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Società improduttiva, accertamento legittimo

26 Aprile 2015
Società improduttiva, accertamento legittimo

Legittimo il ricorso al metodo del ricarico medio: gli investimenti non giustificati dalla produzione “puzzano” all’Agenzia delle Entrate.

È legittimo l’accertamento a carico della società che continua a investire nonostante l’improduttività. Si tratta infatti di un comportamento antieconomico che legittima l’ufficio a ricorrere al ricarico medio.

È quanto si evince da una recente sentenza della Cassazione [1].

È legittimo – spiegano i giudici della Corte – ai fini della presunzione di ricavi superiori a quelli contabilizzati e assoggettati a imposta, il ricorso all’accertamento con il metodo del ricarico medio, a condizione che sia operato su un inventario generale delle merci, o comunque su un campione di merci rappresentativo e adeguato per qualità e quantità rispetto al fatturato complessivo, e corrisponda alla media ponderale, quando tra i vari tipi di merce esista una significativa differenza di valore.

In altre parole, la presunzione [2] a carico dell’azienda – purché alle condizioni appena dette – può dunque essere integrata mediante il ricorso al metodo del ricarico medio (peraltro, proprio con riferimento alla contestazione di comportamento antieconomico del contribuente, è legittima la presunzione che la percentuale di ricarico applicata sulla merce venduta in evasione di imposta sia uguale a quella applicata sulla merce commercializzata ufficialmente, tanto più che l’atto di rettifica dell’ufficio, se adeguatamente motivato in relazione agli indici di inattendibilità dei dati emergenti dalla annotazioni contabili apparentemente regolari, è assistito da presunzione di legittimità). Spetta poi al contribuente dimostrare la regolarità delle operazioni commerciali intraprese, anche in relazione alla contestata antieconomicità della gestione.


note

[1] Cass. sent. n. 7863 del 17.04.15.

[2] Di cui all’art. 39, comma lett. d) d.p.r. 600/1973.

Autore immagine: 123rf com


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