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Documenti smarriti e obblighi del giudice: Cassazione

11 Settembre 2021
Documenti smarriti e obblighi del giudice: Cassazione

Obbligo del giudice di disporre la ricerca o la ricostruzione dei documenti dispersi.

Documenti acquisiti al fascicolo processuale e smarriti nel corso del procedimento

In tema di atti processuali, la mancata trascrizione delle dichiarazioni fonoregistrate rese dai testimoni in sede di esame dibattimentale integra, laddove il verbale redatto in forma riassuntiva rimandi integralmente ad esse, una nullità di ordine generale della sentenza per violazione del diritto di difesa nel solo caso in cui la sentenza di condanna sia fondata sul contenuto di dette dichiarazioni; non è invece nulla, in assenza di specifica previsione, la sentenza deliberata in assenza di documenti che, acquisiti al fascicolo processuale e andati persi nel corso del procedimento, non siano stati adeguatamente ricostituiti da parte del giudice.

Cassazione penale sez. V, 07/06/2021, n.27063

Ricostruzione degli atti mancanti

La previsione normativa del potere del giudice di stabilire le modalità di ricostituzione degli atti mancanti non individua alcun vincolo di contenuto e non prevede alcuna sanzione per eventuali vizi dell’attività di formazione, purché la ricostituzione avvenga secondo le forme ritenute dal giudice conformi allo scopo per il quale la procedura è prevista.

(Fattispecie relativa alla ricostruzione di documenti, prodotti in primo grado e successivamente smarriti, rispetto ai quali la corte d’appello disponeva la ricostruzione con provvedimento motivato e diretto a tutte le parti processuali invitandole a depositare copia degli atti andati mancanti).

Cassazione penale sez. VI, 04/12/2020, n.7252

Dovere del giudice di disporre le ricerche in cancelleria

Ove al momento della decisione della causa risulti la mancanza di taluni atti da un fascicolo di parte, il giudice è tenuto a disporne la ricerca o, eventualmente, la ricostruzione, solo se sussistano elementi per ritenere che tale mancanza sia involontaria, ovvero dipenda da smarrimento o sottrazione. Qualora, pur in presenza di tali elementi, il giudice ometta di disporre la ricerca o la ricostruzione degli atti mancanti, tale omissione può tradursi in un vizio della motivazione, ma la parte che intenda censurare un siffatto vizio in sede di legittimità ha l’onere di richiamare nel ricorso il contenuto dei documenti dispersi e dimostrarne la rilevanza ai fini di una decisione diversa.

Cassazione civile sez. II, 07/10/2020, n.21571

Documenti non rinvenuti nel fascicolo di parte

Il giudice è tenuto a disporre la ricerca o in ricostruzione dei documenti non rinvenuti nel fascicolo di parte solo se sussistano elementi per ritenere che la mancanza sia involontaria, ovvero dipenda da smarrimento o sottrazione. L’omissione nella quale sia incorso il giudice può essere censurata sotto il profilo del vizio di motivazione, previo richiamo nel ricorso del contenuto dei documenti dispersi e dimostrazione della rilevanza ai fini di una decisione diversa.

Cassazione civile sez. II, 20/04/2020, n.7940

Obbligo di ricostruzione da parte del giudice e impugnazione dalla parte interessata

Se, al momento della decisione della causa, risulti la mancanza di taluni atti da un fascicolo di parte, il giudice è tenuto a disporne la ricerca o, eventualmente, la ricostruzione, solo se sussistano elementi per ritenere che tale mancanza sia involontaria, ovvero dipenda da smarrimento o sottrazione.

Qualora, pur in presenza di tali elementi, il giudice ometta di disporre la ricerca o la ricostruzione degli atti mancanti, tale omissione può tradursi in un vizio della motivazione, ma la parte che intenda censurare un siffatto vizio in sede di legittimità ha l’onere di richiamare nel ricorso il contenuto dei documenti dispersi e dimostrarne la rilevanza ai fini di una decisione diversa.

Cassazione civile sez. I, 10/02/2020, n.3027

Tardivo deposito del ricorso

Il tardivo deposito, unitamente al ricorso, della copia autentica del provvedimento impugnato e degli atti processuali e sostanziali sui quali il ricorso si fonda, comporta, ai sensi dell’articolo 369 del codice di procedura civile, l’improcedibilità dello stesso, che è rilevabile d’ufficio e non è esclusa dalla circostanza che il controricorrente non abbia formulato apposita eccezione.

Il ricorrente, tuttavia, ove il mancato tempestivo deposito sia dovuto a causa a esso non imputabile, può evitare la declaratoria di improcedibilità chiedendo, non appena l’impedimento sia cessato, la rimessione in termini, ai sensi dell’articolo 153, comma 2, del codice di procedura civile e provvedendo a depositare contestualmente l’atto non potuto depositare nei termini.

(Nel caso di specie – ha osservato la Suprema corte – appaiono sussistenti i presupposti per la rimessione in termini del ricorrente atteso che il mancato tempestivo deposito di copia autentica del provvedimento impugnato risulta dovuto a causa non imputabile al ricorrente, in quanto i documenti inviati tramite corriere sono andati smarriti a causa del furto subito dal corriere).

Cassazione civile sez. I, 17/04/2020, n.7899

Sentenza deliberata in assenza di documenti andati dispersi

Non è nulla, in difetto di specifica previsione, la sentenza deliberata in assenza di documenti che, acquisiti al fascicolo processuale e andati dispersi nel corso del procedimento, non siano stati adeguatamente ricostituiti da parte del giudice.

(In motivazione, la Corte ha evidenziato che, anche a voler ritenere illegittima la decisione del giudice di merito di disporre la ricostituzione, ai sensi degli artt. 112 e 113 c.p.p., degli atti del procedimento mancanti senza richiedere, altresì, la produzione di copia dei documenti dispersi, da tale violazione non sarebbe desumibile alcuna ipotesi di nullità).

Cassazione penale sez. II, 26/02/2019, n.15821

Mancanza di atti nel fascicolo di parte: obblighi del giudice

Se al momento della decisione della causa risulti la mancanza di taluni atti da un fascicolo di parte, il giudice è tenuto a disporne la ricerca o, eventualmente, la ricostruzione solo se sussistano elementi per ritenere che tale mancanza sia involontaria, ovvero dipenda da smarrimento o sottrazione. Ove, pur in presenza di tali elementi, il giudice ometta di disporre la ricerca o la ricostruzione degli atti mancanti, tale omissione può tradursi in un vizio della motivazione, ma la parte che intenda censurare tale vizio in sede di legittimità ha l’onere di richiamare nel ricorso il contenuto dei documenti dispersi e dimostrarne la rilevanza ai fini di una decisione diversa.

Cassazione civile sez. VI, 10/10/2018, n.25133

Indicazione del contenuto dei documenti smarriti

Se, al momento della decisione della causa, risulti la mancanza di taluni atti da un fascicolo di parte, il giudice è tenuto a disporne la ricerca o, eventualmente, la ricostruzione, solo se sussistano elementi per ritenere che tale mancanza sia involontaria, ovvero dipenda da smarrimento o sottrazione. Qualora, pur in presenza di tali elementi, il giudice ometta di disporre la ricerca o la ricostruzione degli atti mancanti, tale omissione può tradursi in un vizio della motivazione, ma la parte che intenda censurare un siffatto vizio in sede di legittimità ha l’onere di richiamare nel ricorso il contenuto dei documenti dispersi e dimostrarne la rilevanza ai fini di una decisione diversa.

Cassazione civile sez. II, 28/06/2017, n.16212

Fascicolo di parte: mancanza dei documenti del primo grado

Il mancato rinvenimento, nel fascicolo di parte, al momento della decisione della causa in secondo grado, dei documenti già prodotti nel giudizio di primo grado su cui la medesima parte assuma di aver basato la propria pretesa dedotta in controversia non preclude al Giudice dell’appello di decidere nel merito sul gravame, qualora non si alleghi che gli stessi siano stati smarriti, essendo onere della parte stessa, quando non si versi nel caso dell’incolpevole perdita di essi, assicurarne al Giudice di appello la disponibilità in funzione della decisione.

Cassazione civile sez. III, 27/06/2016, n.13218

Ricostituzione del fascicolo processuale

In tema di surrogazione di copie agli originali mancanti, non è abnorme il provvedimento con cui il giudice dell’udienza preliminare disponga di ufficio la ricostituzione del fascicolo processuale ex art. 112 c.p.p., ordinando a chi detiene le copie di atti e documenti acquisiti, ma fortuitamente dispersi, di consegnarle alla cancelleria, poiché si tratta di esplicazione di un potere finalizzato ad evitare la dispersione del compendio probatorio, e non, invece, ad una integrazione probatoria.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittima l’ordinanza con cui il giudice dell’udienza preliminare aveva ordinato ai difensori di depositare copia delle cartelle cliniche sequestrate nelle indagini preliminari, che erano state affidate in custodia alla P.G. ed erano andate smarrite nel corso di un trasloco).

Cassazione penale sez. II, 13/11/2014, n.50406

Valutazione della rilevanza dei documenti smarriti o sottratti

Gli art. 165, 166 e 184 c.p.c. e gli art. 74, 77 e 87 disp. att. c.p.c., disciplinanti la produzione dei documenti, dispongono che essi debbono essere inseriti nei fascicoli di parte che possono essere ritirati all’atto della rimessione della causa al collegio; come previsto dall’art. 169 c.p.c., la stessa parte deve poi restituire il fascicolo al più tardi al momento del deposito della comparsa conclusionale.

Si tratta di un onere la cui inosservanza produce effetti giuridici diversi, nel senso che, ove detta inosservanza sia volontaria, il giudice decide legittimamente allo stato degli atti, sulla base delle prove e dei documenti sottoposti al suo esame al momento della decisione, in conformità al principio dispositivo delle prove, ove, invece, il fascicolo vada smarrito o venga sottratto, è rimesso al giudice valutare la rilevanza dei documenti smarriti o sottratti, ai fini della decisione e disporre, eventualmente, la ricerca del fascicolo in cui i documenti erano inseriti senza, tuttavia, che l’omissione di tale ricerca comporti alcuna nullità, non essendo tale sanzione comminata dalla legge, come richiesto dall’art. 156 c.p.c.

Cassazione civile sez. II, 22/11/2012, n.20704

Decisione della causa e vizio della motivazione

Se al momento della decisione della causa risulti la mancanza di taluni atti da un fascicolo di parte, il giudice è tenuto a disporne la ricerca o, eventualmente, la ricostruzione solo se sussistano elementi per ritenere che tale mancanza sia involontaria, ovvero dipenda da smarrimento o sottrazione. Ove, pur in presenza di tali elementi, il giudice ometta di disporre la ricerca o la ricostruzione degli atti mancanti, tale omissione può tradursi in un vizio della motivazione, ma la parte che intenda censurare tale vizio in sede di legittimità ha l’onere di richiamare nel ricorso il contenuto dei documenti dispersi e dimostrarne la rilevanza ai fini di una decisione diversa.

Cassazione civile sez. III, 03/07/2008, n.18237

Mancato rinvenimento di documenti ritenuti decisivi dalle parti

Il mancato rinvenimento, nel fascicolo di parte, al momento della decisione della causa in secondo grado, dei documenti già prodotti nel giudizio di primo grado su cui la medesima parte assuma di aver basato la propria pretesa dedotta in controversia non preclude al giudice di appello di decidere nel merito sul gravame, qualora non si alleghi che gli stessi siano stati smarriti, essendo onere della parte stessa, quando non si versi nel caso dell’incolpevole perdita di essi (con conseguente possibilità della loro ricostruzione previa autorizzazione giudiziale), assicurarne al giudice di appello la disponibilità in funzione della decisione.

Cassazione civile sez. III, 15/05/2007, n.11196

Ricostruzione del fascicolo disperso

Nell’ipotesi di smarrimento del fascicolo d’ufficio, il consulente tecnico, nel depositare il duplicato della sua relazione scritta al fine della ricostruzione del fascicolo disperso, non deve prestare un secondo giuramento in aggiunta a quello reso al momento della assunzione dell’incarico, in quanto la norma dell’art. 13 r.d.l. 15 novembre 1925 n. 2071 non richiede per la ricostruzione dei documenti pubblici e privati andati distrutti o smarriti, la rinnovazione del giuramento né degli altri adempimenti prescritti per la prima formazione di atti del processo, ma conferisce soltanto al giudice del merito il potere, insindacabile in sede di legittimità, di dare di volta in volta le disposizioni più opportune secondo criteri di equità.

Cassazione civile sez. II, 10/03/1986, n.1601



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