HOME Articoli

News Avvocati: onorario vincolato al POS solo su richiesta

News Pubblicato il 21 maggio 2014

Articolo di




> News Pubblicato il 21 maggio 2014

Tracciabilità: la nuova circolare del CNF chiarisce che il POS non è obbligatorio ma necessario solo su richiesta del cliente.

Con una circolare di ieri inviata a tutti i Consigli dell’Ordine [1], il CNF ha fatto chiarezza sul “presunto obbligo di dotarsi di Pos” che – secondo notizie da ultimo diffuse con una certa insistenza da alcuni media – graverebbe su tutti i professionisti e quindi anche sugli iscritti negli albi dal prossimo 30 giugno 2014.

Il decreto sviluppo bis, poi modificato dal milleproroghe, prevede che “a decorrere dal 30 giugno 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito”.

Secondo però il Cnf la nuova norma non stabilisce affatto che tutti i professionisti debbano dotarsi di Pos, né che tutti i pagamenti indirizzati agli avvocati dovranno essere effettuati in questo modo a partire dalla data indicata, ma solo che, nel caso il cliente voglia pagare con una carta di debito, il professionista sia tenuto ad accettare tale forma di pagamento.

In pratica, si dovrà far riferimento unicamente al contratto d’opera professionale (quello firmato tra cliente ed avvocato) che resterà il riferimento principale per la individuazione delle forme di pagamento, quali, ad esempio, l’assegno o il bonifico bancario.

La novella non introduce, dunque, alcun “obbligo giuridico”, bensì un semplice “onere” – limitato agli importi superiori a 30 euro e, di fatto, non particolarmente vincolante, posto che “nessuna sanzione è prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento mediante carta di debito” – che potrebbe anche rimanere ipotetico.

Infatti, nel caso in cui il cliente chieda di pagare la prestazione professionale con carta di debito – la cui definizione è individuata dal Dm Sviluppo Economico 24 gennaio 2014 – e l’avvocato ne sia sprovvisto, si determinerà “semplicemente la fattispecie della mora del creditore» disciplinata dagli articoli 1206 e seguenti del Codice civile, «che, come noto, non libera il debitore dall’obbligazione”.

Nel caso degli avvocati l’obbligo di Pos potrebbe risultare di remota applicazione pratica, per la peculiarietà del rapporto che lega avvocato e cliente. Difficilmente, infatti, l’avvocato “presenta il conto” al cliente sull’uscio dello studio per una prestazione occasionale: generalmente, infatti, i compensi degli avvocati, dopo una prima fase di fidelizzazione del cliente, riguardano attività svolta sul medio e lungo periodo, e detti compensi vengono generalmente pagati, come ben spiegato dal Cnf, con bonifico bancario oppure assegno a seguito di presentazione di nota dettagliata delle prestazioni e delle spese sostenute.

note

[1] Circolare 10-C-2014.

Autore immagine: 123rf. Com

Fonte Sole24h.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI