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Estratto ruolo Agenzia Entrate Riscossione: che valore ha?

28 Luglio 2021
Estratto ruolo Agenzia Entrate Riscossione: che valore ha?

La copia della relata di notifica sull’estratto di ruolo della cartella esattoriale è sufficiente a provare la spedizione?

Che valore ha l’estratto di ruolo di Agenzia Entrate Riscossione? Il problema ha notevoli risvolti pratici. Da esso infatti può dipendere, a volte, la prova dell’avvenuta notifica della cartella di pagamento e, quindi, la legittimazione dell’Esattore all’avvio delle azioni esecutive nei confronti del debitore. 

Cerchiamo di spiegarci meglio con qualche esempio pratico.

La notifica della cartella

Prima di avviare un pignoramento o di iscrivere un fermo amministrativo o un’ipoteca, Agenzia Entrate Riscossione deve spedire al contribuente la cartella esattoriale. 

Nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate abbia emesso un avviso di accertamento immediatamente esecutivo, la notifica della cartella viene sostituita dalla cosiddetta «lettera di presa in carico». 

Il pignoramento può avvenire non oltre 1 anno dalla notifica della cartella. Se tale termine decorre inutilmente, l’Agenzia Entrate Riscossione deve rinnovare l’invito di pagamento notificando la cosiddetta «intimazione di pagamento», diversamente il pignoramento è illegittimo. Tale termine non va però rispettato nel caso di fermi e ipoteche, non costituendo questi atti di esecuzione forzata ma semplici misure cautelari.

Che succede se la cartella non viene notificata

Se la cartella non viene notificata, l’eventuale atto successivo dell’Agente della Riscossione è illegittimo e può essere impugnato dinanzi al giudice. La pretesa di pagamento dell’Esattore cadrebbe nel nulla e nulla sarebbe dovuto dal contribuente. Affinché ciò avvenga, però, è necessario impugnare l’atto successivo alla cartella (mai ricevuta). 

Qualora invece il contribuente impugni la cartella sostenendo che la stessa non gli è mai stata notificata o che la stessa è stata notificata in modo non corretto, starebbe in realtà ammettendo il contrario, ossia che la cartella è comunque giunta a destinazione. Avendone pertanto preso visione, egli si sarebbe potuto difendere. Ciò sanerebbe ogni possibile vizio di notifica e renderebbe legittimo il pignoramento pur in presenza, ad esempio, di una cartella spedita ad un indirizzo errato.

In buona sostanza, chi vuol eccepire il difetto di notifica della cartella non può impugnare quest’ultima – diversamente ammettendone il ricevimento – ma l’atto successivo. 

Come dimostrare la notifica della cartella

Dinanzi alla contestazione del contribuente che asserisca di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento, l’Agenzia Entrate Riscossione deve fornire la prova contraria. Prova costituita, per le cartelle notificate a mezzo raccomandata, dall’avviso di ricevimento della raccomandata stessa e, per le cartelle notificate a mani, dalla relazione di notifica redatta dal pubblico ufficiale addetto alla consegna dell’atto.

Cosa succede se ci si accorge di una cartella mai ricevuta?

Potrebbe succedere che il contribuente si accorga di un debito a proprio carico dalla lettura dell’estratto di ruolo consegnatogli dall’Esattore (tramite istanza allo sportello o richiesta online). In questi casi, se il contribuente ritiene di non aver mai ricevuto detta cartella, può impugnare l’estratto di ruolo stesso per difetto di notifica della cartella. Può sembrare una conclusione scontata e banale, ma è il frutto di una lunga disputa giurisprudenziale, culminata con un’importante sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [1]. La Corte aveva inizialmente sostenuto che l’estratto di ruolo, essendo un atto interno all’esattore, non poteva essere impugnato dinanzi al giudice. Poi, gli stessi giudici hanno precisato: se è proprio dall’estratto di ruolo che il contribuente si accorge di avere, a proprio carico, una cartella mai notificata correttamente può impugnare tale estratto e chiedere al giudice la cancellazione del debito. 

Di recente, la Cassazione è tornata sull’argomento precisando quanto segue [2]: è ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario. Va precisato però che l’estratto di ruolo con la fotocopia della relazione di notifica è una prova a tutti gli effetti della consegna della cartella di pagamento.

La legge stabilisce che l’Esattore deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione. Da ciò, secondo la Cassazione, si desume che ai fini della prova della notifica della cartella non è necessaria la produzione in giudizio dell’originale o della copia autentica della cartella essendo invece sufficiente la produzione o della matrice o della copia della cartella con la relativa relazione di notifica.

Le copie fotostatiche delle relate di notifica che fanno riferimento agli estratti di ruolo impugnati dal contribuente possono quindi avere valore di prova dopo i cinque anni dalla notifica stessa. 

L’estratto di ruolo è l’equipollente della matrice: la fedele riproduzione della parte del ruolo relativa alla o alle pretese creditorie azionate verso il debitore con la cartella esattoriale, contiene tutti gli elementi essenziali per identificare la persona del debitore, la causa e l’ammontare della pretesa creditoria [3].


note

[1] Cass. sent. n. 19704/2015.  

[2] Cas. civ., sez. trib., sent., 21 luglio 2021, n. 20769

[3] Cass. 16121/2019 e 23902/2017


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