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Autovelox sulle banchine: quali autorizzazioni? 

29 Luglio 2021 | Autore:
Autovelox sulle banchine: quali autorizzazioni? 

Le condizioni per installare e posizionare ai bordi delle strade gli apparecchi di rilevazione automatica della velocità. Quando la multa è nulla?

Stai guidando la tua macchina su una via urbana a scorrimento veloce quando ti imbatti in un autovelox piazzato a bordo strada. Non avevi visto il cartello di avviso collocato poco prima o te ne sei dimenticato. Ora, è troppo tardi per frenare e rallentare: sei passato a velocità eccessiva e, sicuramente, l’apparecchio l’ha rilevata ed ha scattato la fotografia al tuo veicolo, rilevando la targa. Adesso, mentre aspetti che ti arrivi la multa a casa, ti domandi quali autorizzazioni occorrono per collocare gli autovelox sulle banchine.

Quando la Polizia può mettere un autovelox sul margine della strada e lasciarlo lì, senza che vi sia una pattuglia a presidiarlo e a fermare subito gli automobilisti? Il quesito ha un grosso significato perché, come vedrai, esistono precise condizioni per installare e posizionare, sui vari tipi di strade italiane – dalle autostrade alle vie cittadine – gli apparecchi di misurazione automatica della velocità. 

Se queste condizioni non vengono rispettate, e in particolare se mancano le necessarie autorizzazioni amministrative per collocare gli autovelox sulle banchine, o comunque se i requisiti necessari non vengono riportati nel verbale, la multa è nulla e non dovrà essere pagata. 

Cos’è la banchina? 

La banchina è definita dal Codice della strada come quella «parte della strada compresa tra il margine della carreggiata ed il più vicino tra i seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati».  

Dunque, la banchina è uno spazio esterno rispetto alla carreggiata destinata alla circolazione dei veicoli. La banchina serve al transito dei pedoni, quando manca il marciapiede, oppure alla sosta di emergenza dei veicoli, ma solo se è di dimensioni adeguate (un Decreto ministeriale fissa le caratteristiche costruttive delle banchine disponendo una larghezza minima di almeno un metro, che è insufficiente per la sosta di una normale autovettura). La stessa norma del Codice della strada [1] che definisce la banchina la distingue dalla piazzola di sosta, quando precisa che quest’ultima è «adiacente esternamente alla banchina» e, dunque, non ne fa parte. 

Il decreto prefettizio per autorizzare il posizionamento dell’autovelox

Le infrazioni rilevate attraverso gli autovelox dovrebbero essere contestate immediatamente al trasgressore, con la pattuglia che lo ferma sul posto subito dopo aver commesso l’infrazione. Ma il Codice della strada [2] consente la contestazione differita (quindi con l’invio del verbale mediante raccomandata o Pec) della violazione per eccesso di velocità sulle autostrade, sulle strade extraurbane principali e su tutte le «altre strade specificamente individuate dalle Prefetture».

Perciò, quando l’autovelox è collocato su strade urbane di scorrimento o su strade extraurbane secondarie, per legge [3] occorre sempre un decreto del Prefetto che autorizzi la contestazione differita della contravvenzione, cioè la possibilità di inviare la multa in un momento successivo, senza dover fermare il conducente nell’immediatezza.

Dunque, solo il decreto prefettizio consente il funzionamento dell’apparecchio autovelox su quei tipi di strade in modalità automatica, senza necessità di essere presidiato costantemente da una pattuglia della Polizia presente sul posto.  

Autovelox senza decreto prefettizio: multa nulla

La mancata indicazione, nel verbale di accertamento dell’infrazione, degli estremi del decreto prefettizio che individua le strade in cui possono essere collocati i dispositivi di rilevazione automatica della velocità (in una parola: gli autovelox) costituisce motivo di nullità del verbale.

La Corte di Cassazione ha affermato, in molteplici occasioni [4], che questa omissione pregiudica il diritto di difesa del conducente ed «integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio», che non è rimediabile neppure attraverso la produzione successiva del decreto, da parte dell’Amministrazione, nel giudizio di opposizione. Quindi, se impugni la multa con ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dal ricevimento del verbale sollevando questo vizio, il Comune non potrà esibire il decreto del Prefetto durante la causa, perché ciò non vale a sanare la mancata indicazione di esso nel verbale.

Multa per autovelox su banchina: si può contestare?

Gli autovelox possono essere posizionati sulle banchine? Indubbiamente sì, se sono stati autorizzati con il decreto prefettizio che ne consente l’impiego in base al tipo di strada. Viceversa, molti giudici ritengono la multa nulla se la strada è senza banchina, quando l’autovelox è collocato su un treppiede proprio sul ciglio della carreggiata, che è priva di banchina laterale.

In passato, alcuni giudici di pace e tribunali avevano annullato delle multe anche quando la banchina c’era, ma aveva dimensioni troppo ristrette per essere considerata tale. Ora, però, una nuova sentenza della Corte di Cassazione [5] ha ritenuto valida la multa rilevata con autovelox installato su una strada urbana di scorrimento veloce anche nei tratti dove la banchina è di dimensioni ridotte e insufficienti a consentire la sosta di emergenza (nella vicenda esaminata, era di soli 35 centimetri). Anche in quel caso, però, rimane indispensabile il decreto del Prefetto che autorizza la collocazione dell’autovelox in quel tratto di strada.

Per ulteriori informazioni leggi “Autovelox su strada senza banchina: la multa è valida?“.


note

[1] Art. 3 Cod. strada.

[2] Art. 201 Cod. strada.

[3] Art. 4 D.L. n.121/2002, conv. in L. n. 168/2002.

[4] Cass. ord. n. 21603 del 28.07.2021, n. 23551/2020 e n. 24214/2018.  

[5] Cass. ord. n. 21604 del 28.07.2021.  


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