aborto!!!

  9. Dopo un anno di matrimonio e vari tentativi, io e la mia ex moglie abbiamo deciso di separarci. Non andavamo più d’accordo da tempo e ci siamo sposati per varie pressioni sociali. Il fatto è che lei ha scoperto dopo di essere incinta quando ormai c’eravamo lasciati. Lei ha deciso subito di abortire. Non mi ha dato il tempo di metabolizzare la cosa e mi ha detto che io non avevo nessuna voce in capitolo e che la sua decisione era dovuta al fatto che non voleva avere alcun legame con me. Non ho potuto quindi fare niente per dissuaderla dall’aborto. Ma poi ho pensato spesso che se magari avessimo avuto un figlio durante quell’anno di matrimonio forse non ci saremmo separati e avremmo costruito una famiglia insieme

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