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Se il prodotto è difettoso: garanzia per vizi entro 1 anno

20 maggio 2014


Se il prodotto è difettoso: garanzia per vizi entro 1 anno

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 maggio 2014



Vizi del bene acquistato: per interrompere il termine di un anno per proporre l’azione non è sufficiente una semplice lettera di diffida: ecco una guida per come contestare i difetti.

Quando il bene è assolutamente privo delle caratteristiche necessarie a soddisfare i bisogni dell’acquirente, quest’ultimo ha la facoltà di domandare, al giudice, la risoluzione del contratto di vendita [1]: il che, in termini pratici, significa la riconsegna della cosa acquistata dietro restituzione del prezzo pagato (e salvo l’eventuale risarcimento del danno, qualora ve ne sia stato). Dinanzi a tale diritto dell’acquirente, il venditore deve sottostare. È quanto ricordato da una recente sentenza della Cassazione [2].

 

La garanzia

Una delle principali obbligazioni del venditore è quella di consegnare il bene immune da vizi che lo rendano inidoneo all’uso. Se ciò non accade è facoltà del compratore scegliere tra la risoluzione del contratto e la riduzione del prezzo.

Se ciò non accade, il compratore deve far valere tale diritto alla garanzia denunciando, al venditore, i vizi del bene acquistato entro otto giorni dalla scoperta (salvo che nel contratto sia stabilito altro termine).

La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o l’ha occultato [3].

In ogni caso, l’acquirente, anche se ha fatto la denuncia entro otto giorni, deve comunque iniziare la causa entro un anno dalla consegna (cosiddetto termine di decadenza) [4]. Tale termine può essere interrotto non con una semplice diffida o con un atto di costituzione in mora, ma solo con un atto di citazione [5]. Dunque, le missive, cui parte acquirente attribuisce valore interruttivo del termine, restano del tutto ininfluenti.

La Suprema Corte ha infine chiarito che la facoltà di domandare la risoluzione del contratto di vendita, da parte del compratore di una cosa affetta da vizi, ha natura di diritto potestativo, a fronte del quale la posizione del venditore è di mera soggezione.

Tale diritto del compratore scatta quando la merce acquistata:

 

1. è completamente difforme da quella contrattata, appartenendo ad un genere del tutto diverso,

 

2. oppure quando è assolutamente priva delle caratteristiche funzionali necessarie a soddisfare i bisogni dell’acquirente,

 

3. oppure quando abbia difetti che la rendano inservibile,

4. oppure quando risulti compromessa la destinazione d’uso del bene che abbia costituito elemento determinante per la proposta di acquisto [5].

Obblighi del venditore

I venditori devono garantire i consumatori-acquirenti dai rischi connessi a eventuali vizi presenti nei prodotti acquistati che li rendano inidonei all’uso ai quali sono destinati o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.

In presenza di vizi, i consumatori sono legittimati a chiedere la risoluzione del contratto di compravendita con riconsegna del bene e contestuale restituzione della somma pagata, oppure riduzione del prezzo di acquisto dei beni che va concordato tra le parti.

La scelta tra queste due possibilità è rimessa ai consumatori e, in tutti i casi, i consumatori sono legittimati a richiedere il risarcimento dei danni subiti, a meno che i venditori dimostrino di aver ignorato, non per loro negligenza, l’esistenza dei vizi.

Ovviamente, la garanzia generale che assiste i consumatori viene meno se al momento dell’acquisto erano a conoscenza di manchevolezze, imperfezioni o altri vizi del prodotto oppure se questi vizi erano facilmente riconoscibili. La tutela del consumatore presuppone, perciò, un’attenta vigilanza da parte degli stessi al momento dell’acquisto.

Per far valere garanzia e responsabilità del venditore occorre essere tempestivi nel denunciare l’esistenza del difetto. Ma quali sono, in particolare, i termini entro i quali denunciare i difetti?

Il Codice civile stabilisce che i consumatori devono denunciare ai venditori l’esistenza dei vizi entro otto giorni dalla consegna dei prodotti, se si tratta di vizi apparenti, o dal momento della scoperta, se si tratta di vizi occulti.

La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto, offrendosi di sostituirlo, come è avvenuto nella vicenda che ci ha segnalato il lettore.

É consigliabile che la denuncia venga effettuata con raccomandata a.r. o con telegramma e che si conservi la ricevuta che ne attesta la ricezione da parte del venditore.

Per ottenere giudizialmente il rispetto dei diritti riconosciuti ai consumatori, il Codice civile stabilisce che l’azione legale si prescrive in un anno dalla consegna del prodotto.

Il Codice civile prevede anche una garanzia ulteriore a quella generale che è la garanzia di buon funzionamento. La legge, in particolare, stabilisce che se i venditori hanno garantito per un tempo determinato il buon funzionamento della cosa venduta, i consumatori devono denunciare il guasto entro trenta giorni dalla loro scoperta e i venditori devono sostituire il prodotto o procedere alla sua riparazione oltre a risarcire i danni eventualmente provocati ai compratori.

Un’eventuale azione legale deve essere esercitata necessariamente entro sei mesi dalla scoperta del guasto o dell’inconveniente.

Se vi sono danni

Se il prodotto, oltre a compromettere o impedire l’utilizzazione del bene provoca un danno ai consumatori, il venditore non risponde dei danni se prova di aver ignorato senza sua colpa l’esistenza del difetto, come accade in quasi tutti i casi. Si apre allora la prospettiva di una responsabilità del produttore. La legge [6] emanata in attuazione di una direttiva comunitaria, enuncia il principio che il produttore è responsabile dei danni provocati da ogni tipo di difetto del prodotto: sia di quello derivante da una cattiva informazione, sia di quello di una erronea progettazione, sia di quello derivante da un difettoso funzionamento del ciclo produttivo.

Anche il concetto di produttore previsto dalla legge è molto ampio e la definizione dei produttori è stata allargata a una serie di soggetti che, pur non partecipando direttamente al processo di realizzazione, tuttavia rappresentano gli anelli della catena che unisce il produttore effettivo al consumatore finale (l’importatore, il rivenditore con o senza marchio e, in subordine, ogni fornitore). Se tutti questi soggetti, o soltanto alcuni di loro, vengono riconosciuti responsabili del danno causato al consumatore sono esposti, in solido tra loro, al risarcimento (cioè possono essere costretti a pagare tutta la somma stabilita dal giudice).

note

[1] Art. 1492 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 10965/14 del 19.05.14.

[3] Art. 1495 cod. civ.

[4] Ma il compratore, che sia convenuto per l’esecuzione del contratto, può sempre far valere la garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell’anno dalla consegna.

[5] Cass. sent. n. 2858/2014.

[6] Legge n. 224 del 24 maggio 1988.

 

Autore immagine: 123rf. com

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