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Lo sai che? Recuperare le somme indebitamente trattenute dall’Inps

Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2014

Sono un esodato;  l’INPS mi ha inviato il CUD 2014 sbagliando nell’indicare l’importo del reddito imponibile e le conseguenti trattenute Irpef. Dopo numerosi solleciti mi viene rilasciato dall’Ente il CUD corretto, ma nonostante ciò l’INPS effettua trattenute mensili sulla mia pensione. Gli addetti ai lavori non riescono a forzare il sistema per bloccare le ingiustificate trattenute. Come fare per riavere il maltolto?

Il fatto che, a seguito di un riscontrato errore di calcolo, l’INPS trasmetta all’interessato un nuovo modello CUD 2014 corretto nei relativi importi, costituisce chiaro riconoscimento da parte dell’Ente dell’errore commesso.

La trattenuta mensile che, tuttavia, l’INPS continua a operare – anche dopo aver riconosciuto il proprio errore di calcolo – risulta quindi illegittima, con conseguente diritto dell’interessato di chiedere la restituzione delle relative somme.

Per fare ciò, il cittadino può rivolgersi ad un avvocato o al patronato, o infine al CAF di un’associazione sindacale di propria fiducia, in modo da gestire il relativo procedimento con maggiore competenza e/o attraverso canali privilegiati. Si evidenzia che, peraltro, i patronati operano gratuitamente; quindi il cittadino potrà avere una prima assistenza senza dover sostenere alcun costo.

Dal punto di vista pratico, sarà necessario inviare all’INPS una raccomandata a.r.  o una e-mail a mezzo posta elettronica certificata di “messa in mora”, ossia una lettera con la quale fare presente l’errore compiuto dall’ente, sollecitandolo affinchè cessi di operare trattenute sugli importi pagati a titolo di pensione e chiedere quindi la restituzione del maltolto.

Se l’Inps non dovesse rispondere a tale comunicazione o, comunque, non dovesse adeguarsi  a quanto richiesto, le soluzioni possibili sono due:

– iniziare una causa nei confronti dell’Ente (e per fare ciò sarà indispensabile l’assistenza di un avvocato), depositando presso la cancelleria del Tribunale del luogo di residenza dell’interessato un ricorso, con il quale si chiederà al giudice di pronunciare la condanna dell’INPS alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute;

– ricorrere al Garante del Contribuente, soggetto istituito allo scopo di tutelare i diritti del contribuente in presenza di un qualsiasi “comportamento suscettibile di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione finanziaria[1]. Il Garante è presente in ogni regione italiana e i suoi recapiti sono reperibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, oppure informandosi direttamente presso uno sportello dell’Agenzia stessa.

note

[1] L. n. 212 del 27.05.2000.


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1 Commento

  1. buongiorno,
    se la società di recupero crediti mi spedisce la raccomandata ad un vecchio domicilio ed io naturalmente non la ritiro, passati i termini è cmq ritenuta valida?
    Grazie
    Cordiali Saluti
    Antonio Moro

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