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Gratuito patrocinio: serve l’Isee?

31 Luglio 2021
Gratuito patrocinio: serve l’Isee?

Desidero sapere se con l’Isee posso accedere al gratuito patrocinio.

Il Decreto del ministero della Giustizia del 23 luglio 2020 ha adeguato i limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. A oggi, chi intende avvalersi del gratuito patrocinio deve avere un reddito annuo non superiore a 11.746,68 euro.

Nello specifico, la legge (Art. 76, Decreto del Presidente della Repubblica n. 115/2002) dice che può essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato solamente chi possegga un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.746,68 euro.

Tale importo si riferisce all’anno precedente a quello di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Ciò significa che, volendo chiedere ora l’ammissione al gratuito patrocinio, il reddito deve riferirsi all’anno 2020.

Tra i redditi da considerare per il calcolo della soglia di ammissione al patrocinio a spese dello Stato rientrano tutte le tipologie di redditi imponibili ai fini delle imposte sui redditi (da lavoro dipendente, autonomo, d’impresa, di capitale, fondiari, ecc. fino ai redditi diversi o derivanti da attività illecite), compresi quelli esenti dall’Irpef o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o sostitutiva, che dunque sarebbero esclusi dalla base imponibile ai fini fiscali.

Devono essere considerate anche tutte le pensioni che abbiano natura sostitutiva della retribuzione, come la pensione di vecchiaia o di anzianità

Rileva, quindi, la capacità economica del richiedente considerata nel suo complesso, tant’è che viene compreso anche l’importo dell’assegno di mantenimento percepito dall’ex coniuge (Cass., sent. n. 24378/2019) ed il reddito di cittadinanza.

Non può invece tenersi conto di quanto percepito a titolo di indennità di accompagnamento a favore degli invalidi totali (Cass. 24842/2015).

In pratica, ai fini del gratuito patrocinio, si deve tener conto, nel periodo di imposta in cui sono percepiti, di tutti i redditi, anche se non sottoposti a tassazione, perché il legislatore, al fine di stabilire se la persona possa o meno fruire del patrocinio a spese dello Stato, non ha inteso limitarsi a prendere in considerazione i redditi dichiarati o comunque da dichiararsi in un determinato periodo di imposta, ma ha voluto prendere in considerazione tutti i redditi (persino quelli derivanti da attività illecita) dalla persona effettivamente percepiti o posseduti, anche se esclusi dalla base imponibile (Cass. Ord. 24378/2019).

Occorre poi fare ulteriori precisazioni.

Se l’istante convive con il coniuge, l’unito civilmente o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso il richiedente. Ciò significa che, se la persona che presenta l’istanza per il gratuito patrocinio non ha redditi ma il coniuge sì, bisognerà computare anche i guadagni del coniuge. Vale dunque il reddito dell’intero nucleo familiare.

Eccezionalmente, si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi (una causa di separazione, ad esempio).

Solo nei giudizi penali, il limite di reddito visto prima (11.746,68 euro) è aumentato di 1.032,91 euro per ogni familiare eventualmente convivente con l’interessato.

L’istituto del gratuito patrocinio non prende in considerazione il complesso calcolo necessario ai fini della determinazione dell’Iisee, bensì solamente il reddito imponibile.

Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, dunque, non ci si potrà avvalere dell’Isee, ma di idonea documentazione che comprovi il reddito imponibile, come ad esempio: il modello 730, il modello unico, la certificazione unica per chi percepisce solamente la pensione o la disoccupazione; ecc.

L’Isee, al contrario, è quel documento che fotografa la situazione economica di un intero nucleo familiare, cioè di una famiglia così come risulta composta all’anagrafe. Ciò accade perché il calcolo dell’Isee non è effettuato soltanto sulla base dei redditi percepiti, ma tiene conto anche del patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto.

L’Isee serve per ottenere le principali agevolazioni che lo Stato riconosce alle persone non abbienti: reddito di cittadinanza, bonus bebè, bonus luce e gas, agevolazioni su: bolletta del telefono, canone Rai, ticket sanitario, ecc.

Possiamo pertanto affermare che l’isee è strettamente collegato alle prestazioni sociali che lo Stato riconosce a coloro che posseggono redditi insufficienti o, comunque, inferiori ai limiti stabiliti di volta in volta dalla legge.

Se non si possiede nessun tipo di introito, è possibile, al momento della presentazione dell’istanza, autocertificare il proprio reddito mediante una dichiarazione in cui, sotto la propria completa responsabilità civile e penale, si attesta di avere un reddito familiare al di sotto dei limiti di legge.

Ad ogni buon conto, si ribadisce che, ai fini della determinazione del reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio, non rileva il reddito Isee.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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