Diritto e Fisco | Articoli

Come vengono dimostrati e calcolati i danni per i rumori del vicino

29 Luglio 2021
Come vengono dimostrati e calcolati i danni per i rumori del vicino

Immissioni acustiche: prova entità rumori e danno alla salute senza perizie.

Spesso, dinanzi a un vicino rumoroso, si pone il problema della raccolta delle prove da utilizzare nei suoi confronti in un eventuale processo: prove relative sia all’intensità dei rumori, e quindi alla loro incidenza sulla qualità della vita della vittima, sia sul conseguente danno patito da quest’ultima. 

Sul punto, si è di recente espressa la Cassazione [1]. La Corte ha fornito alcune interessanti istruzioni in merito a come vengono dimostrati e calcolati i danni per i rumori del vicino.

I rumori illegali

Partiamo dal dato normativo. Cosa dice la legge in merito ai rumori? Esiste l’articolo 844 del Codice civile in base al quale non si possono impedire i rumori che rientrano nella normale tollerabilità. Tutti gli altri rumori invece – quelli cioè «intollerabili» – sono da considerarsi illegali. 

Può sembrare un concetto scontato: è normale infatti che tutto ciò che sia intollerabile è contrario alla legge, ma lo scopo di tale norma è attribuire al giudice il potere di decidere caso per caso, in base a una serie di parametri come:

  • l’orario: lo stesso rumore è intollerabile alle 2 di notte ed è invece sopportabile a mezzogiorno;
  • la zona ove si trova l’immobile: in un quartiere di periferia o residenziale è più facile avvertire come intollerabili dei rumori che, invece, in un centro cittadino vengono coperti dal traffico;
  • la necessità del rumore: per quanto intollerabile non si può impedire il rumore delle ristrutturazioni di un appartamento;
  • la persistenza del rumore: una cosa è un piatto che cade a terra e che si infrange lacerando il silenzio della sera, un’altra è l’abbaiare di un cane per tutta la notte.

Quando i rumori sono reato e si può denunciare

Non sempre si può denunciare per un rumore molesto. Se il rumore viene avvertito da un numero indeterminato di persone (ad esempio, gran parte degli abitanti del quartiere o dell’edificio), scatta il reato di disturbo della quiete pubblica. In tal caso, è possibile denunciare l’episodio alla polizia o ai carabinieri.

Se invece l’entità dei rumori è tale da raggiungere l’orecchio di poche persone (ad esempio, i vicini del piano di sotto o dello stesso pianerottolo) si è dinanzi a un semplice illecito civile che genera, a tutto voler concedere, una richiesta di risarcimento oltre ovviamente all’ordine di cessazione della condotta da parte del giudice; in tal caso, però, è necessario avviare un giudizio civile a istanza della parte lesa.

Come calcolare i rumori

Chiaramente, la prova principe rispetto a una situazione di molestie acustiche è costituita dalla perizia di un tecnico che calcola l’entità dei decibel prodotti dal responsabile. Ma non sempre tale analisi è possibile: in parte perché i limiti alle immissioni sonore, previsti dalle leggi speciali, riguardano solo determinati tipi di attività commerciali o industriali e non genericamente le attività quotidiane dei vicini di casa o dei loro animali da appartamento; in parte perché si tratta, il più delle volte, di rumori discontinui, che non è facile captare quando il responsabile già sa che c’è un contenzioso in atto. In tal caso quest’ultimo, proprio per evitare una condanna, potrebbe desistere dal ripetere la condotta incriminata. 

Peraltro, i parametri fissati dalle norme speciali a tutela dell’ambiente sono sì criteri minimali inderogabili, ma non sono sempre vincolanti per il giudice civile, che può stabilire l’intollerabilità dei rumori in base alla particolarità della situazione concreta. 

È vero: di solito, nella controversia sulle immissioni, serve una consulenza d’ufficio perché soltanto un esperto può accertare se suoni o emissioni siano sopportabili per le persone, grazie alle conoscenze e agli strumenti di cui dispone. Ma i mezzi di prova non tecnici vanno ammessi perché nei rapporti di vicinato non viene in rilievo l’osservanza delle leggi speciali: si tratta di emissioni spontanee e discontinue che è difficile verificare sul piano sperimentale.

A questo punto, la prova cardine diventa la testimonianza dei vicini che hanno sentito i rumori e che possono confermare la situazione invivibile venutasi a creare. 

La prova dei danni

La giurisprudenza ha detto che non si può ottenere il risarcimento per i rumori molesti se non c’è prova di un danno. Ma questo danno non deve necessariamente consistere in una lesione biologica attestata da un certificato medico. Se risultano compromesse le abitudini di vita quotidiana dalla vittima, quest’ultima può rivendicare un indennizzo che il giudice quantificherà in via “equitativa” ossia sulla base di quanto gli appare giusto e opportuno al caso di specie, tenuto conto dell’effettiva lesione.

Il risarcimento scatta al di là di un danno biologico documentato perché il diritto al normale svolgimento della vita familiare a casa propria è tutelato dalla Costituzione. E la protezione è rafforzata dall’articolo 8 della convenzione europea dei diritti dell’uomo, “comunitarizzata” dal trattato di Lisbona: il giudice interno è dunque tenuto ad adeguarsi alla norma. Insomma: la turbativa della vita domestica fa scattare la liquidazione di una somma a titolo di risarcimento. 


note

[1] Cass. ord. n. 21621/21.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube