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Il poliziotto può emettere le multe dal computer senza redigere verbali

20 Maggio 2014


Il poliziotto può emettere le multe dal computer senza redigere verbali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Maggio 2014



L’originale può essere costituito dal file creato direttamente dal pc del comando, senza prima passare per il documento cartaceo, a condizione che la contestazione immediata dell’addebito al trasgressore sia impossibile.

 

Inutile correre dietro la macchina, quando ciò sia impossibile, e staccare il classico fogliettino con la multa. Al contrario, il poliziotto può, in un momento successivo, e comodamente dal proprio ufficio, redigere un verbale di accertamento di infrazioni stradali già in forma digitale ed automatizzata, ossia dal computer del comando, senza quindi prima compilare l’originale cartaceo. Ciò è consentito nei casi in cui non si possa procedere alla contestazione immediata dell’addebito al trasgressore (per esempio, quando questi proceda a una velocità così elevata da rendere impossibile un inseguimento).

È quanto stabilito dalla Cassazione in una sentenza di ieri [1].

Non commette, dunque, il reato di “falsità materiale [2] il pubblico ufficiale che, accertando l’infrazione dell’automobilista, anziché redigere la multa contestualmente, ed eventualmente notificandola al conducente, si rechi in ufficio e inserisca direttamente i dati del trasgressore nel sistema informatico, emettendo, così, delle copie conformi di atti pubblici inesistenti.

Secondo la Suprema Corte, infatti, non si può, in tali casi, parlare di una totale assenza dell’originale dell’atto di accertamento. Anche se redatto in forma digitale ed automatizzata, come consentito dal codice della strada [3], l’originale del verbale esiste ed è proprio rappresentato dal documento digitale, ossia dai file immodificabili inseriti nel sistema operativo del Comune. Questo è un sistema di redazione del verbale consentito dalla legge nei casi in cui il pubblico ufficiale non possa procedere alla contestazione immediata dell’addebito al trasgressore.

note

[1] Cass. sent. n. 20560/14 del 19.05.2014.

[2] Art. 478 cod. pen.: Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in copie autentiche di atti pubblici o privati e in attestati del contenuto di atti.

[3] Art. 383 cod. str.

Autore immagine: 123rf. com


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1 Commento

  1. E UNA BARZELLETTA E SUFFICIENTE CHE IL VIGILE DICA CHE NON POTEVA FERMARE LA MACCHINA. UN ALTRO MODO PER FREGARE DA PARTE DELLO STATO CHE FA QUESTO TIPO DI LEGGI, ADESSO I VIGILI FARANNO COME GLI PARE GARANTITI DALLA LEGGE. MA LO VOLETE CAPIRE CHE SCRIVERE SUL VERBALE ERO IMPEGNATO A ALTRA INFRAZIONE SARA LA NORMA

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