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Come funziona la garanzia del venditore?

29 Luglio 2021
Come funziona la garanzia del venditore?

Prodotto difettoso: si può ottenere la restituzione dei soldi spesi per il prezzo?

Chi acquista un bene o un servizio ha sempre diritto alla garanzia del venditore nel caso in cui il prodotto si riveli difettoso. I termini di tale garanzia variano però a seconda che l’acquirente intervenga in veste di «consumatore», ossia per finalità personali o familiari, oppure di «professionista», ossia per scopi collegati alla propria attività lavorativa (circostanza quest’ultima resa spesso palese dal fatto di chiedere la fattura e fornire la propria partita Iva). Nel primo caso, si applica il famoso Codice del consumo (Decreto Legislativo n. 206/2005) mentre nel secondo la normativa meno garantistica inserita nel Codice civile.

Vediamo allora, più nel dettaglio, come funziona la garanzia del venditore e quali sono i diritti di chi compra un prodotto che si rivela guasto o comunque difettoso (è il cosiddetto «difetto di conformità»).

Chi sono il consumatore e il professionista?

Bisogna innanzitutto individuare cosa si intende per «consumatore» perché, come anticipato, la garanzia del venditore opera in modo diverso a seconda che l’acquirente sia un consumatore o un professionista.  

Consumatore è la persona fisica (mai quindi una società o un’impresa) che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta. È, ad esempio, il caso del padre di famiglia che acquista un televisore o una lavastoviglie; è l’automobilista che compra una macchina da destinare al trasporto personale o familiare; è colui che incarica una ditta specializzata per installare i doppi infissi in casa; è la ragazza che compra un abito in un negozio o il giovane che usa Internet per fare shopping online. 

Viene considerato «consumatore» anche il condominio. 

Si contrappone al consumatore la figura del «professionista» che è invece la persona sia fisica che giuridica (quindi anche ditte o società) che agisce nell’esercizio di un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale. È il caso dell’avvocato che incarica un programmatore per creargli un sito Internet; è il medico che acquista un computer dove inserire le schede dei propri pazienti; è l’idraulico che compra una cassetta degli attrezzi, e così via.

Come funziona la garanzia del venditore nei confronti del consumatore?

L’acquirente ha sempre diritto a una garanzia di almeno 2 anni a decorrere dalla consegna dell’oggetto. A fornirgli la garanzia deve essere necessariamente il venditore, il quale non può invitare il proprio cliente a rivolgersi al produttore o a spedire l’oggetto al centro assistenza. 

La garanzia copre tutti i difetti di conformità che si presentano in tale arco di tempo e che non sono imputabili a un uso non corretto del bene fatto dal consumatore. È tuttavia il venditore a dover dimostrare che il difetto è stato dovuto a un uso improprio dell’acquirente se il guasto si presenta nei primi sei mesi dall’acquisto. Viceversa, dopo sei mesi, è l’acquirente a dover provare che il difetto era preesistente rispetto alla vendita.

Per avere diritto alla garanzia è obbligo dell’acquirente comunicare al venditore il guasto entro 60 giorni dalla sua scoperta. Tale “denuncia” (che può essere fatta verbalmente allo stesso venditore o con raccomandata a/r o, infine, con Pec) non è necessaria solo se il venditore ha ammesso i difetti o li ha nascosti in malafede. 

A cosa ha diritto il consumatore in caso di prodotto difettoso?

In presenza di un guasto o comunque di un difetto di produzione, l’acquirente ha innanzitutto diritto a ottenere, a propria insindacabile scelta, una delle seguenti soluzioni al problema:

  • o la sostituzione dell’oggetto con uno identico o di valore superiore;
  • oppure la riparazione dell’oggetto in tempi brevi.

Il consumatore non può quindi invocare subito la risoluzione del contratto ossia la restituzione dei soldi spesi. 

Solo se la riparazione e/o la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; o se il venditore non vi ha provveduto entro un congruo termine; oppure se la riparazione e/o la sostituzione ha creato notevoli inconvenienti al consumatore, il consumatore può a questo punto optare per uno dei due seguenti rimedi:

  • o la risoluzione del contratto con restituzione dell’oggetto e rimborso dei soldi spesi (fatta salva la possibilità di chiedere anche il risarcimento del danno);
  • o la riduzione del prezzo di vendita, conservando l’oggetto acquistato.

Da quanto appena detto, deriva che il consumatore, nel tutelare i propri diritti, deve rispettare un ordine gerarchico dei rimedi proponibili e, quindi, dovrà preventivamente porre in essere la richiesta di riparazione e/o sostituzione del bene e, solo se ricorrono le condizioni appena indicate, potrà chiedere la risoluzione contrattuale. Se, al contrario, il consumatore si rivolge direttamente al giudice per ottenere la risoluzione contrattuale senza prima aver chiesto la riparazione o la sostituzione dell’oggetto, vedrà dichiarata inammissibile la sua azione.

Come funziona la garanzia del venditore nei confronti del professionista?

La garanzia nei confronti del professionista presenta innanzitutto dei termini differenti.

La garanzia opera per 1 anno soltanto (e non 2 come nel caso del consumatore), salvo venga concordata un’apposita estensione della garanzia.

Inoltre, la denuncia dei vizi al venditore va fatta entro 8 giorni (e non 60 come nel caso del consumatore).

Infine, in questa ipotesi, se il difetto è essenziale – di tale gravità cioè che, se previamente conosciuto, l’acquirente non avrebbe concluso il contratto – l’acquirente ha diritto a chiedere immediatamente la restituzione dei soldi spesi, senza prima dover per forza tentare la riparazione o la restituzione dell’oggetto (rimedi questi previsti obbligatoriamente solo dal Codice del consumo e non dal Codice civile).



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