Diritto e Fisco | Articoli

A tacitazione di ogni pretesa: che significa

28 Luglio 2021
A tacitazione di ogni pretesa: che significa

Accordo di transazione: quali effetti sulle parti e quando è possibile resuscitare la lite o la causa. 

Spesso, all’interno di un accordo, si trova la dicitura «a tracimazione di ogni pretesa»: ma che significa questa espressione e che valore ha? Soprattutto, quali possono essere i rischi e le ricadute per chi accetta di firmare la scrittura? 

Cerchiamo di fare il punto della situazione a beneficio di chi mastica poco il diritto. Sul punto, peraltro, è intervenuta proprio di recente la Cassazione a fornire degli importanti chiarimenti. Ma procediamo con ordine.

Cos’è la transazione?

Quando due o più parti sono in disaccordo tra loro ma intendono comunque trovare una soluzione alla vertenza possono firmare un atto che pone termine alla lite. Questo atto va tecnicamente sotto il nome di transazione. 

La transazione, detto con parole più precise, è il contratto con cui i soggetti rinunciando in parte alle rispettive pretese (non necessariamente in misura uguale e simmetrica), evitano uno scontro giudiziario o pongono fine a un processo già in atto.

Detto invece in modo più spicciolo, la transazione non è altro che un accordo, che può essere stipulato dalle parti stesse con una scrittura privata, oppure innanzi al notaio, cioè con un atto pubblico, o infine in udienza, con una dichiarazione messa a verbale. In quest’ultimo caso, la transazione ha più forza: trattandosi infatti di un atto giudiziale, il verbale potrebbe giustificare – in caso di successivo inadempimento – l’avvio diretto di un pignoramento nei confronti della parte che non ha voluto rispettare l’accordo. 

Che significa «a tacitazione di ogni pretesa»

Nell’atto di transazione si è soliti inserire la frase «a tacitazione di ogni pretesa» oppure «senza più nulla a pretendere». Si tratta di due dizioni che hanno lo stesso significato e scopo: quello di impedire al soggetto firmatario dell’accordo di resuscitare, con una scusa qualsiasi, la precedente controversia dopo aver ottenuto con l’accordo ciò che sperava. Si pensi a un tizio che prima, con una transazione, accetti un risarcimento per un danno subito per 5mila euro ma poi, lamentando un’ulteriore conseguenza della malattia, chieda altri soldi.

Insomma, con la parola «a tacitazione di ogni pretesa» si vuole, da un lato, bloccare ogni ulteriore pretesa, anche se non espressamente indicata nella transazione (potrebbe infatti sfuggire alle parti di esplicitare, nel documento, tutte le potenziali fonti di liti a cui si vuol porre soluzione); dall’altro lato si vuol impedire che, al sopraggiungere di ulteriori fatti non considerati in partenza, l’avversario possa lamentare danni o richieste prima non fatte valere. 

Come dice la parola stessa, la transazione “tacita” – ossia mette a tacere, chiude per sempre – ogni pretesa derivante dall’affare controverso. 

Quali effetti ha la frase «a tacitazione di ogni pretesa»?

La frase «a tacitazione di ogni pretesa» oppure «senza più nulla a pretendere» ha l’effetto di costituire una sorta di “condono tombale”, una sorta di pace definitiva tra le parti.

Ma attenzione: come chiarito di recente dalla Cassazione [1], tale clausola deve pur sempre ritenersi riferita all’oggetto della controversia e non a qualsiasi altra successiva – e non preventivabile – contestazione. 

Facciamo qualche esempio.

Mario, per errore, facendo retromarcia, urta contro il cancello di proprietà di Luca rompendo il motore elettrico. I due si accordano per un risarcimento di 800 euro. Stipulano così un atto di transazione con la fatidica espressione «senza più nulla a pretendere e con tacitazione di ogni ulteriore pretesa». Senonché, dopo qualche settimana, il venditore che deve rifornire a Luca il nuovo motore, gli fa sapere che quel modello è ormai fuori commercio e che pertanto ne deve ordinare uno nuovo che costa 300 euro in più. In un caso del genere, Luca non può chiedere a Mario un ulteriore risarcimento.

Antonio fa un incidente stradale e, dopo una lunga trattativa, accetta dall’assicurazione un risarcimento per danni all’auto di 1600 euro e per le lesioni fisiche di 7000 euro. Anche in questo caso, la transazione riporta la frase «con tacitazione di ogni pretesa». Senonché, dopo qualche mese, Antonio si accorge di non poter più alzare bene la spalla. Rivolgendosi a un nuovo medico, questi gli fa presente che si tratta di postumi per l’incidente che è impossibile rimuovere se non a fronte di un nuovo intervento. Antonio vorrebbe chiedere un supplemento di risarcimento all’assicurazione ma non può più farlo.

Roberta ha un appartamento da cui piove umidità sull’immobile sottostante di Stefano. Con il proprietario di quest’ultimo si accorda per un risarcimento di 800 euro a titolo di spese per l’imbianchino. Dopo qualche mese, però, dalla tubatura di Roberta si apre una nuova falla, diversa dalla precedente. In questo caso, Stefano ha diritto a chiedere un ulteriore risarcimento del danno. 

Secondo la Cassazione, non basta la classica clausola di stile a fare in modo che la transazione investa tutte le controversie potenziali o attuali fra le parti: anche le espressioni più generali utilizzate nel testo riguardano soltanto gli oggetti sui quali i contraenti si sono proposti di statuire. Dunque, se l’accordo riguarda solo alcune controversie, non sarà l’ampiezza della formulazione adoperata a estenderlo a quelle rimaste estranee. Pesa la distinzione fra transazione generale e speciale: con la prima si chiude ogni controversia fra le parti, con la seconda solo un determinato affare individuato come tale, cui associare l’effetto estintivo o preclusivo.  

Spetta al giudice stabilire se una transazione è generale o speciale: si tratta di accertare il contenuto del contratto.  


note

[1] Cass. ord. n. 21557/21.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube