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Accertamento tasso alcolemico in ospedale e avviso preventivo

23 Luglio 2021
Accertamento tasso alcolemico in ospedale e avviso preventivo

Guida in stato di ebbrezza: si può fare il prelievo e l’esame del sangue se il conducente è incosciente?

Il tema dell’accertamento del tasso alcolemico in ospedale e l’avviso preventivo ha destato, in passato, alcune discordanti opinioni. Oggi, però, la giurisprudenza sembra giunta a una posizione definitiva. Cerchiamo di chiarire come stanno le cose.

Prima di fare il test dell’alcol alla guida, la polizia deve avvisare il conducente della possibilità di farsi assistere da un avvocato (avviso che può essere semplicemente riportato sul verbale, senza dover essere per forza comunicato anche a voce). 

Ma cosa succede se l’automobilista fa un incidente e, trasportato in ospedale in condizioni di incoscienza, lì viene sottoposto al prelievo del sangue senza alcun avviso preventivo? L’esame ematico, fatto dai medici del pronto soccorso per accertare la guida in stato di ebbrezza, può essere impedito dallo stato confusionale in cui si trova il conducente? 

Sul punto, si è pronunciata la Cassazione [1]. Secondo la Suprema Corte, in tema di alcoltest, si può fare l’esame del sangue se il conducente è incosciente. In buona sostanza, è legittimo l’accertamento del tasso alcolemico in ospedale senza avviso preventivo. E questo perché le comunicazioni necessarie alla difesa del soggetto sottoposto al controllo non possono essere fornite se quest’ultimo, in quel preciso momento, non è in condizioni di lucidità. Nondimeno tale circostanza non può essere d’impedimento alla verifica del livello di alcol nel sangue. È infatti necessario punire una condotta – la guida in stato di ebbrezza – che ha un notevole disvalore e grado di gravità, sia per la sicurezza del conducente che della collettività. 

Dunque, non c’è “immunità” per chi si rende colpevole del reato di guida in stato di ebbrezza da cui sia derivato anche un incidente.

Ricordiamo che l’aggravante per la guida in stato di ebbrezza, che scatta al verificarsi di un incidente stradale, si applica anche quando l’incidente non vede coinvolta un’altra auto, come nel caso del guidatore che sbandi dalla strada e vada ad urtare contro un albero o contro un muretto. Insomma, nel concetto di incidente si considera qualsiasi situazione anomala di guida e non solo il classico scontro con un’altra vettura.

Con la pronuncia in commento la Cassazione ha escluso la nullità dell’accertamento ematico espletato sul conducente ricoverato in stato di incoscienza e non assistito da un avvocato. Tale interpretazione, già espressa in alcuni precedenti dalla stessa Suprema Corte, riduce la ben nota importanza che ha l’avviso di poter essere assistiti da un avvocato al momento dell’espletamento dell’esame del tasso alcolemico. In questo modo, i giudici vanificano un’eccezione tipica della difesa dell’imputato volta ad evitare la condanna per guida in stato di ebbrezza e a invalidare l’esame del sangue richiesto dalla polizia giudiziaria.

Sul punto, la Cassazione, infine, precisa che la responsabilità penale di chi guida in stato di ebbrezza deriva dalla violazione di un divieto posto a tutela non solo degli altri, ma anche dello stesso conducente. Per cui, come nel caso concreto, se si verifica un incidente – anche se questo non coinvolge altre persone e in cui l’unico danneggiato è il conducente stesso – non viene meno l’esigenza pubblica di sanzionare la guida sotto l’influenza dell’alcol. La finalità pubblicistica – come affermato dalla Cassazione in altra recente sentenza – è quella di combattere una battaglia contro una consuetudine all’assunzione di alcol, considerata come piaga sociale.


note

[1] Cass. sent. n. 28466/2021


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