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Youtuber non paga le tasse: che succede?

26 Luglio 2021
Youtuber non paga le tasse: che succede?

Rischi per chi riceve guadagni da YouTube e non li dichiara o non presenta la dichiarazione dei redditi: obbligo di partita Iva.

Un nostro lettore è titolare di un canale YouTube dal quale riceve mensilmente degli introiti provenienti dalle inserzioni pubblicitarie. Ad oggi, però, non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi perché – sostiene – non esiste un codice Ateco da utilizzare per l’attività di creator e perché gli incassi sono ancora minimi. Ci chiede che succede se uno youtuber non paga le tasse e quando scatta l’obbligo di aprire una partita Iva o una società. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Youtuber e codice Ateco

Non perché non esiste uno specifico codice Ateco per l’attività di Youtuber non si è tenuti a mettersi in regola col Fisco. Ricordiamo che il codice Ateco è una combinazione di lettere e numeri che identifica un’attività economica. È sempre possibile utilizzare il codice Ateco di un’attività similare in assenza di quello identificativo della propria, se non ancora creato.

Youtuber e dichiarazione dei redditi

Chiunque riceve dei redditi, a prescindere da “come” e da “quanto”, è sempre tenuto a dichiararli, ossia a presentare la dichiarazione dei redditi annuale all’Agenzia delle Entrate. 

La dichiarazione va fatta anche quando il volume dei redditi è al di sotto dell’imposizione fiscale e, quindi, non implica l’obbligo di pagare le tasse. In buona sostanza, tale adempimento va espletato anche se si ricevono poche centinaia di euro all’anno.

Youtuber e partita Iva

L’obbligo dell’apertura di una partita Iva per lo youtuber è controverso. In teoria, dovrebbe avere la partita Iva anche lo youtuber che guadagna cifre insignificanti. Ciò perché la legge stabilisce che la p. Iva va aperta tutte le volte in cui un’attività viene svolta in forma continuativa. Ebbene, poiché anche un solo video resta sempre online e, pertanto, è potenzialmente sempre produttivo di redditi, esso imporrebbe tale adempimento. 

Youtuber e forma societaria

Lo youtuber non deve per forza costituire una società. Ben potrebbe aprire una p. Iva in forma di ditta individuale. Qualora non voglia subire rischi, potrebbe anche aprire una società a responsabilità limitata unipersonale. 

Youtuber e dichiarazione dei redditi: cosa si rischia?

Chi riceve guadagni solo da YouTube e non presenta la dichiarazione dei redditi non commette reato se l’ammontare delle imposte sottratte allo Stato non supera 50mila euro. In tal caso, si commette solo un illecito tributario che implica un accertamento fiscale, l’applicazione delle sanzioni tributarie e, per chi non paga, l’avvio del pignoramento dei beni (previa notifica della cartella esattoriale da parte di Agenzia Entrate Riscossione).

Invece, superato il tetto dei 50mila euro nello stesso anno d’imposta, si commette il reato di dichiarazione omessa per il quale scatta la reclusione da 2 a 6 anni.

Viceversa, se lo youtuber presenta la dichiarazione dei redditi per via del conseguimento di altri guadagni (ad esempio, un lavoro dipendente o un’attività autonoma) ma in questa non riporta i guadagni ricevuti dai video commette l’illecito di dichiarazione infedele. Anche per questo comportamento il reato scatta solo al superamento di determinate soglie:

  • l’imposta evasa deve essere superiore a 100mila euro;
  • i redditi non dichiarati devono superare il 10% del totale o comunque i 2 milioni di euro.

Al di sotto di tali limiti, si rimane nell’ambito dell’illecito tributario e, quindi, delle sanzioni amministrative. 



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