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La successione ereditaria interrompe l’usucapione?

28 Ottobre 2021 | Autore:
La successione ereditaria interrompe l’usucapione?

Quali atti interrompono l’usucapione? Cos’è e come funziona la successione nel possesso? Quanto tempo ci vuole per l’acquisto a titolo originario di un immobile?

Per usucapire un bene ci vogliono molti anni: per la precisione, ce ne vogliono venti, quando si tratta di immobili. Ecco perché, nelle more, potrebbe anche accadere che il possessore muoia e gli subentrino gli eredi. In un’ipotesi del genere, i termini per far maturare l’usucapione ricominciano daccapo? In altre parole, la successione ereditaria interrompe l’usucapione?

Mettiamo il caso che Tizio abbia cominciato a coltivare un terreno non suo, approfittando del fatto che era privo di recinzione e apparentemente abbandonato. Dopo tanti anni, Tizio muore, lasciando come eredi i suoi due figli. Se questi vorranno reclamare il terreno come proprio, dovranno prendersene cura per altri venti anni, oppure potranno proseguire il possesso del padre? La successione ereditaria interrompe l’usucapione? Scopriamolo insieme.

Successione ereditaria: cos’è?

La successione ereditaria è quel fenomeno in ragione del quale a un soggetto ormai deceduto subentrano, nella titolarità dei suoi rapporti giuridici, gli eredi e gli altri aventi causa.

La successione ereditaria è definita «a causa di morte» per distinguerla da quella che avviene normalmente tra vivi, tramite acquisti, vendite, donazioni, ecc.

Quando si apre la successione?

La successione ereditaria si apre al momento della morte, nel luogo in cui il defunto ha fissato il suo ultimo domicilio [1], cioè il posto ove aveva la sede principale dei propri affari e interessi, prescindendo, pertanto, dal luogo ove si trovano i singoli beni che compongono l’eredità.

Il luogo di apertura della successione è importante per stabilire quale giudice è competente per le eventuali controversie; la data di apertura, invece, rileva per calcolare il termine prescrizionale per l’accettazione dell’eredità, la capacità di succedere degli eredi, il termine per l’accettazione dell’eredità e quello per la redazione dell’inventario per chi si trova nel possesso dei beni, se si vuole evitare l’accettazione presunta; ecc.

Quindi, in sintesi, se una persona, al momento della morte, ha il suo domicilio in Roma, nel senso che la sua vita (gli affari, i rapporti sociali e familiari, ecc.) si svolgeva lì, il tribunale competente sarà quello capitolino, a prescindere dal fatto che gli immobili lasciati in eredità si trovino a Napoli, a Milano o a Torino.

Usucapione: cos’è?

L’usucapione è una modalità di acquisto della proprietà o di altro diritto reale (usufrutto, enfiteusi, ecc.). Chi usucapisce un bene lo fa suo, ne diventa proprietario a tutti gli effetti.

Più precisamente, l’usucapione è un modo di acquisto a titolo originario della proprietà. Vuol dire che chi diventa proprietario di un bene mediante usucapione, avrà fatto un acquisto totalmente sicuro, perché il bene gli verrà trasmesso senza vincoli o pesi, come ad esempio pegni e ipoteche.

Quando scatta l’usucapione?

L’usucapione consiste nel possedere un bene come se fosse il proprio. Affinché si possa acquistare un bene per usucapione è necessario che il possesso sia:

  • duraturo, cioè prolungato nel tempo;
  • pacifico, in quanto non acquistato in modo violento. Ciò significa che non potrà usucapire un terreno colui che l’ha invaso con la forza, minacciando il legittimo proprietario di non disturbarlo;
  • pubblico, cioè quando non è stato acquistato clandestinamente. Non può ad esempio giovarsi dell’usucapione chi ruba un bene ad un altro e questi non se ne sia nemmeno accorto;
  • continuato o ininterrotto, in quanto esercitato costantemente e uniformemente sulla cosa per tutto il periodo di tempo prescritto dalla legge, senza che ci siano stati atti provenienti da terzi che abbiano privato il possessore del bene.

Quanto tempo ci vuole per l’usucapione?

Perché l’usucapione maturi, cioè perché essa possa far acquistare la proprietà di un bene, occorre che il possesso del bene sia continuato nel tempo. Di seguito, un sintetico ma efficace schema:

  • beni immobili: 20 anni per l’usucapione ordinaria – 10 anni per l’usucapione abbreviata;
  • beni mobili registrati: 10 anni per l’usucapione ordinaria – 3 anni per l’usucapione abbreviata;
  • universalità di mobili: 20 anni per l’usucapione ordinaria – 10 anni per l’usucapione abbreviata;
  • beni mobili: 20 anni per l’usucapione ordinaria – 10 anni per l’usucapione abbreviata.

Per sapere “Cos’è l’usucapione abbreviata“, si consiglia la lettura dell’articolo dedicato a questo specifico argomento.

L’usucapione si interrompe con l’apertura della successione?

La morte del possessore interrompe l’usucapione, facendone decorrere i termini daccapo? In altre parole, la successione ereditaria interrompe l’usucapione? No. Per legge, l’usucapione può essere interrotta solamente dall’azione giudiziaria intrapresa dal legittimo proprietario del bene. Equiparato all’atto di citazione è l’invito alla mediazione.

Dunque, solamente l’atto di citazione per rivendicare la proprietà del bene oppure l’invito formale a partecipare a un incontro davanti al mediatore interrompono l’usucapione. Per approfondire questo specifico argomento si legga l’articolo dal titolo “Come si interrompe l’usucapione“.

L’apertura della successione a causa della morte del possessore non fa altro che far subentrare gli eredi nel possesso precedente del defunto, in modo tale che esso possa continuare in capo ai successori.

Successione nel possesso: cos’è?

Con l’apertura della successione, il possesso del soggetto che stava usucapendo il bene non si interrompe, ma prosegue in capo agli eredi. Si tratta del fenomeno della successione nel possesso.

Per legge [2], il possesso continua nell’erede con effetto dall’apertura della successione. Il possesso del defunto e quello dell’erede si considerano come un unico possesso. Un esempio renderà molto chiaro ciò che è stato appena detto.

Tizio ha coltivato e manutenuto un terreno altrui per 15 anni. Alla sua morte, succede il figlio, a cui basteranno solamente altri 5 anni di possesso per ottenere l’usucapione (15+5=20).

Insomma: il possesso degli eredi si somma a quello del primo possessore defunto. L’unica condizione che deve ricorrere affinché il possesso del defunto prosegua nella persona dell’erede è che questi abbia accettato l’eredità. In caso di rifiuto, dunque, l’usucapione non proseguirà.

Peraltro, secondo la giurisprudenza, la successione nel possesso opera automaticamente, senza che ci sia bisogno di uno specifico atto di volontà dell’erede [3]. È sufficiente che questi accetti l’eredità e che, poi, prenda materialmente il possesso del bene al fine del raggiungimento del tempo necessario a usucapire.


note

[1] Art. 456 cod. civ.

[2] Art. 1146 cod. civ.

[3] Cass., sent. n. 14505/2018.

Autore immagine: canva.com/


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