Quando serve il Green pass in condominio

28 Luglio 2021 | Autore:
Quando serve il Green pass in condominio

La certificazione verde può essere richiesta per partecipare all’assemblea che si tiene al chiuso? E all’ingresso della piscina condominiale?

Dopo l’approvazione del decreto legge con cui il Governo ha definito i luoghi in cui è necessario esibire il Green pass dal 6 agosto 2021 per potervi accedere, qualcuno si è chiesto se ci vuole la certificazione verde in condominio in determinate occasioni (vedi l’assemblea) o in certi spazi comuni (come può essere la piscina condominiale).

Il ragionamento «fila»: se avere il Green pass è obbligatorio per prendere un caffè al tavolino interno di un bar dove ci sono altre persone non appartenenti al nucleo familiare, può esserlo anche per partecipare alla riunione del condominio che, di norma, si tiene in un luogo chiuso? Se bisogna mostrare la certificazione all’ingresso di una palestra o di una piscina comunale, occorre fare lo stesso per fruire della piscina condominiale o di altri servizi messi a disposizione di vicini o accompagnatori?

Bisogna ricordare che il decreto dello scorso 23 luglio che riguarda il Green pass impone l’obbligatorietà della certificazione per poter accedere ai seguenti servizi o attività:

  • bar, ristoranti, pizzerie e simili per il consumo al tavolo all’interno del locale;
  • spettacoli, eventi e competizioni sportive;
  • musei, centri culturali o mostre;
  • piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra e centri benessere, anche all’interno di una struttura ricettiva, limitatamente alle attività all’interno;
  • sagre, fiere, convegni e congressi;
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
  • sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • concorsi pubblici.

Da questo elenco, non si evince che il Green pass sia necessario per accedere al locale in cui si deve tenere l’assemblea del condomino. Pertanto, l’amministratore non sarà tenuto a richiederlo all’ingresso e non potrà nemmeno pretenderlo di sua spontanea volontà per verificare lo stato vaccinale, la guarigione o il risultato di un tampone dei condòmini. Tant’è che lo stesso decreto legge sull’uso delle certificazioni verdi esclude le riunioni condominiali dall’obbligo di esibire Green pass. Mentre, dal canto suo, il Garante della privacy ricorda che solo una norma di rango primario potrebbe prevedere l’uso della certificazione per la partecipazione alle assemblee.

Discorso diverso sulla fruizione di servizi condominiali come, ad esempio, la piscina, per citare quello più comune. In questo caso, l’amministratore deve attivare il controllo del Green pass sia per i condòmini sia per i loro accompagnatori (i genitori, i nipotini, ecc., se l’ingresso è ammesso agli estranei al condominio). Il potere di controllo della certificazione è in capo al gestore della struttura, mentre l’amministratore o un suo delegato (che può essere il gestore stesso) ha facoltà di chiedere all’ingresso, oltre al Green pass, un documento di riconoscimento.

Non bisogna dimenticare, infine, che per i trasgressori è prevista una sanzione pecuniaria da 400 a 1.000 euro e la chiusura dell’impianto da 1 a 10 giorni dopo la terza infrazione.



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3 Commenti

  1. A me questa storia del Green pass fa scompisciare dalle risate. Ma vi rendete conto di quello che dicono? Per andare in piscina nel mio condominio ora dovrei avere pure la certificazione? Ma io pago l’affitto ed ho il diritto di non vaccinarmi e di farmi il bagno e non mi cacciassero queste scuse perché ritengo che sia davvero ridicolo

  2. Io posso capire il Green pass nei bar, ristoranti, a teatro, al cinema e in alcuni posti di lavoro. Ma adesso stiamo proprio esagerando. Bisogna darsi una regolata. Ma mettessero direttamente il vaccino obbligatorio perché se ne cacciano una ogni volta diventano poco credibili e ridicoli

  3. Una volta che avrò il Green pass non mi importa da chi e dove mi verrà richiesto. Certo, penso ai no vax e a tutta la ciurma che rifiuta il vaccino e non vuole spendere un capitale a tamponi perché andando avanti così o uno si rinchiude in casa non potendo accedere nei luoghi comuni o si vaccina. E questa strategia per spingere alla vaccinazione devo dire che funziona perché dalla notizia del decreto c’è stato ovunque il boom di prenotazioni

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