Obbligo di vaccino e di Green pass al lavoro: le novità

27 Luglio 2021 | Autore:
Obbligo di vaccino e di Green pass al lavoro: le novità

Una sentenza del tribunale di Modena riconosce al datore la facoltà di sospendere dal servizio e dalla retribuzione chi rifiuta il siero.

Ci sono diversi modi di rendere obbligatoria una cosa. La prima, dirlo apertamente. La seconda, far capire che se non la si fa si viene penalizzati. L’obbligo del vaccino anti-Covid al lavoro segue quest’ultima strada, dopo la sentenza (un’altra in questa direzione) del tribunale di Modena con cui è stato stabilito che l’azienda può sospendere dal servizio e dalla retribuzione chi non vuole vaccinarsi contro il coronavirus [1].

Il giudice scrive che «il datore di lavoro si pone come garante della salute e della sicurezza dei dipendenti e dei terzi che per diverse ragioni si trovano all’interno dei locali aziendali e ha quindi l’obbligo ai sensi dell’art. 2087 del Codice civile di adottare tutte quelle misure di prevenzione e protezione che sono necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori».

A supporto della propria decisione, il tribunale cita nella sentenza la direttiva europea che, nel giugno 2020, ha incluso il Covid tra gli agenti biologici contro i quali è necessario tutelare gli ambienti di lavoro [2]. Da qui, il dovere che incombe sul datore di tutelare il personale anche dal rischio coronavirus, contro il quale – scrive il giudice emiliano – la mascherina non basta come misura di protezione.

La sentenza puntualizza, comunque, che il rifiuto del vaccino anti-Covid non può comportare sanzioni disciplinari, ma può avere delle conseguenze per quanto riguarda la valutazione oggettiva dell’idoneità alla mansione del dipendente. Significa che chi è a contatto con il pubblico o in spazi ridotti accanto ai colleghi può essere sospeso dal lavoro e dalla retribuzione in caso di mancata vaccinazione.

In estrema sintesi: secondo il tribunale di Modena, il diritto alla libertà di autodeterminazione deve essere bilanciato con altri diritti costituzionali come quello alla salute degli altri (clienti, dipendenti, collaboratori) e con il principio di libera iniziativa economica [3].

D’altra parte (ed è una conseguenza di quanto appena detto), il datore di lavoro può anche decidere di rendere il Green pass obbligatorio in azienda. Questa volta parlano il Codice civile ed il Testo unico sulla sicurezza del lavoro [4], adducendo lo stesso motivo: il titolare dell’attività ha il potere e il dovere di pretendere dai dipendenti il rispetto di qualsiasi tipo di misura finalizzata a rendere il lavoro più sicuro. In pratica, la normativa mette sullo stesso piano tra le misure di prevenzione gli indumenti che proteggono i lavoratori (tute speciali, calzature, casco, imbracature) e il vaccino contro il coronavirus. E nel caso in cui l’azienda introduca il siero come misura di protezione, chi lo rifiuta potrebbe rischiare il posto.


note

[1] Trib. Modena sent. n. 2467/2021 del 23.07.2021.

[2] Direttiva Ue n. 2020/739 del 03.06.2020.

[3] Art. 41 Costituzione italiana.

[4] Art. 2087 cod. civ. e D.lgs n. 81/2008.


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10 Commenti

  1. Se il vaccino diventa obbligatorio, allora lo Stato si deve assumere le responsabilità di ogni evento avverso e risarcire i danni.

    Quindi inoculazione di vaccini senza firmare niente. Allora va benissimo.

    Visto che i vaccini sono sicuri, non dovrebbe essere un problema, giusto?

    1. Ma sei sicuro che vaccini ( anticovid) sono……. sicuri?
      Prima innanzitutto in una pandemia non si fanno vaccini perché il virus cerca “ soluzioni “ per sopravvivere, vedi le variante .
      Ma come mitici “ scienziati” che sono questi politici fanno la propaganda per vaccinare …. “tutti giù per terra “ per andare fare il vaccino. Vediamo il mese di ottobre quando loro ( politici ) devono cambiare la “ voce “ perché arriva la nuova “ ricetta “ con 4-5 variante di guarire la malattia/ virus .

    2. mi disapiace dirtelo ma l’o stato non si assume nessuna responzabilita’ degli effetti collaterali

    3. Il giudice scrive che «il datore di lavoro si pone come garante della salute e della sicurezza dei dipendenti e dei terzi che per diverse ragioni si trovano all’interno dei locali aziendali e ha quindi l’obbligo ai sensi dell’art. 2087 del Codice civile di adottare tutte quelle misure di prevenzione e protezione che sono necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori».

      IL giudice ha interpretato male art 2087 del Codice civile in quanto no ha tenuto conto che il vacino essendo una sperimentazione in atto non viene garantito la prevenzione della salute del lavoratore lo dice un ignorante del diritto che di lavoro non fa il giudice ma operaio F.V

  2. Se il datore di lavoro obbliga al vaccino si assume anche la responsabilità di eventuali conseguenze? Nel caso dei DPI il datore di lavoro ne è responsabile, se anche il vaccino viene inserito nei DPI anche la risponsabilità dovrebbe ricadere sul datore di lavoro, o sbaglio?

    1. Sono perfettamente d’accordo.
      Se tu obblighi una persona ad inocularsi un liquido sperimentale (perché di questo si tratta, non di un vaccino) allora ti devi anche assumere le responsabilità per eventuali reazioni avverse, oltre che immediate, a medio e lungo termine.
      Troppo comodo obbligare e poi lavarsene le mani.
      Di Ponzio Pilato ne abbiamo già abbastanza.

  3. io mi sono vaccinato e sinceramente non ho avuto nessuna reazione negativa. Quindi lo ritengo utile che il governo lo obblighi a fare.

  4. Ci riempiamo sempre la bocca con” ce lo dice l’Europa” ma poi quando ci dice che non bisogna fare discriminazioni tra vaccinati e non ce ne freghiamo altamente.
    Molto comodo anche questo.

  5. Ma perchè? Se la stessa UE con 32021R0953 ha specificato che non si dovrebbero fare discriminazioni? E la privacy? Solo la RSU ha i dati sensibili sanitari e al datore di lavoro non è dato sapere. Almeno così sapevo io

  6. io questa sentenza non riesco a trovarla, come mai? inutile che mettete il riferimento se non si può controllare, io vorrei vedere con i miei occhi, se non vi dispiace, non credo solo perchè c’è scritto su un giornale. E poi le direttive UE dicono anche che non ci possono essere discriminazioni con chi non vuole vaccinarsi(anzi il datore per la privacy neanche dovrebbe saperlo), per l’AIDS non si doveva dire e per questo virus si? quindi mi stupisce una tale sentenza e non trovandola sono dubbiosa. Trovo solo altri articoli di giornale, ma se anche fosse chi si prende la responsabilità e chi firma? o andiamo avanti a obblighi mascherati?

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