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Pensione di invalidità e assegno sociale: sospensione

1 Novembre 2021 | Autore:
Pensione di invalidità e assegno sociale: sospensione

Come evitare che l’Inps sospenda e revochi la pensione d’inabilità e l’assegno di assistenza, l’assegno sociale e le pensioni per non vedenti e non udenti.

Le prestazioni di assistenza, a differenza delle prestazioni previdenziali, non sono connesse al versamento di contributi all’Inps, ma allo stato di bisogno dell’interessato, che può derivare da problemi economici, da problemi di salute o da entrambi. In particolare, sono collegati allo stato di bisogno economico del percipiente l’assegno sociale, le pensioni per non vedenti e non udenti, l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali e la pensione d’inabilità civile, o pensione d’invalidità: sospensione e revoca sono i provvedimenti che l’Inps può attuare, nel caso in cui la dichiarazione reddituale con modello Red (in alcune ipotesi, può essere sufficiente il solo 730 o il modello Redditi persone fisiche) non sia stata inviata.

Fortunatamente, anche una volta scaduti i termini per l’invio del Red, è possibile dichiarare i redditi all’Inps tardivamente, con domanda di ricostituzione reddituale.

A questo proposito, l’Istituto, con un recente messaggio [1], ha reso noto che, per l’anno 2017, ben 68.586 persone, beneficiarie di prestazioni di assistenza collegate al reddito, non hanno presentato né la dichiarazione dei redditi (730 o modello redditi 2018), né la dichiarazione di responsabilità reddituale Red [2]. Questo, nonostante l’Inps in precedenza abbia inviato un primo sollecito.

L’Istituto ha dunque provveduto all’invio di un secondo sollecito: se nemmeno a questo verrà dato corso, l’ente procederà alle lavorazioni necessarie alla sospensione e alla successiva revoca delle prestazioni economiche in godimento.

Per quali prestazioni di assistenza è obbligatoria la dichiarazione reddituale?

Le prestazioni di assistenza, come la pensione di invalidità civile e l’assegno sociale, sono prestazioni generalmente collegate al reddito: in pratica, i trattamenti vengono corrisposti nel caso in cui il beneficiario dimostri di non possedere un reddito superiore al limite previsto dalla legge.

Per la concessione di alcune prestazioni economiche di assistenza, poi, la legge non solo stabilisce un limite di reddito, ma impone anche ai beneficiari di comunicare all’Inps la propria situazione reddituale, qualora:

  • non siano tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi all’Amministrazione finanziaria;
  • non comunichino la dichiarazione dei redditi, pur essendovi tenuti;
  • la dichiarazione dei redditi non contenga tutti i dati reddituali che possono influire sul diritto alla prestazione di assistenza.

Le prestazioni per le quali è obbligatoria la dichiarazione reddituale sono:

  • la pensione di inabilità;
  • l’assegno mensile di assistenza per invalidi civili parziali;
  • la pensione ai ciechi civili;
  • la pensione ai sordi;
  • l’assegno sociale.

Sospensione delle pensioni di invalidità civile

Per quanto riguarda, in particolare, le prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità per gli anni 2017 e seguenti, l’Inps procede:

  • all’estrazione dei beneficiari di assegno mensile di assistenza, di pensione di inabilità per invalidità civile, di pensione per cecità assoluta o parziale, di pensione per sordità;
  • all’invio della nota di preavviso di sospensione, a mezzo raccomandata A/R, con la quale richiede un riscontro reddituale;
  • entro 60 giorni dall’invio della comunicazione, i cittadini interessati dovranno comunicare i redditi posseduti attraverso la specifica domanda telematica di “Ricostituzione reddituale per sospensione 35 comma 10 bis D.L. 207/2008”;
  • trascorsi 60 giorni dall’invio della comunicazione, in caso di mancato riscontro, l’Inps procederà alla sospensione della prestazione con azzeramento della prima rata utile e invierà ai cittadini interessati una comunicazione di sospensione della prestazione a mezzo raccomandata A/R;
  • allo scadere di ulteriori 120 giorni dalla data di sospensione, senza che vi sia stato riscontro, la prestazione verrà revocata e sarà calcolato il debito relativo agli anni di reddito non dichiarati (dal 2017 al 2021). La comunicazione di revoca della prestazione verrà inviata con raccomandata A/R al cittadino.

Sospensione dell’assegno sociale

Per quanto riguarda l’assegno sociale, la pensione sociale e l’assegno sociale sostitutivo, l’Inps provvede:

  • a inviare una nota a mezzo raccomandata A/R con la quale richiede un riscontro reddituale;
  • a invitare i destinatari a presentare la dichiarazione reddituale entro 60 giorni.

Trascorsi 60 giorni dall’invio della comunicazione, in caso di mancato riscontro, l’Inps procederà alla sospensione della prestazione relativamente all’anno di reddito 2017 (non dichiarato), con conseguente recupero delle prestazioni pagate e non dovute.

Come comunicare i dati reddituali per evitare la sospensione

Per evitare la sospensione della prestazione di assistenza, l’interessato deve:

  • accedere al sito dell’Inps con pin, Spid, Cie (carta d’identità elettronica) o Cns (carta nazionale dei servizi);
  • seguire il percorso “Home”, “Prestazioni e servizi”, “Servizi”, “Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione”, “Variazione prestazione pensionistica”, attivando il successivo sottomenu: “Ricostituzioni/Supplementi”, “Ricostituzione pensione”, “Reddituale”, “Per sospensione art.35 comma 10bis D.L. 207/2008”;

In alternativa, la ricostituzione può essere presentata tramite gli Istituti di Patronato o altri soggetti abilitati all’intermediazione con l’Istituto.


note

[1] Inps messaggio 2756/2021.

[2] Art. 35, Co. 10-bis DL 207/2008.

Autore immagine: pixabay.com


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