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Come recuperare soldi falsi

30 Ottobre 2021 | Autore:
Come recuperare soldi falsi

Cosa fare quando si riceve una banconota contraffatta? Come la si riconosce e cosa si rischia se si cerca di spenderla in buona fede?

Avrai visto e rivisto la stessa scena soprattutto al supermercato: il cliente consegna i soldi alla cassiera e questa passa le banconote in uno scanner per verificare che siano vere e non contraffatte. Se tutto fila liscio, incassa e dà il resto al cliente. Resto – detto per inciso – che il consumatore dovrebbe chiedere di verificare a sua volta per una questione di principio: se il supermercato ha il diritto di evitare qualche fregatura, perché il cliente deve accettare senza fiatare quello che la cassiera gli dà come resto con il rischio di tentare di pagare la volta successiva con denaro non vero? Anche perché, nella sfortunata ipotesi che il consumatore dovesse ricevere delle banconote contraffatte, dovrebbe scoprire come recuperare soldi falsi con soldi veri. Cosa piuttosto difficile, per non dire praticamente impossibile.

Il cliente del supermercato, come quello del bar, del ristorante, del negozio o di qualsiasi altro esercizio, si potrebbe trovare in una doppia situazione alquanto scomoda, per quanto possa avere tutta la buona fede di questo mondo. Nel caso in cui sapesse di avere con sé dei soldi falsi, si chiederebbe dove portarli senza passare dei guai: «Mi crederanno quando dirò che li ho ricevuti per caso?», potrebbe pensare. Se, invece, fosse ignaro di avere delle banconote contraffatte e, nel tentativo di usarle per pagare un acquisto, il negoziante le identificasse come tali, potrebbe essere segnalato alle forze dell’ordine e dover convincere gli agenti di aver agito in buona fede. Dopodiché, potrà recuperare i soldi falsi? Vediamo.

Come identificare i soldi falsi?

Totò e Peppino avevano la mano buona per fare delle banconote false nel film La banda degli onesti: nessuno se ne accorgeva e, per un po’, hanno fatto la bella vita grazie a quello che stampavano di notte nella bottega del tipografo Loturco, alias De Filippo. Di falsari in gamba ne esistono eccome. Ecco perché occorre avere l’occhio attento ed imparare ad osservare attentamente una banconota che desta qualche sospetto per identificare i soldi falsi.

Dimensioni, brillantezza dei colori e nitidezza sono i primi elementi da notare, insieme alla perfezione della stampa, alla profondità delle immagini, ai chiaroscuri di scritte e disegni. Altri dettagli che possono rivelare se una banconota è vera o contraffatta sono:

  • la carta: deve essere fatta con fibre di puro cotone e deve avere al tatto una certa consistenza e sonorità. Da qui il famoso detto: stropicciando una banconota vera, si dovrebbe sentirla «cantare»;
  • la stampa: quella utilizzata per le banconote è di tipo calcografico, cioè a rilievo, percepibile quando si passano le dita sui caratteri;
  • la filigrana: è un’altra delle tipiche caratteristiche delle banconote. Consente di vedere in controluce delle figure non presenti sulle due facciate della banconota stessa. È anche presente un filo di sicurezza microscritto di colore scuro che attraversa la banconota in verticale;
  • la striscia brillante con il simbolo dell’euro: si tratta di una banda olografica presente sulle banconote da 5, 10 e 20 euro che, se inclinata, mostra la «€» oppure il valore della banconota;
  • la placca: ha la stessa funzione della striscia brillante ma si trova sulle banconote da 50, 100, 200 e 500 euro. In questo caso, inclinandola si devono vedere alternati il valore della banconota e un motivo architettonico;
  • i forellini: formano il simbolo dell’euro e sono presenti sia nella striscia brillante olografica sia nelle placche delle banconote dai 50 euro in su;
  • il numero in controluce: la cifra deve apparire completa se si tiene la banconota in controluce;
  • l’ologramma: sempre in controluce, è possibile vedere una striscia iridescente posta verticalmente che brilla e cambia leggermente colore. In particolare, muovendo la banconota cambia l’immagine visibile nell’ologramma, presente sul lato destro. Si scorge il simbolo «€» formato da perforazioni. Ai lati c’è anche la cifra del valore in caratteri molto piccoli;
  • i microcaratteri: chi ama andare fino in fondo, può prendere una lente di ingrandimento, passarla sulla banconota e vedere se appaiono nitide e non sfocate delle iscrizioni molto sottili sia sul fronte sia sul retro.

Che succede se si va in giro con soldi falsi?

Chi possiede dei soldi falsi non rischia alcunché purché li tenga nel portafoglio e non tenti di spenderli. Ognuno è libero di avere in tasca un pezzo di carta senza alcun valore, dalla lista della spesa al ticket di un parcheggio già pagato, fino alla poesia d’amore scritta dal fidanzato. O, appunto, una banconota falsa.

Certamente, un conto è andare in giro con una o due banconote contraffatte, magari ricevute come resto in qualche negozio, e un altro ben diverso è tenere in un sacchetto un bel fascio di soldi falsi: è molto più facile in quest’ultimo caso pensare che il detentore delle finte banconote abbia delle intenzioni non proprio oneste.

Che succede se si tenta di pagare con soldi falsi?

Qui il discorso cambia. Come appena detto, possedere delle banconote false non è reato. Tentare di utilizzarle per pagare un acquisto sì, invece. E lo si può fare in diversi modi:

  • il cittadino riceve inconsapevolmente dei soldi falsi e tenta di utilizzarli per pagare una spesa sempre convinto che si tratti di banconote vere: in questo caso, non rischia alcunché né sul piano civile né su quello penale, purché dimostri la sua buona fede;
  • il cittadino riceve inconsapevolmente dei soldi falsi ma, successivamente, si rende conto di avere delle banconote contraffatte e, per cercare di recuperare il danno, le rimette in circolazione: in questo caso, si commette il reato di «spendita di monete falsificate ricevute in buona fede». Pena: la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a 1.032 euro (da pagare con banconote vere, ovvio);
  • il cittadino riceve consapevolmente delle banconote vere e le rimette consapevolmente in circolazione: commette il reato di «spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate». Pena: la reclusione da tre a dodici anni e la multa da 516 a 3.098 euro (sempre di quelli veri).

Soldi falsi: si possono recuperare?

Purtroppo, la legge non prevede la possibilità di recuperare soldi falsi portando le banconote in banca e chiedendo di cambiarle con quelle uguali ma vere. Significa che chi ha ricevuto 50 euro falsi di resto in un negozio, non può pretendere che l’impiegato del suo istituto di credito glieli cambi con 50 euro veri. Li hai persi e basta. Cosa fare, allora?

Prima di buttare via una banconota che si ritiene possa essere falsa (magari perché non contiene alcuni degli elementi sopra citati), conviene avere la certezza di essere stati effettivamente fregati. Per farlo, bisogna sì andare in banca ma solo a farla controllare con l’apposito scanner. Se risulta vera, viene restituita al cliente. Se, invece, è falsa, l’impiegato la trattiene e consegna a chi l’ha portata un verbale e una copia della banconota.

La cartamoneta verrà trasmessa all’amministrazione centrale della Banca d’Italia e sottoposta alla verifica del Nucleo di analisi per le banconote sospette di falsità (Nac). Se si ritiene che la banconota non sia falsa, il suo possessore verrà rimborsato con un vaglia cambiario della Banca d’Italia. In caso contrario, nulla è dovuto al possessore. Chi ha consegnato la banconota può chiedere informazioni sull’esito dell’accertamento Nac tramite le filiali della Banca d’Italia.



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